Gangi: il borgo medievale che vive all'ombra di sua maestà Etna

Gangi: il borgo medievale che vive all’ombra di sua maestà Etna

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Fonte foto: Wikipedia

Eletto “Borgo dei Borghi” nel 2014, gioiello delle Madonie, adagiato sul Monte Marone e vegliato da sua maestà Etna, il piccolo borgo siciliano di Gangi, offre al fortunato visitatore, un tuffo nel passato. Regalo di quegli anni bui quale sono stati gli anni del medioevo, oggi, emana luce e bellezza da ogni sua pietra.

Aria fresca e vista mozzafiato sulle Madonie, cosa chiedere di più ad un borgo?

Gangi si è mantenuto intatto nei secoli ed oltre al fascino esteriore, racchiude tra le sue mura, come uno scrigno, centinaia di tesori di un valore storico-artistico di inestimabile valore.

Cosa vedere a Gangi:

Il Castello di Gangi

Situato nel punto più alto della città (come ogni castello che si rispetti), è rimasto immutato negli anni. Fu costruito nel XIV secolo e nel corso degli anni ha visto nascere e crescere gli stretti viottoli con le strade di ciottoli che ancora oggi si conservano in ottimo stato. Nel ‘600 divenne palazzo residenziale.

I palazzi signorili

Nel borgo di Gangi non mancano i Palazzi Signorili: il Palazzo Sgadari, che ospita il Museo Civico e il Palazzo Bongiorno, antica dimora del settecento che oggi è sede del Consiglio Comunale.

Le chiese a Gangi

La Chiesa Madre e la Chiesa dello Spirito Santo sono fra i luoghi di culto di Gangi.  La Chiesa Madre San Nicolò di Bari, ospita la cripta dove riposano i corpi di preti ed arcipreti che si fermarono a Gangi nel corso del 1700. Al suo interno è possibile trovare opere di Giuseppe Salerno e Filippo Quattrocchi. La chiesa si trova a Piazza del Popolo, la piazza, ospita la bellissima Fontana del Leone, donata agli abitanti del luogo dal podestà Cav. Gioacchino Mocciaro nel 1931. Proprio accanto la chiesa vi è una bellissima balconata dalla quale è possibile ammirare un panorama incantevole. La Chiesa dello Spirito Santo invece è uno dei luoghi più belli di tutta Gangi. La leggenda narra che prima che sorgesse il santuario esisteva una piccola edicola dedicata allo Spirito Santo, che all’interno custodiva un dipinto di Dio e di una colomba sul petto. Seppellito e dimenticato per sfuggire alla lotta iconoclastica nel corso del 1700, il dipinto venne scordato, finché un contadino lo trovò. Secondo la leggenda, dal sopracciglio di Dio sul dipinto sgorgava del sangue. Venne quindi eretto il Santuario attuale. Suggestione, arte e sacralità fanno di questa chiesa un vero è proprio punto di interesse da non perdere.

La Piazza del Popolo, fulcro del Paese da cui si può godere di un belvedere fantastico. Altra piazza importante è piazza San Paolo. Anche da questa piazza il panorama è mozzafiato, in particolare, offre una magnifica vista sull’Etna.

Gangi non ha mai abbandonato le tradizioni che lo legano con il suo passato. Ogni anno le antiche tradizioni del borgo vengono celebrate durante la manifestazione “Memorie e tradizioni nel Borgo più bello d’Italia“. Un evento che mette in scena i sapori antichi e i ricordi tramandati con rievocazioni storiche. Un bellissimo momento per rivivere il tempo che fu e che non tornerà. Mi correggo: “che fuori da Gangi, non tornerà”.

Tradizione culinaria a Gangi

Come prima portata non può mancare la pasta ccu maccu (ditaloni conditi con purea di fave verdi). A seguire, il castrato al forno con patate (carne d’agnellone cotta al forno e aromatizzata con vino rosso, rosmarino e spezie).

L’alternativa è un piatto di Quaresima, il baccalà fritto con contorno di finocchietto selvatico.

A Natale la cuccia, pasta frolla ripiena di mandorle, uva passa e fichi secchi; in estate e autunno i mastacuttè, biscotti di farina, zucchero e succo di fichidindia.

Il caciocavallo di Gangi è un formaggio pecorino di primo o secondo sale, stagionato e con grani di pepe. Rinomata anche la salsiccia secca.

Il borgo di Gangi aderisce al progetto “case a 1 euro”

L’iniziativa di mettere in vendita le case fatiscenti o pericolanti del borgo, alla modica e simbolica cifra di 1 euro, arriva su tutto il territorio nazionale ed internazionale sino ad essere menzionata sul New York Times e sul quotidiano britannico “The Telegraph”. Ecco che il borgo, con i suoi 7000 abitanti, è stato sommerso di ben 2000 richieste provenienti da tutto il mondo. Il paese, a poco a poco, ha riacquistato l’antico splendore e oltre a ristrutturazioni fatte direttamente dal comune di Gangi, vantano 108 case riassegnate, 60 a prezzo simbolico da riassegnare e in vendita 32 lotti di varie metrature.

Insomma cosa aggiungere! Fai di Gangi ed i suoi tesori la meta del tuo prossimo viaggio.


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