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© Skira e © Pupi Avati-Bartlebyfilm
Lei mi parla ancora è un libro di Giuseppe Sgarbi, padre di Vittorio, forse il più insolito caso di tardivo esordio letterario di sempre. Giuseppe ha infatti esordito nel 2014, a 93 anni, con Lungo l’argine del tempo, vincendo il premio Bancarella. Dopo una vita trascorsa a fare il farmacista si è lanciato in questa imponente avventura letteraria durata appena 5 anni, interrotta alfine per cause di forza maggiore quando è venuto a mancare, tre anni fa.
Lei mi parla ancora fu il terzo titolo, del 2016: non esattamente il migliore (ne scrisse quattro, praticamente uno all’anno: Lungo l’argine del tempo, Non chiedere cosa sarà il futuro, Lei mi parla ancora e Il canale dei cuori), ma probabilmente quello più indicato per cogliere l’animo narrativo dell’autore che con questo diario racconta una lunga lettera con cui rievoca la moglie Rina, venuta a mancare l’anno prima.
È in pratica il diario storico di un uomo anziano, preciso, che sa che il tempo stringe e che di conseguenza non ne ha da perdere: parla quindi solo d’amore, della sua eternità che procede oltre i limiti fisici della caducità della carne, e niente altro importa: gli eventi, i fatti…gli anni che furono. Solo contorno dell’unica storia che conta, la loro. Storia di un amore che dura oltre la morte, Lei mi parla ancora racconta delle parole di chi abbiamo amato che continuano a viaggiare nella nostra mente e far parte delle nostre risposte, come sa perfettamente chi ha perso qualcuno di caro.
E da questo libro così particolare nasce (liberamente tratto) il nuovo film di Pupi Avati con Renato Pozzetto nel ruolo di Nino (Giuseppe) e Stefania Sandrelli nel ruolo di Caterina (Rina), ai quali si aggiungono Lino Musella (Nino da giovane), Isabella Ragonese (Caterina da giovane) e altri grandi nomi, come Alessandro Haber, Gioele Dix, Serena Grandi, Chiara Caselli, Giulia Elettra Gorietti, Nicola Nocella.