Arriverà nelle sale come evento speciale solo l’1, il 2 e il 3 dicembre prossimi “Caravaggio a Roma. Il viaggio del Giubileo”, diretto da Giovanni Piscaglia su soggetto di Didi Gnocchi, con la sceneggiatura di Eleonora Angius e la voce narrante di Mario Cordova. 

Produzione e dati tecnici del film “Caravaggio a Roma”

Prodotto da 3D Produzioni e Nexo Studios con la  partecipazione di SKY e in collaborazione con Avvenire e con Gallerie d’Italia-Intesa Sanpaolo, si tratta di un  film-documentario sulla presenza  del grande pittore a Roma ed è stato realizzato con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo del MIC. Racconta del  viaggio di Caravaggio a Roma negli anni 1599-1600, durante il Giubileo dell’epoca: così dalla contemporaneità dei pellegrini di oggi ci riporta ai tempi in cui si è formato e poi ha perso la vita un genio inquieto.

Il contenuto del film “Caravaggio a Roma”

Il film inizia con le parole dello storico dell’arte Claudio Strinati:Caravaggio è pittore del sentimento e il Giubileo è sentimento, non è ragionamento“. Ma di storici dell’arte ce ne sono vari e si alternano nell’interpretazione delle opere artistiche, delle tecniche e delle idee che sono raffigurate nei quadri del pittore. Però ci sono anche i giudizi di sacerdoti ed esponenti del mondo della Chiesa che ne danno una lettura più completa, mettendo al centro la sua  crisi religiosa e riflettendo sul concetto di Giubileo, di pentimento, di espiazione e remissione dei peccati,  che durante l’Anno Santo del 1600 – come anche durante questo Anno Santo- rappresenta l’accoglienza da parte del Papa di una richiesta di maggiore spiritualità che proviene da tutto il mondo. Così scorrono veloci le immagini belle e chiare di Roma e delle migliaia di pellegrini che stanno ancora partecipando al Giubileo del 2025! Tra i vari pellegrini che nel 1600 arrivarono a Roma compare Michelangelo Merisi (1571-1610), detto appunto Caravaggio,  e le sue meravigliose tele, sulle quali la macchina da presa si sofferma più volte per mettere a fuoco i singoli particolari man mano che la voce del critico li descrive. Si indugia così su “Giuditta e Oloferne”, sui “Bari” su “San Francesco in meditazione”, come anche sulla “Madonna dei Palafrenieri” che creò tanto scandalo all’epoca perché ritraeva la cortigiana Maddalena Antognetti da lui amata segretamente e un Gesù Bambino fin troppo cresciuto!  Così la storia dell’epoca, ma anche l’avvicendamento tra i vari papi e la vicinanza con le grandi famiglie aristocratiche dell’epoca- fino a Scipione Borghese– che apprezzò la sua arte-, ricostruiscono storicamente e filologicamente le vicende di un Caravaggiocontrocorrente” e sempre pronto a destare scandalo. Per le sue opere, inoltre, si rimanda a Palazzo Barberini che ospita ancora una mostra magnifica delle sue opere.

Le due tele centrali nel film “Caravaggio a Roma”

In particolare sono state due   tele destinate a cambiare per sempre la storia dell’arte e la sua tecnica pittorica, ossia la Vocazione e il Martirio di San Matteo, (1599-1600) destinate alla Cappella Cantarelli di Roma. La “Vocazione” raffigura il momento in cui Gesù chiama il pubblicano  Matteo trai suoi seguaci, mettendo in risalto la luce -che rappresenta la Grazia divina– mentre penetra e si diffonde nella vita quotidiana di tutti. Il “Martirio”, invece, rappresenta la violenta morte del santo, in cui la situazione drammatica è evidenziata dai forti contrasti di luce ed ombra, dove si intravede il sicario che sta per affondare il corpo mortale.        Da queste due tele,  la tecnica pittorica di Caravaggio cambiò in modo netto e radicale. Da qui in poi i soggetti diventano esclusivamente religiosi e il ricorso allo sviluppo del “tenebrismo” con le violente contrapposizioni di luce, l’approccio a modelli umani non idealizzati ma fin troppo realistici, la preparazione scura  della tela -aggiungendo solo i toni chiari e medi-  rivelano come la sua arte tendesse in modo sempre più perfetto a diventare l’espressione di una fede profonda ma  tormentata, alla ricerca della misericordia e della redenzione, per lui che aveva commesso un delitto e poi vari altri misfatti, senza mai pentirsene formalmente.

La conclusione del film “Caravaggio a Roma”

Dopo la condanna a morte e l’esilio a Malta, nonché il breve soggiorno a Napoli, le sue opere si fecero particolarmente cupe e drammatiche. Nonostante cercasse continuamente una possibilità di riscatto e di perdono nella fase finale della sua vita, Caravaggio morì da peccatore, in viaggio verso Roma, alla ricerca della redenzione  nella città del Giubileo. Tuttavia, anche se  morirà senza ricevere l’assoluzione, le sue tele gli restituiscono ancora oggi quella fama eterna che invano aveva cercato dipingendo se stesso già in modo trasfigurato. E’ il caso del “Martirio di Sant’Orsola” o di “Davide con la testa di Golia” che è esattamente la sua, esangue ormai, ma in cerca di perdono e misericordia. In quest’ottica  il film restituisce l’immagine di un uomo profondamente turbato, capace di trovare il bello  anche nel peccato. L’aspetto universale del film consiste nel mettere in rilievo la componente emotiva, umana e il pathos che allora come oggi mette l’uomo di fronte al divino in un dimensione dubitativa, tormentata e sofferta, spesso non risolta, nel comprendere i misteri della religione. E allora, come ha detto Franco Di Sarro – amministratore delegato di Nexo Studios – nella presentazione del film, occorre che il cinema si rivolga ai grandi artisti del passato perché tutti possano ritrovare quei valori universali che hanno animato i due Giubilei. Pertanto questi docu- film  si propongono di raccontare – aggiungerei con esattezza, rigore storico e artistico, ricostruzione filologia- “la grande arte attraverso il cinema”.

Collaboratori e distribuzione del film “Caravaggio a Roma”

Tra gli interventi del film quelli di: Francesca Cappelletti, Direttrice Galleria Borghese, Roma; Franco Cardini, Storico; Antonio Ernesto Denunzio, Vicedirettore Gallerie d’Italia, Napoli; Jago, Scultore; Suor Maria Gloria Riva, Fondatrice del monastero delle Adoratrici Perpetue del SS Sacramento di Pietrarubbia – San Marino; Mons. Alberto Rocca, Direttore Pinacoteca Ambrosiana, Milano; Marco Roncalli, Saggista; Thomas Clement Salomon, Direttore Gallerie Nazionali di Arte Antica Palazzo Barberini-Galleria Corsini, Roma; Antonella Scalessa, Archivio di Stato, Roma; Claudio Strinati, Storico dell’arte e divulgatore; Maria Cristina Terzaghi, Storica dell’arte; Mons. Timothy Verdon, Storico dell’arte e Direttore del Museo dell’Opera del Duomo, Firenze.Per il 2025, la stagione di Nexo Studios La Grande Arte al Cinema è distribuita in esclusiva per l’Italia con i media partner Radio Capital, Sky Arte, MYmovies, e in collaborazione con Abbonamento Musei.

E adesso: buona visione a tutti!

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