Jucature ph Imma De Lillo
Jucature di Pau Mirò, testo vincitore del premio UBU come miglior testo straniero, è in scena al Teatro Diana di Napoli con Antonio Milo, Adriano Falivene, Marcello Romolo e Giovanni Allocca, in un adattamento di successo a cura di Enrico Ianniello.
Els jugadors di Barcellona incontrano i Jucature partenopei su uno dei più prestigiosi palchi napoletani per un intreccio perfetto di ironia e malinconia.
Jucature: da Pau Mirò a Enrico Ianniello
Un professore universitario (Marcello Romolo) che ha fatto della matematica e del legame con il padre motivo della sua esistenza affronta la perdita di quest’ultimo e la sospensione dal suo incarico con una causa in corso; un attore (Adriano Falivene) con vuoti di memoria vive le sue giornate tra casting fallimentari e piccoli furti al supermercato; un becchino (Antonio Milo) in preda a tic e balbuzie si consola tra le braccia di una prostituta polacca; un barbiere (Giovanni Allocca) fugge dalla realtà del licenziamento e dalla moglie, trovando rifugio a casa del professore. Quattro gli amici, quattro le esistenze contraddistinte dall’invisibilità.
Un tavolo, delle carte, un brandy di scarsa qualità e tanti caffè fanno da sfondo ad un’amicizia improntata su racconti reciproci di piccole gioie e fallimenti. La partita a poker, mai iniziata realmente, motiva i quattro a riunirsi, a consolarsi, a supportarsi. Sarà il ritrovamento di una pistola riposta in una scatola a casa del professore ad accendere gli animi di una nuova speranza: quella del denaro e della tanto agognata visibilità della propria esistenza.
Le scenografie di Carmine Guarino aprono le porte di una casa disordinata, testimone di sonnambulismo e follia, vuoti di memoria e rabbia. Gli ambienti sono perfetto rifugio e specchio di anime inquiete che fuggono continuamente da una realtà tragicomica, costruita attraverso dialoghi surreali e grotteschi.

FOTO DI SCENA - ph IMMA DI LILLO
Ianniello, ispirato dal già vincente testo di Mirò, dà animo a quattro reietti della società, generando un naturale sentimento di tenerezza e compassione, comicità e sorrisi, infondendo nella platea un tifo per il riscatto legittimando persino un crimine.
Milo, Falivene, Romolo e Allocca danno prova di una spontaneità teatrale di alto livello, al confine tra il macchiettistico ed il grottesco, il malinconico ed il comico, senza esondare nell’uno o l’altro, ma rimanendo lì, in bilico, cogliendone le sfumature più profonde, ricostruendo personalità infelici e complesse.
E così, colpisce e conferma l’immenso talento di Antonio Milo, nelle molteplici esplicitazioni di insicurezza attraverso gesti nevrotici e tic nervosi. La divisa impressa nelle nostre menti, abituati come siamo a vederlo nel ruolo di brigadiere nel Commissario Ricciardi, lascia spazio ad una personalità completamente distante, abbandonata al fallimento, ai pensieri che si affollano e le parole che inciampano. E ancora, Adriano Falivene, anche lui noto per la serie firmata De Giovanni e la pièce Mettici la Mano, in numerose repliche nei teatri d’Italia con Milo, stupisce perchè perfettamente in grado di far dimenticare il suo ruolo di Bambinella in favore di un attore con il vizio del furto e la follia del fallimento, con una profonda credibilità da compassione e sorrisi. Marcello Romolo, nei panni del professore, vittima del fantasma del padre alla ricerca di risposte, immalinconisce e fa sorridere per la delicatezza alternata a scatti d’ira di chi rincorre un’irraggiungibile stabilità emotiva. Ed infine, Giovanni Allocca, pur impersonando impeccabilmente chi è in trepidante fuga dalla realtà, genera risate in momenti danzerecci e movenze ambigue.
Il finale aperto lascia fantasticare chi guarda: i vinti saranno finalmente vincitori? La risposta sarà in un’ennesima partita a poker. Che sia realmente giocata o meno non è dato saperlo. L’ipotesi del fallimento non è mai stato così malinconicamente rassicurante.
Info e biglietti
Jucature è in scena fino a domenica 22 febbraio.
Informazioni e prenotazioni su www.teatrodiana.it

Laureata in marketing e masterizzata in comunicazione e altro che ha a che fare con la musica. Fiera napoletana, per metà calabrese e arbëreshë, collezionista compulsiva di vinili, cd o qualsiasi altro supporto musicale. Vanto un ampio CV di concerti e festival.