Caravaggio e i maestri della luce” è la mostra presente al Museo storico della Fanteria di Roma dal 7 marzo al 7 giugno 2026 che racconta l’esperienza dei seguaci e degli imitatori del grande Maestro Caravaggio nel suo tempo, con una grande sorpresa alla fine del percorso di visita. La mostra è stata curata da Alberto Bertuzzi e da Francesco Gallo Mazzeo, con la partecipazione di Navigare s.r.l.

Il percorso della mostra di Caravaggio

Situata al primo piano del Museo storico della Fanteria, la mostra guida il pubblico alla scoperta della vasta generazione di artisti “caravaggeschi”, seguaci, ammiratori e discepoli, partendo dai primi artisti come Bartolomeo Manfredi, Antiveduto Gramatica, ma anche Orazio Gentileschi e Massimo Stanzione che ne ripresero soprattutto il naturalismo ma in chiave più intimistica, realizzando scene di grande delicatezza espressiva. È il caso ad esempio della Sacra famiglia con Giovannino del Gramatica, in cui la Vergine accoglie il bambino con un gesto di affettuosa protezione, mentre il bambino si protende verso di lei con un abbraccio che unisce i due volti grazie all’effetto di una macchia di luce che esalta il loro legame e conferisce loro maggiore intimità rispetto agli altri personaggi.

Nella seconda sezione ci sono i pittori stranieri come Stomer, De Ribera e Van der Helst che furono testimoni di come il linguaggio caravaggesco si fosse diffuso oltre i confini italiani, arricchendosi del confronto con la Scuola Bolognese e permettendo di recuperare l’uso del chiaroscuro in modo più armonico ed equilibrato.

È il caso del Ragazzo morso da un ramarro di Van der Helst in cui le sopracciglia inarcate, la bocca semiaperta e lo sfondo  scuro e uniforme mettono in risalto lo shock, il dolore e l’incredulità del ragazzo colto nella sua autentica drammaticità con resa naturalistica.

Van der Helst - Ragazzo morso da un ramarro- mostra di Caravaggio

Van der Helst - Ragazzo morso da un ramarro

La conclusione della mostra di Caravaggio

Conclude la mostra, dulcis in fundo, la tela “L’incredulità di San Tommaso” attribuita al Merisi, in cui si può ammirare la sua abilità nella costruzione di forme e volumi attraverso la luce: i chiaroscuri, i contrasti accesi e la sua capacità di conferire ai volti una nuova umanità permettono di cogliere una forte nota di drammaticità nei volti degli esseri umani che sono raffigurati durante la loro sofferenza con grandissimo realismo. È questa una delle tele più apprezzate dal pubblico, esposta nella parte finale per permettere allo spettatore di ammirarla dopo  un’adeguata preparazione attraverso l’ammirazione delle opere dei suoi seguaci: è  un’esplosione di riflessi e di colori, di chiaroscuri ben evidenziati grazie ad un allestimento ben pensato e ponderato, tra specchi laterali e riflessi di luce che ne evidenziano tutta la genialità di Caravaggio. Esperienza assolutamente da non perdere.

You May Also Like

La top ten delle dieci opere d’arte italiane più famose al mondo

Una classifica, tra risate e meraviglia per un ripasso delle dieci opere d’arte che ci hanno reso celebri in tutto il mondo.

Amore e Psiche: un viaggio nell’abbraccio dell’opera di Canova

Amore e Psiche è custodita nel museo più famoso della città di Parigi, quest’opera riscopre l’amore e gli infiniti attimi che fanno grande questo sentimento.

Le 5 opere sulla libertà

La libertà è un concetto che ritroviamo spesso espresso nelle opere d’arte, da quelle storiche a quelle più contemporanee. Vediamone alcune.

La persistenza della memoria di Salvador Dalí

Che Salvador Dalì fosse un genio del surrealismo non è un segreto. Ma cos’hanno di particolare i suoi dipinti? Analizziamo La sua persistenza della memoria.