Una pioggia di colori, odori, suoni è quella che avvolge lo spettatore quando entra nella magnifica cornice del Chiostro del Bramante: è la narrazione dei fiori che, dai capolavori di Jan Brueghel e Ai Weiwei alle più recenti sperimentazioni tecnologiche e digitali dell’arte contemporanea, attraversa i secoli sperimentando nuovi linguaggi per descrivere emozioni universali.

Austin Young - Fallen fruit alla mostra Flowers Fonte foto: Lucia Mancini
Collaborazioni per la mostra Flowers
Compongono la mostra ben 90 opere provenienti da 10 Paesi del mondo e da istituzioni prestigiose come il Louvre, il Musée d’Orsay, il Petit Palais di Parigi, il Royal Botanic Gardens e il Kew di Londra, oltre al Museo Civico di Geologia di Roma. Hanno contribuito anche il museo di Karlsruhe e l’Israel Museum di Gerusalemme

"Calyx" di Rebecca Louse Law alla mostra Flowers
I percorsi della mostra Flowers
Si tratta della mostra “Flowers. Dal Rinascimento all’Intelligenza Artificiale” presente al Chiostro del Bramante dal 14 febbraio scorso fino al 18 gennaio 2026, curata da Franziska Stohr con Roger Diederen e Suzanne Landau. Natalia de Marco, direttrice artistica del Chiostro, ha ricordato che i fiori sono simboli universali che coinvolgono amore, spiritualità, conflitto, scienza, ecologia e resistenza. Infatti si parte da dipinti e sculture, manoscritti e fotografie che ricordano il rapporto tra arte e natura in Jan Brueghel, Girolamo Pini e William Morris e che ispirano la bellezza delle forme rappresentate dalla pittura preraffaelita. Del pari si affiancano a tali rappresentazioni quelle dei contemporanei come Ai Weiwei e Kapwani Kiwanga, in cui i fiori rappresentano una rigenerazione dopo le sfide sociali e ambientali della nostra epoca. Nelle installazioni di Kehinde Wiley e Miguel Chevalier il tema floreale gioca tra realtà e artificio in un’installazione immersiva, mentre Rebecca Louise Law obbliga lo spettatore a passare in un corridoio di fiori in una passeggiata botanica animata in alcuni angoli da icone di esperienze olfattive con gli odori di alcuni fiori in particolare. Dal secondo piano del Chiostro ci si affaccia per gustare appieno quella sorta di Eden terrestre di Austin Young “Fallen fruit” che è installato all’entrata. E poi l’immagine dei fiori si rincorre nella scienza – tra meravigliose libellule e farfalle- nella botanica – tra papaveri e il regno delle api – fino alle battaglie per i diritti delle donne. Il percorso sensoriale, dunque, è quello olfattivo realizzato da Austin Young “Fallen fruit”: i 4 fiori nobili – gelsomino, rosa, tuberosa e arancio- ci avvolgono in colonne a doppia altezza- per grandi e piccini -per allietare le nostre narici nelle varie sale. Esiste però anche la dimensione musicale e il formato podcast della mostra, interpretato dalla voce profonda di Alessandro Preziosi che non dà informazioni formali sulle opere, ma usa parole emblematiche per far cogliere allo spettatore la dimensione più profonda e intima degli artisti e i significati esistenziali più profondi delle loro opere. Qui le parole diventano il tramite tra il visitatore e la sua esperienza non solo visiva ma in generale sensoriale nella sua completezza. Per gli alberi la Coldiretti ha realizzato un percorso immersivo per raccontare il valore della biodiversità e del verde nelle realtà urbane per migliorare la qualità della vita dei cittadini. Il percorso della mostra ha poi dei risvolti didattici per proporre la sostenibilità osservando l’impatto dell’industria sull’ambiente oppure riproducendo anche il valore effimero della bellezza floreale tramite fiori meccanici – è il caso di “Meadow” di Studio Drift, o infine rappresentando l’adattamento delle foreste ai cambiamenti climatici – come in “Forest Flux” di Tamiko Thiel.

Black-Field-di-Zadok-Ben-David alla mostra Flowers
Il punto di forza della mostra Flowers
Ciò che soprattutto sorprende lo spettatore, in questa girandola senza fine di fiori, suoni, odori, sensazioni ed emozioni in festa, è la Wunderkammer in cui la corona di nozze dell’imperatrice Sissi, in filo d’oro per simulare mirto e fiori d’arancio, sembra immergersi nei quadri botanici impressionisti con le varie specie floreali di Girolamo Pini del 1615: girasoli, ortensie e tulipani – introdotti dal Solimano in Europa nel 1554-divennero poi status symbol richiestissimi e molto quotati. Insomma una mostra tutta da gustare con gli occhi, con le orecchie e con l’olfatto!

Trappola-damore-a-Pleasure-Place-di-Fallen-Fruit alla mostra Flowers