Fonte immagini: dalla rete

Screenshot e locandine di Ghostbusters, The real Ghostbusters, © 1984-2021 Columbia pictures, Sony

per Ciccia: © 1939 Harvey Comics

 

L’11 giugno 2021 uscirà Ghostbusters afterlife (legacy in Italia), il seguito diretto di Ghostbusters II. Approfittiamone per rivedere cosa si cela dietro al successo del primo film, la quale realizzazione è stata eruttante di problemi.

 

 

Ispirato al classico Disney Topolino e i fantasmi del 1937, Dan Aykroyd (solo successivamente con Ivan Raitman ed Harold Ramis) lo abbozza nel 1981 come una storia di fantasmi, dimensioni parallele e viaggi nel tempo e nello spazio (reale e intradimensionale). Gli eroi avrebbero combattuto creature immense e potentissime usando bacchette magiche e armature tipo SWAT. La Columbia Pictures approva il progetto nel 1983, ma con un notevole taglio del budget e con la postilla che esso avrebbe dovuto esser pronto entro un anno esatto: ecco quindi che tutte le incredibili strumentazioni scientifiche e gli annessi spostamenti dimensionali passano da visivi a concettuali (ma ci sono: il film ha il primato di aver portato per la prima volta sullo schermo un acceleratore di particelle, almeno di dimensioni ridotte; e di aver sfruttato l’idea che tale flusso potrebbe aprire strade verso le succitate dimensioni parallele, funzionare da gabbia di Faraday per le entità extradimensionali, o se usate in aperto contrasto fra di esse spezzare le linee di connessione che le portano nella nostra. O pensavate che la storia dell’incrociare i flussi fosse una trovata senza spiegazione?). I fantasmi vengono da un’altra dimensione ma loro non la visitano, le armature diventano meno costose (e più fighe) divise e zaini protonici (ispirati a banalissimi lanciafiamme), e il viaggio nel tempo viene eliminato: avrebbe dovuto essere usato in eventuali seguiti, ma le cose andarono diversamente).

 

Oltre alle ristrettezze economiche e di tempo, il film dovette affrontare anche diversi problemi di copyright: The Ghost Busters era il titolo di una serie televisiva del 1975 prodotta dalla Filmation; per sicurezza si optò per Ghostbusters (attaccato). La Columbia temeva tuttavia comunque ritorsioni legali, già minacciate, quindi scelse di acquistarne direttamente i diritti.

 

La Harvey Comics, inoltre, casa editrice di Casper, ritenne che il famoso fantasmino del logo fosse un po’ troppo simile a Ciccia, uno dei tre zii del personaggio, e fece causa: due anni dopo il tribunale sentenziò che c’è un numero piuttosto limitato di modi per disegnare un fantasma.

 

 

 

 

Ma è sulla colonna sonora che si è sfiorato il ridicolo: la melodia della canzone di Ray Parker Jr. è incredibilmente simile a I Want a New Drug di Huey Lewis di appena un anno prima, e infatti il cantante fece causa, conclusasi con un risarcimento per non farla diventare una questione infinita (anche perché entrambi i brani sono molto simili a Pop Muzik degli M, del 1979).

 

Nonostante tutto (o forse proprio in virtù di tutto ciò) il film ebbe un successo strepitoso, tanto da far nascere un intero franchise, composto dalla serie animata The real Ghostbusters (in continuity!), fumetti, videogiochi, romanzi; in tale situazione un Ghostbusters II avrebbe dovuto essere praticamente immediato, ma per varie ragioni così non fu. Gli spettatori avrebbero dovuto accontentarsi della seria animata ancora per diversi anni.

 

 

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