Laureato in Belle Arti, grafico qualificato specializzato in DTP e impaginazione editoriale; illustratore, pubblicitario, esperto di stampa, editoria, storia dell'arte, storia del cinema, storia del fumetto e di arti multimediali, e libero formatore. Scrittore e autore di fumetti, editor, redattore web dal 2001, ha collaborato e pubblicato con Lo spazio Bianco, L'Insonne, Ayaaak!, Zapping e svariate testate locali.
Si dice che dovevo spiegare questo articolo ma mi son scordato quel che volevo dire. Oh, mi tornerà in mente. O nel cuore. Tipo sangue con l’anidride carbonica.
Credete di conoscere i classici del fumetto? Ma li conoscete davvero? Scommettiamo che almeno uno di questi titoli non vi dirà niente (ma lo conoscete tutti)?
Si dice che la sensazione di aver perduto qualcosa non passi mai. Tuttavia, non è che stiamo qua a ricordarci tutte le volte che s’è perso l’autobus. Come mai?
Si dice che, se fatto bene, e comunque nel rispetto delle regole (tutte), possa inserire -nel modo giusto- una infinità di specifiche nella stessa frase, credo.
Si dice? Sì, questa volta si dice. Ma la cosa interessante è come e perché. Solo nella forma orale, o anche scritta? Cosa l’ha influenzata? E cos’è l’ortoepia?
Si dice il scemo? Si dice il zannuto? Si dice il czarniano? Si dice il psichiatra? Si dice il gnomo? Si dice il pneumotorace? Si dice il xilofono?, Si dice..?
Si dice che a fianco a me c’è un cretino. C’ho pure una maglietta che lo riporta. Sì, ce l’ha anche lui, ma nella sua c’è scritto “affianco”. Oh, è cretino…