Peppe Iodice sarà in scena, da venerdì 19 a domenica 28 gennaio al teatro Augusteo (Napoli – Piazzetta duca D’Aosta 263), con “So’ Pep …sempre di più”, elettroshow di Peppe Iodice scritto con Francesco Burzo e Marco Critelli, con la regia e ‘terapia’ di Francesco Mastrandrea:

“Tutto il mondo sta provando a venire fuori da un periodo estremamente complesso: guerra, pandemia, crisi economica hanno cambiato le regole del gioco, e per gli artisti non ha fatto differenza, così quando nella scorsa stagione abbiamo pensato al nuovo spettacolo insieme a Peppe Iodice, ci siamo detti che forse ci avrebbe fatto bene usare questo nuovo show come un’occasione per liberarci dalle nostre paure, preoccupazioni, perplessità, e dove farlo se non in teatro? Da sempre nostro luogo preferito per esprimere emozioni. Abbiamo così deciso di condividere con gli spettatori le riflessioni, i pensieri e la personalissima visione comica della realtà che ha reso Peppe un beniamino del pubblico.

La versione aggiornata di questo show è sempre più attuale, sempre più irriverente e sincera, sempre più vicina al ritratto di Peppe Iodice, uomo e artista, sempre di più Pep! Insieme al pubblico proveremo a dare vita a una terapia di gruppo, alla nostra maniera, e vi sveleremo i nostri segreti, liberamente e senza filtri, tanto alla fine ‘resta tra noi’”.

 

FRANCESCOFIENGOSTUDIOS – PEPPE IODICE

Biglietti al botteghino (Platea € 35,00 / Galleria € 25,00), nelle rivendite autorizzate e online registrandosi al link di vendita dello spettacolo.

You May Also Like

Il Teatro Olimpico di Vicenza, l’ultimo capolavoro del Palladio

Gioiello di prospettiva, primo teatro stabile coperto dell’epoca moderna, venne inaugurato nel 1585 e fu meta persino della delegazione giapponese di Oda Nobunaga.

Lo scopo del teatro: dalle origini a oggi

Dalle forme più antiche del teatro a quelle contemporanee, un percorso attraverso la storia di un’arte affascinante e del suo messaggio.

Il teatro di Eduardo De Filippo: la verità oltre la vita

Eduardo De Filippo ha saputo meglio di chiunque altro rappresentare il disagio della società italiana del dopoguerra, specie quella napoletana.