La mostra “Chiharu Shiota: The Soul Trembles”, presente al Museo d’Arte Orientale di Torino resterà in mostra fino al 28 giugno 2026. Si tratta della prima grande retrospettiva monografica in anteprima nazionale, curata da Mami Kataoka e Davide Quadrio, che ripercorre l’intera carriera dell’artista attraverso sculture, disegni, fotografie e soprattutto attraverso le sue monumentali installazioni immersive create con fili intrecciati, come ad esempio barche sospese o pianoforti intrappolati.
Chi è e come si è formata Chiharu Shiota?
Nata ad Osaka nel 1972, Shiota è un’ artista di fama internazionale, famosa proprio per le sue “ragnatele di fili”, soprattutto di colore rosso e nero, che avvolgono oggetti di uso quotidiano. Trasferitasi in Europa nel 1997, è stata allieva della celebre Marina Abramovic, artista serba definita la “madrina della performance art”, che ha saputo esplorare le reazione del suo corpo e della sua mente in condizioni estreme. Famose al proposito le performance “The artist is present” del 2010 al MoMA di New York in cui è rimasta seduta per 700 ore in silenzio mentre il pubblico si sedeva di fronte a lei guardandola negli occhi; e “Rhythm 0” del 1974 in cui pose sul tavolo 72 oggetti (tra cui una pistola e dei proiettili) permettendo al pubblico di fare quello che voleva per 6 ore. A lei si deve la nascita del cosiddetto “metodo Abramovic”, ossia un approccio esperienziale e performativo, basato su esercizi di resistenza, concentrazione e isolamento che coinvolgono direttamente il pubblico. Shiota ha sviluppato un’altra concezione artistica: basa la sua arte essenzialmente su installazioni di “paesaggi emotivi” sospesi nello spazio. Partendo da scarpe, vestiti, valigie, chiavi collega questi oggetti con fili tesi rossi o neri. Nel 2015 ha rappresentato il Giappone alla 56° Biennale di Venezia e ha esposto nei più prestigiosi musei internazionali. Dal 1997 vive e lavora a Berlino.
Il progetto di Shiota “The Soul Trembles”
Le sue installazioni esplorano ciò che comunemente non ricade sotto gli organi di senso, ossia ricordi, emozioni, immagini, visioni oniriche, caricando di enorme valore il silenzio e la contemplazione delle sue opere. Ne deriva una riflessione sull’identità delle singole persone, sulla relazione con l’altro, sui concetti esistenziali di tempo e spazio. In particolare nel MAO le sue opere dialogano con le opere presenti nell’esposizione permanente. Esiste poi una sezione dedicata ad opere pensate e realizzate appositamente per questa esposizione e presenti nella sezione “interventi site-specific”.
Le opere esposte di Shiota
Tra le opere più importanti invitiamo gli spettatori ad osservare “Where are we going?” del 2017 in cui l’enorme barca esposta evoca visioni di un futuro incerto. “Uncertain Journey” del 2016 è invece l’esposizione di una serie di scheletri di imbarcazioni avvolti da fili rossi, per indicare gli incontri probabili che i viaggiatori possono realizzare casualmente alla fine di un viaggio. Infine “Accumulation – Searching for the destination” del 2021 consiste in un centinaio di valigie oscillanti che fungono da archetipi del viaggio che ogni spettatore può avere compiuto nel suo passato. Oltre alle installazioni, sono presenti anche programmi musicali e performativi, incontri, proiezioni e conferenze. Infine è stato redatto un catalogo bilingue italiano/inglese dalla Silvana editoriale con testi dei curatori e con approfondimenti da parte di esperti internazionali sul lavoro dell’artista e sulla ricca iconografia.
Tutti i contenuti della mostra sono disponibili in IS International Signs all’interno del percorso espositivo, grazie alla collaborazione con la Fondazione Istituto dei Sordi di Torino.