Nella splendida cornice dell’Esquilino a Roma si trova Palazzo Merulana, che ospita una collezione permanente di opere artistiche della Scuola Romana e del Novecento italiano, accanto a collezioni temporanee con iniziative sempre rivolte all’arte contemporanea.
Si tratta di più di 90 opere ospitate in uno spazio di circa 1800 mq diviso in quattro piani. È la mostra “Imaginaria”, realizzata da Nuvola Project che dal 7 febbraio scorso sarà visitabile fino al 21 dicembre 2025. La mostra temporanea invece s’intitola “Echi del tempo” di Zhang Xiaotao e si trova al IV piano del palazzo ed è stata inaugurata il 18 luglio: sarà visitabile fino al 28 settembre 2025.
“Echi del tempo” a Palazzo Merulana
La mostra personale temporanea dell’artista cinese Zhang Xiaotao è stata curata dallo storico dell’arte Andrea Romoli Barberini, giornalista e docente presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Straordinariamente piena di momenti di meditazione e di riflessione su arte, natura, spiritualità, concetti di tempo e spazio portati al limite dell’immaginazione umana, ma anche collegati a traumi, paure e nevrosi collettive, la mostra racconta il vissuto dell’artista, eventi e memorie ai quali attribuisce un valore altamente simbolico, metaforico e di costante metamorfosi. Le tecniche iniziali basate sulla tela ad olio, come ad esempio in La polvere ardente 3, vengono superate da una fase più matura, in cui l’artista cinese ricorre all’animazione digitale, sommando i tanti ricordi in un mosaico che ridefinisce il brodo primordiale, la nascita del mondo e dell’uomo-automa, l’uno che si fonde con il molteplice per ritornare costantemente all’uno-tutto. Le sequenze del video quindi recuperano templi del Nepal, dell’India, della Cina e la memoria dei suoi viaggi, per collegarli alla sacralità e alle statue di Budda– come nelle sue mani che rappresentano la “Luce di Budda”. Infine le installazioni multimediali propongono sequenze di insetti, roditori, ma anche uomini che nascono o muoiono da un buco nero, in modo da annullare il rapporto spazio-tempo in un unico brodo primordiale. E’ quanto accade soprattutto nell’installazione “Omaggio a Sakya”, il luogo indiano da cui sono tratte la maggior parte delle immagini che rappresentano il documentario dei suoi viaggi, che poi continua con le immagini elettroniche che si moltiplicano e proliferano in modo incontrollato per dare traccia del malessere, della nevrosi e dell’ossessione dell’uomo di oggi.
L’artista Zhang Xiaotao, autore della temporanea a Palazzo Merulana
Nato in Cina nel 1970 e laureatosi in pittura a olio nell’Accademia di Belle Arti di Sichuan nel 1996, Xiaotao ha conseguito il dottorato a Pechino ed è ospite presso la City University di Hong Kong. Ha partecipato a numerose mostre internazionali prestigiose di arte contemporanea: la 55a Biennale di Venezia, la Biennale di Praga, La Biennale di Architettura di Hong Kong, ma le sue opere sono state esposte anche a Londra, in Florida, a Valencia, a Lucerna (Svizzera), al MAXXI di Roma, al Museo di Arte Contemporanea di Bologna, a Bergen (Norvegia), a Vienna e a Seoul. Nel 2008 ha avuto il premio come “Giovane Artista Cinese dell’Anno” e nel 2015 è stato giudice dei CUBE Global Digital Art Awards.

F.-Pirandello: Donne concave e convesse-1957- a Palazzo Merulana Foto di Lucia Mancini
“Imaginaria” a Palazzo Merulana
L’altra mostra, quella permanente, presente a Palazzo Merulana, “Imaginaria”, occupa il II e III piano ed è un’esposizione permanente di arte immateriale, in cui le installazioni in realtà aumentata di Nuvola Project dialogano con le opere digitali della Collezione di Elena e Claudio Cerasi, creando un percorso in cui la storia dell’arte si fonde con un’interpretazione più accessibile della modernità secondo l’arte contemporanea. A questo proposito esiste un’applicazione per smartphone e tablet che non ha la funzione di guida bensì di interpretazione artistica che racconta e commenta attraverso la realtà aumentata le opere d’arte esposte. Questo permette di coinvolgere di più lo spettatore, arricchendo la comprensione non solo con note storico-artistiche, ma anche rivelando il pensiero degli artisti. Finalità è l’inclusione anche per la partecipazione al progetto dell’ Ente Nazionale Sordi. La realizzazione, a cura del Ministero della Cultura, con il contributo di Unicredit e di Coop Culture rappresenta un’ulteriore iniziativa per promuovere l’arte e la cultura in modo innovativo e accessibile a tutti. Si passa allora dai capolavori italiani del Novecento di Felice Casorati, Giuseppe Capogrossi, Francesco Trombadori – Paura della pittura del 1942 o Begonia e libri del 1937-, a Fausto Pirandello – Donne concave e convesse del 1957- per scendere al II piano a osservare le opere di Franco Gentilini, Giuseppe Capogrossi – Donne sul fiume del 1936- fino a Antonio Donghi – Gita in barca del 1934- a Antonietta Raphael – La pettinatrice del 1960-e a Scipione – La ciociara del 1930, per finire con Antonietta Raphael- Ritratto di ragazzo in blu del 1934 – e con Giacomo Balla, a cui è dedicato un intero ambiente, con tele famose come Primo Carnera campione del mondo del 1933 – o Fortunato Depero – Costume trentino del 1956- e Gino Severini con Maternità del 1927.

G.Balla-Primo Carnera-1933- nella mostra a Palazzo Merulana Foto di Lucia Mancini
Il piano terra di Palazzo Merulana
Interessante anche il piano terra e l’ingresso di Palazzo Merulana, che ha la Sala delle Sculture che era un tempo l’Ufficio di Igiene e che, oltre al bookshop e alla caffetteria, ospita anche altre sculture di Antonietta Raphael – Mafai con il gatto -, Mario Ceroli ed altri artisti.

G. Capogrossi: Ballo sul fiume - dalla mostra a Palazzo Merulana Foto: Lucia Mancini
Insomma un palazzo tutto da ammirare, gustare e visitare per avvicinarsi in modo più vicino alla nostra sensibilità all’arte contemporanea, troppo spesso bollata come incomprensibile e per lo più trascurata nella storia dell’arte.