Fonti foto: BBC, Radio Nova, Scary mommy, Djed Medu, Facebook,
Il ritorno della mummia dopo vent’anni
Sembra proprio che Rick O’Connell e Evelyn Carnahan Stiano per tornare sul grande schermo dopo 26 anni dall’inizio della migliore saga sulla Mummia mai vista nella storia del cinema. La notizia più clamorosa è che saranno proprio gli attori originali, Brendan Fraser e Rachel Weisz a interpretare i ruoli dei protagonisti del nuovo film, le cui riprese sembrano essere iniziate ufficialmente il 7 settembre 2026. A confermarlo è stato lo stesso Brendan Fraser, che a Londra, in occasione della presentazione del suo nuovo film (Pressure) e alla 52esima edizione del Deauville American Film Festival, ha mostrato un’ottima forma fisica proprio in preparazione de La mummia 4.
Alla regia ci sarà il duo “Radio Silence” (Silenzio Radiofonico), Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett, che ha diretto vari film di successo come Finché morte non ci separi (Ready or not) nel 2019, Scream (2022) e Scream VI (2023), e lavorerà alla sceneggiatura firmata da David Coggeshall. Purtroppo sulla trama non si sa ancora nulla, ma Universal Picture ha già rivelato la data di uscita del film negli Stati Uniti: inizialmente fissata per il 19 maggio 2028, forse sarà anticipata al 15 ottobre 2027. Confermato anche il ritorno di John Hannah nel ruolo di Jonathan Carnahan, di Oded Fehr nei panni del formidabile guerriero Medjay Ardeth Bay e di Kevin J. O’Connor nel ruolo dell’odiatissimo Beni Gabor. Al cast si sono aggiunti anche Michael Johnston e Numan Acar, e c’è forse un clamoroso ritorno di Arnold Vosloo, il famigerato Imhotep, la mummia protagonista dei primi due film che sembrava essere stata sconfitta per sempre, anche se la notizia non è stata ufficialmente confermata.
L’origine della trilogia
Nel 1999 usciva il primo episodio de La mummia, scritto e diretto dal regista statunitense Stephen Sommers. Un capolavoro assoluto, costato alla produzione circa 80 milioni di dollari (di cui 15 investiti nell’utilizzo dei migliori effetti speciali che l’epoca potesse offrire), che ha portato al botteghino un guadagno di circa 420 milioni di dollari in tutto il mondo. A rendere eccezionale il film, oltre agli effetti speciali, è stata l’interpretazione magistrale di Brendan Fraser e di Rachel Weisz, ma anche la costruzione di una trama fatta di colpi di scena mai banali, che non lasciano allo spettatore il tempo di annoiarsi.
Il sequel del 2001, La Mummia – Il ritorno, diretto sempre da Stephen Sommers, è riuscito a fare anche meglio del primo film, rendendo la saga unica e insuperabile. Anche in questo caso non si è badato a spese, con un costo di produzione di circa 98 milioni di dollari e un guadagno di 440 milioni in tutto il mondo. Al film ha partecipato anche Dwayne Johnson, nel ruolo del re Scorpione, allora conosciuto soltanto come “The Rock”. La sua prestazione sul set è andata così bene da fargli guadagnare, l’anno successivo, il ruolo da protagonista nello spin-off Il re Scorpione. Anche in questo caso la qualità degli attori è stata ben al di sopra della media, con una trama che ha soddisfatto appieno le aspettative, arricchita da scene di azione ancora più entusiasmanti del primo film.
Nel 2008, con La mummia – La tomba dell’Imperatore Dragone, si è chiusa la trilogia. Il cambio del regista è stato notato fin dalle prime immagini. Nonostante l’idea ottima, Rob Cohen non è infatti riuscito a ricreare la stessa tensione e il divertimento dei due film precedenti, beccandosi una critica per il pessimo utilizzo degli effetti speciali. Con un budget ben più alto rispetto al passato (circa 145 milioni di dollari), il film ha fruttato poco più di 315 milioni in tutto il mondo. Del resto, come ogni saga, più si va avanti con gli episodi e più diventa difficile mantenere alto l’entusiasmo. A togliere ulteriormente il fascino al terzo episodio è stata soprattutto l’assenza dell’attrice Rachel Weisz (impegnata con la nascita di suo figlio), sostituita dall’attrice statunitense Maria Bello.
I disastri delle mummie successive

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Anche se di qualità inferiore rispetto ai primi due film, La Mummia 3 ha avuto comunque i suoi pregi, soprattutto se si considerano le proposte cinematografiche disastrose che sono seguite. Un esempio è il film La mummia del 2017 con Tom Cruise e Russell Crowe, un prodotto di cui il cinema poteva davvero fare a meno. Con una storia debole e una trama annacquata, nemmeno la bravura di questi attori ha potuto riempire il vuoto strutturale del film. Diretto da Alex Kurtzman, doveva essere il primo capitolo di un reboot cinematografico della saga iniziata nel 1999, ma dopo lo scarso successo al botteghino, il progetto è stato subito cancellato.
Il ritorno di Brendan Fraser dopo la lunga crisi
Ora questa nuova notizia sembra infiammare i fan della saga originale che sono cresciuti con le avventure di Rick O’Connell. Con qualche ruga in più sul viso e un po’ di ferite nel cuore, il nostro Brendan Fraser è tornato alla ribalta qualche anno fa vincendo un Oscar meritatissimo con il film The whale, dopo un lungo periodo di crisi, dovuto a gravi incidenti, molestie subite e dolori personali. Infatti Fraser era solito girare in prima persona gran parte delle scene d’azione dei suoi film, e con il tempo il suo corpo ha risentito degli enormi sforzi cui era stato sottoposto, subendo gravi lesioni alla schiena, alle gnocchia e alle corde vocali. “Sul set dell’ultima Mummia mi rimettevo in sesto ogni mattina con nastro muscolare e impacchi di ghiaccio” ha dichiarato in una recente intervista. Per anni ha dovuto affrontare diversi interventi e ha assunto numerosi farmaci per attenuare il dolore, a causa dei quali ha subito un notevole cambiamento fisico che lo ha reso meno interessante agli occhi delle produzioni.
Nel 2003 Fraser subisce molestie sessuali da Philip Berk, allora presidente della Hollywood Foreign Press Association, che ospita la giuria dei Golden Globes, episodio che spinge Fraser ad allontanarsi da Hollywood e dal cinema in generale. A tutto questo si aggiungono le tensioni nella sua vita personale: nel 2008 divorzia dalla moglie e inizia un lungo periodo di depressione e d’emarginazione durato circa dieci anni.
Durante la sua carriera, iniziata molto presto, Brendan Fraser si è cimentato nei ruoli più disparati, interpretando blockbuster d’azione (oltre a La mummia, anche Viaggio al centro della terra), commedie cult degli anni ’90 (George re della giungla…?, Mio fratello chi?, Sbucato dal passato, Indiavolato, Looney Tunes: back in action) e film drammatici d’autore (Scuola d’onore, Demoni e dei, Crash – Contatto fisico, The whale) dimostrando capacità attoriali notevoli. Ma nonostante ciò, le grandi produzioni hollywoodiane l’hanno cercato soprattutto per il suo aspetto fisico. Il lungo periodo di crisi è finito nel 2022, con il film The whale. E in effetti l’oscar vinto l’anno successivo sembra essere anche un premio alla carriera, una forma di rivalsa per tutte le difficoltà affrontate e le ingiustizie subite.
Cosa ci insegna il caso Brendan Fraser?
La storia di Brendan Fraser è la dimostrazione che la vita è piena di sorprese, belle e brutte. Che non si può stare sempre sulla cresta dell’onda, e che i momenti bui prima o poi arrivano e bisogna affrontarli senza mai arrendersi. Perché si può restare a lungo sul fondo dell’abisso, ma a un certo punto, se si ha la giusta determinazione, arriva il momento di riemergere. “È stato come fare una spedizione subacquea sul fondo dell’oceano, e il tubo dell’aria che mi collegava alla superficie veniva sorvegliato dall’alto da alcune persone della mia vita.” Con una metafora pronunciata dopo aver vinto l’oscar, Brendan sembra aver fatto pace con una parte del proprio passato, guadagnando forse la vittoria più bella della sua vita.
Di recente gli è stato chiesto se dopo tanto tempo il pubblico sia ancora interessato a un film come La mummia. “Sono vent’anni che sento gente che mi incita a fare un altro film, quindi penso che il messaggio sia arrivato forte e chiaro: riunire la band!” ha prontamente risposto. In un’intervista al The Tonight Show di Jimmy Fallon, Fraser ha anche anticipato che il film sarà girato in alcune location già note al pubblico: “Quello che faremo è tornare sui nostri passi, tornare nei luoghi delle riprese”. E ha infine chiesto ai suoi fan di augurargli buona fortuna, perché ce la sta mettendo tutta per tornare in forma nonostante i suoi 57 anni.

Mi sono laureato in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Napoli \”Federico II\” e in seguito ho realizzato varie esperienze di studio e di lavoro all’estero (Egitto, Francia, Spagna). Tornato in italia, ho inizato a specializzarmi nel settore della scrittura e dell’editoria. Nel 2020 mi sono trasferito a Parigi, dove ho collaborato per un breve periodo con la casa editrice Italo Avevo Editore in qualità di Responsabile di progetti di coedizione internazionale, occupandomi di curare i rapporti con alcune case editrici francesi e di altri paesi europei ed extraeuropei. Tra il 2020 e il 2022 ho scritto per Hermes Magazine, di cui sono stato anche responsabile della sezione libri. Dopo alcune brevi esperienze nella realizzazione di progetti di cortometraggio, nel 2026 sono tornato a scrivere con grande piacere per Hermes.