Quando si parla di calcio e del Sassuolo è impossibile non fare alcun riferimento ad una delle bandiere della storia della societa sportiva nero verde: Domenico Berardi.
Il Sassuolo è passato da essere uno dei progetti più interessanti del panorama calcistico italiano tra il 2010 ed il 2020 ad ormai presenza fissa nel campionato di Serie A. Dal giorno della prima storica promozione in massima divisione nel 2013, infatti, la società nero verde è riuscita quasi sempre a rimanere saldamente in Serie A, con l’unica eccezione del campionato di Serie B 2024/25, e con lo storico traguardo della qualificazione in Europa League durante la stagione 2015/16. Il Sassuolo, inoltre, è riuscito ad imporsi negli ultimi anni come progetto molto attento alla crescita dei giovani, trovando la sua massima espressione attraverso la convocazione in nazionale italiana maggiore di alcuni dei suoi tesserati, come Locatelli, Zaza, Acerbi, Caputo, Raspadori, Sensi, Scamacca, Ferrari, Pellegrini, Lipani, Politano e Sansone. Tra questi spicca Domenico Berardi, con ben 54 presenze tra nazionale maggiore e rappresentative minori, 13 gol segnati ed un campionato europeo conquistato (insieme a Raspadori e Locatelli).

Foto di Gaetano Bastone
Nato il 1 agosto 1994, Domenico, detto Mimmo per gli amici, è il giocatore che per primo viene associato alla storia del Sassuolo calcio. Eppure l’incontro tra un giovanissimo Mimmo e la società emiliana è avvenuto in maniera del tutto casuale. Nel 2010, infatti, a soli 16 anni, decide di andare a trovare suo fratello maggiore a Modena, fallendo un provino con la Spal, mentre sta giocando una partita di calcetto con gli amici del fratello, viene notato da Luciano Carlino, allenatore in seconda degli Allievi del Sassuolo di quegli anni. Il Sassuolo decide di ingaggiarlo e da quel momento inizia una storia incredibile, fatta di tanti alti e bassi. Infatti, dopo aver passato 2 anni tra le giovanili, esordisce a soli 18 anni tra i professionisti, in serie B, durante la stagione 2012/13, realizzando 11 reti e portando il Sassuolo in Serie A. La stagione successiva, a soli 19 anni, esordisce in massima Serie, concludendo il campionato con 16 reti.

Foto di Gaetano Bastone
Da quel momento inizieranno per Mimmo tutta una serie di infortuni che ne influenzeranno fortemente la carriera. Nonostante ciò, riesce comunque, ogni volta che viene chiamato in causa, a realizzare reti per la causa Sassuolo, divenendo, ad oggi, il giocatore con più presenze della storia del Sassuolo (400+), più reti realizzate (150+) e più assist. Una vera e propria leggenda del club che, negli anni è stata più volte associata ad altri club, la Juventus nello specifico che nel 2013 ne acquistò il cartellino in comproprietà con il Sassuolo ma lasciandolo in prestito in Emilia-Romagna, ma che alla fine ha sempre scelto di restare. Più volte, infatti, Mimmo ha dichiarato che il segreto di così tanti gol e presenze realizzate con la maglia nero verde è stato proprio quello di vivere una realtà più “piccola”, il cosidetto calcio di “provincia” che lui ha sempre sentito vicino al suo modo di vedere il calcio. Per Berardi il Sassuolo è stata ed è tutt’ora come una seconda famiglia, una realtà con valori importanti come tranquillità e serietà, che gli hanno fatto pensare bene prima di prendere qualsiasi decisione di calcio mercato.

Foto di Gaetano Bastone

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