Nata nel 1971 come Coppa UEFA e ribattezzata Europa League nel 2009, la seconda coppa continentale per club ha regalato al calcio italiano pagine importanti: trionfi in serie, quattro finali giocate tra due squadre della Serie A e, negli ultimi anni, un lungo digiuno interrotto solo di recente. In totale sono 10 le vittorie di squadre italiane, con Inter e Juventus in testa con tre vittorie ciascuno, seguite da Parma (2 successi), Napoli e infine Atalanta. Vale la pena ripercorrerne la storia, per capire anche gli alti e bassi del movimento calcistico italiano in Europa, quando il pallone tricolore spadroneggiava in Europa, ma quando anche gli altri campionati hanno iniziato a farla da padrone.
I primi trionfi
Il primo successo italiano porta la firma della Juventus, che nel 1977 trovò in finale l’Athletic Bilbao. All’epoca la finale si componeva di una gara di andata e una di ritorno. I bianconeri si imposero per 1-0 nella prima sfida (rete di Tardelli) ma persero per 2-1 quella di ritorno a Bilbao (Irureta e Carlos segnarono per gli spagnoli e rispose Bettega per i bianconeri) ma riuscirono a conquistare la coppa per la regola del gol in trasferta. Bisognò poi attendere la fine degli anni Ottanta per rivedere una squadra italiana sul tetto d’Europa: nel 1989 toccò al Napoli di Diego Maradona, che ebbe la meglio sullo Stoccarda in una doppia finale entrata nella leggenda del club partenopeo. L’andata terminò per 2-1 (Maradona e Careca per il Napoli e Gaudino per i tedeschi). La sfida di ritorno in Germania vide invece il risultato di un rocambolesco 3-3. Passò in vantaggio il Napoli con Alemao, poi ci fu il pareggio di Klinsmann, cui rispose il nuovo vantaggio firmato Ciro Ferrara e ancora un gol di Careca. Ma l’autogol di De Napoli fece partire la rimonta tedesca che si completò con la rete di Schmaler. Il risultato totale delle due gare però premiò gli azzurri che segnò l’unico trofeo internazionale del Diez con i partenopei.
Il decennio d’oro e i derby continentali
Gli anni Novanta furono un dominio quasi assoluto ma soprattutto quattro finali si trasformarono in autentici derby italiani. Nel 1990 in finale ci arrivarono Juventus e Fiorentina. Tutto si decise nella gara di andata a Torino dove la Juve si impose per 3-1 (Galia, Casiraghi e De Agostini per i bianconeri e Buso per i viola). Poi fu la volta dell’Inter nel 1991 che incontrò in finale la Roma. I nerazzurri vinsero a Milano per 2-0 (Matthaus e Berti) mentre a Roma i giallorossi vinsero con il gol di Rizzitelli. Tre anni dopo, nel 1994 l’Inter fece il bis, vincendo la doppia sfida contro lo Stoccarda in finale (0-1 l’andata con gol di Berti e 1-0 al ritorno con rete di Jonk). Ci spostiamo poi al 1995 dove fu il Parma di Nevio Scala a superare la Juventus. Dino Baggio segnò l’1-0 dell’andata in Emilia e anche la rete dell’1-1 del ritorno a Torino, cui rispose una marcatura di Vialli. Nel 1998 il format cambiò e il trofeo si iniziò a decidere con una gara secca. L’Inter, trascinata da un Ronaldo che ricorda ancora con grande affetto, piegò per 3-0 la Lazio a Parigi, seguita dalle altre marcature di Zanetti e Zamorano. Il Parma chiuse il decennio nel 1999, e il dominio italiano in Europa, travolgendo 3-0 l’Olympique Marsiglia con i gol di Crespo, Vanoli e Chiesa. In tutto, tra il 1989 e il 1999 le italiane alzarono il trofeo otto volte.
Il lungo digiuno e il ritorno della Dea
Dopo quella cavalcata, però, calò il silenzio. Per vent’anni nessuna squadra italiana raggiunse nemmeno la finale, pur sfiorandola a più riprese. La svolta arrivò nel 2024 grazie all’Atalanta. A Dublino la squadra di Gian Piero Gasperini travolse 3-0 il Bayer Leverkusen, fino ad allora imbattuto, con una tripletta di Ademola Lookman. Fu il primo trofeo europeo nella storia del club bergamasco e riportò la coppa in Italia dopo venticinque anni. Il cammino verso quella finale, tra l’altro, fu tutt’altro che semplice: lungo il percorso la Dea eliminò avversari di ben altra tradizione, dal Liverpool allo Sporting Lisbona fino all’Olympique Marsiglia, a conferma che il risultato di Dublino non era frutto del caso.
E oggi tocca a Juventus e Milan
Nella stagione 2026/27 saranno due le italiane al via dell’Europa League: Juventus e Milan, entrambe reduci dal mancato accesso alla Champions nel finale della scorsa annata. La Juventus, in particolare, è tra le formazioni più accreditate per sollevare il trofeo quest’anno. Si tratterebbe tra l’altro di un grande ritorno a una vittoria internazionale per i bianconeri, che non si impongono nel Vecchio Continente da quasi 30 anni. Le sensazioni dei media e le scommesse relative all’Europa League stanno accendendo i riflettori proprio sulla Vecchia Signora, oltre che sul Milan, che come la Juve ha fallito l’accesso in Champions nel finale della scorsa stagione.

Le nostre differenze non sono ciò che desideriamo. Attraverso viaggi e nuovi incontri, questo scritto è un’avventura che mi sono concesso di condividere con voi attraverso le mie esperienze. Se desiderate leggere altri miei scritti, potete trovarli su Wargabet.