Dalle seedbomb ai growing kit, fino agli oggetti destinati a durare: anche il regalo aziendale cambia e cerca un rapporto più profondo tra design, tempo e identità
Siamo abituati a pensare al regalo come a qualcosa di compiuto. Si apre una confezione, si scopre un oggetto e, quasi immediatamente, se ne comprende forma, funzione e valore.
Ma non tutti gli oggetti devono necessariamente raccontarsi nello stesso istante.
Un seme, per esempio, contiene qualcosa che ancora non possiamo vedere. Ha bisogno di acqua, terra, luce e soprattutto tempo. Una penna di qualità segue una logica apparentemente opposta: è già completa, ma acquista significato attraverso l’utilizzo e può accompagnare chi la riceve per anni.
Due modi molto diversi di interpretare un oggetto, accomunati da una stessa idea: creare qualcosa che non esaurisca il proprio significato nel momento in cui viene consegnato.
È anche da qui che sta nascendo un modo differente di pensare il regalo aziendale.
IL TEMPO DIVENTA PARTE DEL DESIGN
Il design viene normalmente associato a forma, materiale, colore e funzione. Quando entrano in gioco semi e piante, però, compare una nuova variabile: il tempo.
Una seedbomb appena ricevuta non mostra il proprio risultato finale. Deve essere utilizzata, entrare in contatto con il terreno e iniziare il proprio percorso.
Lo stesso accade con un growing kit: il contenitore rappresenta soltanto l’inizio dell’esperienza. Ciò che realmente interessa arriverà dopo.
L’oggetto, quindi, non è più immobile.
Cambia.
Ed è proprio questa trasformazione a renderlo interessante anche dal punto di vista della comunicazione. Il destinatario non osserva semplicemente un logo: viene invitato a compiere un’azione.
SEREA: QUANDO DA UN PICCOLO OGGETTO PUÒ NASCERE QUALCOSA
Le seedbomb SEREA e bombe di semi personalizzate interpretano bene questo principio.
La seedbomb racchiude semi e materiali necessari per avviare un piccolo processo di crescita e trasforma così il gesto di regalare in qualcosa di più partecipativo.
SEREA aggiunge inoltre una seconda dimensione al progetto.
Nasce infatti dalla collaborazione con Cuore21, realtà impegnata in percorsi di autonomia e inclusione lavorativa di persone con disabilità intellettiva. Sostenibilità ambientale, comunicazione e valore sociale possono così convivere nello stesso prodotto.
Anche l’involucro diventa parte del progetto.
SEREA può essere proposta con una sleeve personalizzabile oppure attraverso uno SeedHousing realizzato in forme speciali. Una possibilità particolarmente interessante quando il prodotto viene progettato intorno a un evento, una festività, una ricorrenza o una campagna specifica.
Cuori, elementi floreali e altre forme possono quindi diventare parte del linguaggio visivo.
Non si personalizza semplicemente una confezione: si progetta il modo in cui il seme viene presentato.
ORIVA: UN CONTENITORE, UN SEME, UNA STORIA CHE DEVE ANCORA INIZIARE
Se SEREA concentra l’esperienza in una seedbomb, con i growing kit e kit di coltivazione ORIVA il contenitore entra direttamente nel racconto.
ORIVA non identifica un unico prodotto, ma un concept declinabile attraverso differenti soluzioni.
La versione in lattina trasforma il contenitore stesso in un piccolo spazio di coltivazione. La terracotta richiama invece un materiale immediatamente associato al mondo delle piante, mentre il Paper Cup propone un’interpretazione più leggera e versatile, particolarmente adatta anche a distribuzioni più ampie.
Ma è ciò che può nascere all’interno a rendere il progetto ancora più modulare.
Fiori, erbe aromatiche, ortaggi, frutta e persino bulbi permettono di costruire esperienze differenti partendo dallo stesso principio.
Il contenitore può cambiare. Il seme può cambiare. La personalizzazione può cambiare.
Rimane costante il gesto: aprire, coltivare e aspettare.
DAL SEME ALLA PENNA: DUE MODI OPPOSTI DI INTERPRETARE IL TEMPO
Non tutti i regali devono però germogliare per instaurare una relazione duratura.
Esistono oggetti che lavorano sul tempo in maniera completamente diversa.
Una penna Parker personalizzata, ad esempio, appartiene a una cultura del prodotto quasi opposta a quella di una seedbomb. Non è pensata per trasformarsi, ma per essere conservata e utilizzata a lungo.
Ed è proprio il confronto a diventare interessante.
SEREA cambia perché germoglia. ORIVA cambia perché viene coltivata. Una penna di qualità rimane, ma accumula utilizzi, firme, appunti e momenti.
In tutti e tre i casi il valore non dipende esclusivamente da ciò che vediamo quando apriamo la confezione.
Dipende anche da ciò che accadrà dopo.
Questo porta a una riflessione più ampia sul corporate gifting contemporaneo: forse non è più sufficiente chiedersi “che cosa possiamo regalare?”. Può essere più interessante domandarsi:
“Che rapporto avrà questa persona con l’oggetto tra una settimana, sei mesi o un anno?”
PERSONALIZZARE SENZA TOGLIERE IDENTITÀ ALL’OGGETTO
Anche il branding cambia quando si parte da questa prospettiva.
Un prodotto non diventa necessariamente più efficace aumentando le dimensioni del logo.
Su una penna elegante una personalizzazione discreta può preservare maggiormente il carattere dell’oggetto. Su una lattina ORIVA, invece, la superficie disponibile può diventare parte integrante della comunicazione. Con uno SeedHousing SEREA è persino la forma esterna a poter partecipare al messaggio.
Materiali e superfici differenti richiedono quindi approcci differenti.
La personalizzazione funziona quando dialoga con l’oggetto anziché coprirlo.
Ed è un principio che acquista ancora maggiore importanza quando più prodotti vengono inseriti all’interno della stessa campagna: colori, posizione del marchio, packaging e grafica devono costruire un’identità riconoscibile senza necessariamente rendere tutto identico.
DAL PICCOLO PROGETTO ALLE GRANDI QUANTITÀ
Il design di un regalo aziendale non riguarda soltanto estetica e creatività.
Quando un progetto deve essere replicato su centinaia o migliaia di pezzi entrano in gioco disponibilità, tempi, uniformità della personalizzazione, confezionamento e capacità di coordinare l’intera fornitura.
Unigadget.it lavora anche su questo livello, affiancando alla selezione dei prodotti un team dedicato che segue il cliente nelle diverse fasi del progetto, dalla scelta dell’articolo alla personalizzazione.
La possibilità di gestire anche grandi quantità permette di trasferire la stessa idea su campagne aziendali, eventi e forniture strutturate, mantenendo attenzione alla qualità della personalizzazione e al rapporto tra costo e valore percepito.
È particolarmente importante proprio con prodotti come questi, perché il risultato non dovrebbe sembrare una semplice superficie sulla quale è stato aggiunto un marchio.
Il brand deve entrare nel progetto.
FORSE IL NUOVO LUSSO È AVERE QUALCOSA DA ASPETTARE
Viviamo circondati da oggetti che promettono immediatezza.
Apriamo, utilizziamo, consumiamo.
Un seme introduce una dinamica completamente differente: obbliga ad aspettare. Non sappiamo esattamente quale sarà la prima foglia che vedremo né il giorno preciso in cui comparirà.
Ed è forse proprio questa piccola dose di imprevedibilità a renderlo affascinante.
All’estremo opposto, un oggetto ben progettato e destinato a durare ci invita invece a non sostituirlo continuamente.
Far crescere e far durare sembrano due concetti lontani, ma condividono una stessa opposizione alla logica dell’oggetto usa e getta.
Ed è qui che anche il regalo aziendale può trovare una nuova dimensione.
Un oggetto tradizionale porta con sé un messaggio.
Un seme aggiunge una possibilità: vederlo cambiare. Un oggetto destinato a durare ne aggiunge un’altra: continuare a usarlo.

Le nostre differenze non sono ciò che desideriamo. Attraverso viaggi e nuovi incontri, questo scritto è un’avventura che mi sono concesso di condividere con voi attraverso le mie esperienze. Se desiderate leggere altri miei scritti, potete trovarli su Wargabet.