Nel 2025 Zerocalcare ha pubblicato la sua sesta raccolta di fumetti con BAO Publishing e Momo Edizioni: Nel Nido dei Serpenti. Dopo il grande successo e le serie animate su Netflix, il fumettista romano è tornato con un’opera dal taglio profondamente politico e umano.
Apprezzato da più generazioni, l’autore ha dimostrato in più occcasioni la capacità di riuscire a toccare argomenti anche molto lontani tra loro, alternando fumetti autobiografici, come il suo esordio La profezia dell’armadillo (2011) o al più recente Quando muori resta a me (2024), a reportage giornalistici, come No sleep till Shengal (2023), che racconta della la comunità degli Ezidi, nel nord dell’Iraq, e storie per diverse testate, come L’Espresso e Internazionale.
La trama del fumetto
Il più recente fumetto consiste in un volume di 200 pagine in bianco e nero, che mescola reportage, autobiografia e riflessione collettiva. Infatti il libro raccoglie integralmente le storie sul processo ungherese agli antifascisti e alle antifasciste accusate degli attacchi ai neonazisti durante il cosiddetto Giorno dell’Onore a Budapest.
Si parla del processo per i fatti avvenuti tra il 9 e il 12 febbraio 2023, nella capitale ungherese, in cui un gruppo di 17 persone, tra cui l’europarlamentare Ilaria Salis, è accusato di aver attaccato dei militanti di estrema durante una manifestazione che celebra il tentativo delle truppe naziste tedesche e ungheresi di rompere l’assedio sovietico della città nel 1945.
La parte inedita del volume raccoglie invece l’esperienza dell’autore durante un viaggio in Germania fatto quest’estate. Zerocalcare ha rivelato: “Per me è stato come scoperchiare un pozzo di ricordi di esperienze personali e collettive spesso molto dolorose, ma anche la scoperta di un passato recentissimo nel cuore dell’Europa fatto di anni di omicidi, esecuzioni, e connivenze”.
Al centro di queste pagine, l’esperienza di Maja T. che, al momento, è l’unica persona ancora incarcerata per i fatti ungheresi. La donna, la cui prigionia è in corso da più di un anno, rischia una condanna a 24 anni di carcere.
Zoracalcare infatti ha raccontato a Repubblica: “Seguo la vicenda del processo di Budapest in cui è coinvolta Ilaria Salis da tempo. Ma lei non è l’unica: adesso c’è Maja T., una persona non binaria di origine tedesca che rischia 24 anni di prigione. Così quest’estate sono andato a Budapest e poi in Germania a fare incontri vari e interviste. Ne sono venute fuori 115 pagine. Poi mi sono reso conto che, se non ci fossero state le due parti precedenti che avevo pubblicato su Internazionale, sarebbero mancati dei pezzi di ragionamento importanti per il pubblico italiano e così, alla fine, è venuto fuori questo volume di 200 pagine che mette insieme tutto…”, aggiungendo, tra le altre cose: “Mi spaventa il quadro internazionale dove l’antifascismo viene equiparato al terrorismo. Passo dopo passo, ogni piccola concessione va verso un passato pericoloso che ritorna”.
Come spiega lo stesso autore in un’intervista a Wired Italia: “Non è un libro sul fascismo, ma sull’Europa che lo lascia scorrere sottopelle. Sui corpi che resistono, e su quelli che pagano.”
L’importanza della storia raccontata
Con questo volume, l’autore conferma una vocazione che ormai lo distingue nel panorama del fumetto europeo: quella del graphic journalist. Le sue opere non sono semplici storie, ma reportage visivi che danno voce a chi spesso non ce l’ha: migranti, precari, attivisti, minoranze. Torna infatti a parlare di Europa e antifascismo, con il suo stile diretto e riconoscibile, capace di toccare corde emotive senza perdere lucidità politica.
Nel Nido dei Serpenti è un fumetto attuale e coraggioso, che racconta l’Europa di oggi e che al tempo stesso riesce a parlare a giovani e adulti, affrontando temi complessi ma in modo accessibile. Ci mette davanti alla realtà, ma lo fa con empatia e consapevolezza. È la prova che il fumetto può essere ancora una forma di resistenza, e che anche tra le nuvole parlanti può annidarsi la verità.
La collaborazione proprio con la casa editrice Momo Edizioni è finalizzata a raccogliere fondi per sostenere le spese legali di Maja T. e degli altri imputati a processo.