La mostra di Marco Tamburro “Caravaggio forever” a Palazzo Bonaparte, che si terrà dal 16 luglio al 23 agosto, dal titolo “Caravaggio forever”, è una straordinaria rivisitazione e attualizzazione di Caravaggio operata dal Maestro Marco Tamburro.
“Ho raccontato situazioni ancora vive…ho cercato di trovare elementi contemporanei nel pittore vissuto quattrocento anni fa.. mi sono “liberato” come artista, riuscendo a fare un quadro “libero” in cui il pennello scivola sulla tela creando pennellate fluide e larghe”.. “perché del resto le centomila lire con l’immagine di Caravaggio o il Pinocchio/Narciso sono realtà che si ritrovano ancora oggi”.
Così lo spirito scanzonato del pittore marchigiano riesce a fare dell’ironia e dell’attualizzazione gli strumenti chiave per misurarsi con uno dei più grandi pittori del passato sempre vivi, soprattutto a Roma, in un’epoca che tanto ha in comune con la nostra.

La conferenza e i curatori della mostra di Marco Tamburro
La presentazione di Iole Siena, Presidente di Arthemisia, sempre alla ricerca di artisti nuovi e inediti, ma soprattutto incisivi per il pubblico, sottolinea come nelle tele di Tamburro si possa ritrovare la stessa energia di quelle caravaggesche: è questo il movente che l’ha spinta a pensare a questa mostra definita “corale”. Tanti sono infatti i partner e i collaboratori che hanno partecipato per la sua realizzazione: il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri ed europei di Malta e l’Ambasciata di Malta in Italia, l’Accademia di Belle Arti, l’Archivio di Stato di Roma – per gli atti del processo del Merisi – la Fondazione del Banco di Napoli e il Fondazione del Banco di Napoli insieme alla SIAE e alla Fondazione Terzo Pilastro, main partner della mostra.

Il percorso della mostra di Marco Tamburro
Giulia Silvia Ghia è la curatrice della mostra che ha rivelato i suoi dubbi iniziali su questa proposta, poi superati dal modo con cui Tamburro riesce ad attraversare le principali tematiche caravaggesche, mettendole in risalto e dando uno straordinario senso di attualità che ancora oggi le rende immortali. Città, periferie, inquietudini interiori, luci e ombre delle relazioni tra clero, committenti e pittori, fragilità umana e genialità: tutto questo emerge in questa mostra. Il percorso si divide in sei sezioni basate sul percorso evolutivo della sua arte: Il desiderio e la caduta (riflessione sulle fragilità dell’uomo), Roma tra visione e rumore (la città sacra e la città profana che convivono nelle stesse mura), La fede nella strada (spiritualità e martirio riportate nel contesto contemporaneo urbano), Il tempo della frattura (dai temi della ferita, della colpa e della memoria scaturisce una riflessione sulla contemporaneità), Dentro la città degli umani (ispirato al periodo napoletano di Caravaggio e ai temi della misericordia e della responsabilità collettiva) infine Caravaggio nell’immaginario collettivo, ossia la riflessione sull’universalità del Maestro in grado di rendere universali le tematiche di grande attualità come la violenza, il potere, la fede. A questo percorso si aggiungono poi la stanza immersiva e la sezione dedicata ai documenti storici.

Le opere più rappresentative della mostra di Marco Tamburro
Tra le opere che segnaliamo come le più interessanti e attuali ci sono Apnea ispirato alla Medusa del Merisi, Molto comune – in cui il Narciso caravaggesco si ritrova a diventare un Pinocchio dei nostri tempi, Muro pop 2026 – con le immagini più famose di Roma. Quella in cui – a detta dell’autore – si ritrova oggi maggiormente il suo spirito di artista “rinnovato” e “liberato” è invece Unica direzione, tecnica mista su tela, del 2025-2026, ispirata alla tela di Caravaggio “Sette opere di misericordia”, in cui risaltano le pennellate di giallo intenso, grandi, dense, lasciate colare sulla tela in modo assolutamente casuale, quasi a dare il tocco finale – appunto di “libertà” – dal modello, dall’attualizzazione, da qualsiasi schema interpretativo, liberando – forse – anche lo spettatore da un’univoca interpretazione e suggerendogli come forza, energia, vitalità possano irrompere spesso in modo del tutto inatteso nella nostra realtà.
Palazzo Bonaparte quindi vi aspetta per sorprendervi con questo straordinario fil-rouge che ci lega indissolubilmente a Caravaggio: affrettatevi!