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Soprattutto a partire dalla Seconda Guerra Mondiale, epoca in cui i designer e architetti sono stati chiamati a realizzare in serie mobili ed elementi di arredo in piena epoca di ricostruzione, l’arte ha influenzato in modo sempre più significativo i produttori di oggetti di uso quotidiano, spingendoli alla creazione di manufatti divenuti iconici.
Composizione con rosso, giallo e blu (1930) di Piet Mondrian
Il Neoplasticismo, noto anche come De Stijl, è una corrente artistica fondata nel 1917 da Piet Mondrian. Questo movimento d’arte andava in cerca della purezza formale, scegliendo soprattutto forme razionali come quadrati e rettangoli e colori primari come il rosso, l’azzurro e il giallo, abbinati ai non-colori, il nero, il bianco e il grigio.
Questa corrente artistica ha trovato un nutrito seguito anche nell’architettura Neoplastica, che ha puntato a forme decorative utili e improntate alla scelta di motivi geometrici e colori di base. Uno dei designer più ispirati da queste scelte decorative è stato Gerrit Rietveld, che ha creato degli oggetti divenuti celebri, come la Sedia rossa e blu e il Tavolo divano.
Quadrato nero su fondo bianco (1915) di Kazimir Malevich
Con la sua opera “Quadrato nero su fondo bianco”, Kazimir Malevich è stato uno dei precursori della Minimal Art, avanguardia artistica sviluppatasi soprattutto in America nella metà degli anni Sessanta. Nell’ambito di questa corrente riduzionista, gli artisti si limitavano a creare opere dai colori e dalle forme basilari, riducendo al minimo l’espressione artistica dell’ideatore dell’opera.
Il minimalismo ha influenzato profondamente il design del secondo dopoguerra, portando alla realizzazione di oggetti dalle linee pulite ed essenziali, dotati di una sobria eleganza.
Composizione VIII (1923) di Wassily Kandinsky
Wassily Kandinsky è stato uno dei primi artisti collegati alla corrente dell’Astrattismo. Nel periodo dal 1922 al 1933 si unì al Bauhaus, la famosa scuola d’arte e design e istituita in Germania dall’architetto Walter Gropius, e dipinse la “Composizione VIII”, un’opera geniale in cui l’artista fa interagire figure geometriche di base, come il triangolo, il quadrato e il cerchio, con i colori primari.
Questa, come molte altre opere realizzate nell’ambito del Bauhaus, hanno ispirato per decenni il lavoro di artigiani e di graphic designer di tutto il mondo.
I “Ready-Made” di Marcel Duchamp
Marcel Duchamp, nato nel 1877 in un paesino della Normandia, è sempre stato un artista ribelle, che faticava a uniformarsi a un’unica corrente stilistica; questo suo atteggiamento anticonformista l’ha portato a ricevere un rifiuto dell’esposizione di una delle sue opere più celebri, il “Nudo che scende le scale n. 2” al Salon des Indépendants del 1912, perché considerato troppo futurista.

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Per questo motivo, Duchamp si allontanò dalla pittura e si dedicò alla creazione di oggetti “ready-made”, ovvero di manufatti di uso quotidiano estrapolati dal loro ambiente e trasformati in opere d’arte, come avvenuto per la “Ruota di bicicletta” e lo “Scolabottiglie”, prima opera ufficiale ready-made del 1914. Le installazioni di Duchamp hanno portato alla nascita del design industriale, che spesso ha anche adottato l’ironia dell’artista, come avvenuto nella realizzazione della lampada Toio del 1962, ideata da Achille e Pier Giacomo Castiglioni, che è stata creata utilizzando un faro di automobile e un’asta telescopica.
Campbell’s Soup Cans (1962) di Andy Warhol
Andy Warhol, notissimo esponente della Pop Art, ha rivoluzionato il mondo dell’arte e non solo. La sua scelta di elevare al rango di opere oggetti di uso quotidiano come le zuppa Campbell o star del cinema, come Marilyn Monroe o Liz Taylor, ha portato una ventata di colore e di creatività nell’arte.
Le sue riproduzioni ripetute e il suo occhio attento per forme iconiche e colori accesi hanno influenzato in primo luogo gli addetti al graphic design delle aziende e i produttori di loghi, ma anche gli artigiani esperti di arredamento e persino le firme più illustri della moda, come Versace e Moschino.

Appassionata di lettura fin da bambina, amo scrivere storie che mi fanno sognare, soprattutto di genere fantasy, fantascienza e romance.
Sulla rivista Il lettore di fantasia ho pubblicato il racconto di fantascienza “Il pianeta della memoria”, con la casa editrice Delos Digital il racconto lungo di genere chick lit “Fil Rouge”, con la casa editrice Wizards & Blakholes i racconti lunghi “L’orologio della verità”, “Alizée” e “Il drago d’acciaio”, e con Nativi Digitali Edizioni il romanzo “Fernweh”, di genere fantascientifico.
Il mio ultimo romanzo pubblicato è “Il Pugnale dei Poeti”, un high fantasy uscito con la casa editrice Lumien, mentre sulla piattaforma Wattpad è disponibile il mio romanzo “Il ragazzo con l’aura d’argento”, un urban fantasy.