La Biennale di Venezia, in occasione dei 125 anni dalla sua fondazione, presenta la mostra ”Le muse inquiete. La Biennale di Venezia di fronte alla storia”, che si terrà al Padiglione Centrale dei Giardini della Biennale fino a martedì 8 dicembre 2020, realizzata dal loro Archivio Storico. 

 

La mostra è curata per la prima volta da tutti i direttori dei sei settori artistici: Cecilia Alemani (Arte), Alberto Barbera (Cinema), Marie Chouinard (Danza), Ivan Fedele (Musica), Antonio Latella (Teatro), Hashim Sarkis (Architettura). Dunque, un vero e proprio laboratorio di ricerca delle arti contemporanee, un contenitore strategico di sviluppo anche economico in un periodo in cui una dilagante pandemia rende tutto più difficile.

 

I direttori hanno scrupolosamente selezionato per questa mostra rare testimonianze, filmati e opere. Hanno costruito percorsi di ricerca che si soffermano su quei momenti in cui il passato veneziano si è mescolato agli eventi della storia mondiale, manifestando e generando fratture istituzionali. 

 

Si percorre un itinerario che attraversa le sei discipline: dagli anni del fascismo (1928-1945) alla guerra fredda e ai nuovi ordini mondiali (1948-1964), dal Sessantotto alle biennali di Carlo Ripa di Meana (1974-78), dal Postmoderno alla prima Biennale di Architettura fino agli anni Novanta e l’inizio della globalizzazione. Una valente iniziativa che mostra molteplici cambiamenti, calamità, crisi e sviluppo, registrando un interessante pezzo di storia attraverso un viaggio avvincente ed emozionante. 

 

La vendita dei biglietti della mostra è esclusivamente online e si può ammirarla dalle ore 10 alle ore 18. 

 

 

 

 

 

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