Fonte foto: wikipedia

Cosa succederebbe se vi dicessero che una delle star più richieste degli ultimi anni ha 72 anni, in uno suoi film più recenti è comparsa sullo schermo per soli otto minuti e ha ottenuto la prima nomination Oscar della sua carriera? O che un’attrice considerata da Hollywood un’icona pop degli anni Novanta ha ribaltato la propria immagine con una performance in un film a basso budget, senza trucco, senza effetti speciali, solo recitazione? Non è fantascienza, è quello che è successo nell’ultimo anno e mezzo di cinema e racconta qualcosa di preciso su come il divismo stia cambiando forma.

Lo star system si è sempre retto su una regola semplice: la diva era irraggiungibile. Gli Studios hollywoodiani controllavano ogni aspetto della vita pubblica degli attori, i contratti, l’immagine, persino le relazioni sentimentali. Attrici come Sophia Loren, Audrey Hepburn, Elizabeth Taylor non parlavano direttamente ai fan, erano costruzioni quasi mitologiche protette da squadre di professionisti dove la distanza non era un limite, ma parte del prodotto.

Quel modello non esiste più, il bisogno di figure capaci di catalizzare attenzione, proiezioni e desiderio collettivo si è trasformato e ha trovato nuovi strumenti. Chi ha capito prima degli altri come funziona il nuovo gioco ha scritto alcune delle storie più interessanti del cinema recente.

La stagione delle grandi ritorni

Poco più di un anno fa, sul palco dei Golden Globes, Demi Moore ha raccontato di essere stata definita per anni una popcorn actress, un’attrice da intrattenimento leggero, senza sostanza. Si porta a casa il premio con The Substance, una satira tagliente sull’ossessione di Hollywood per la giovinezza, si guadagna la prima nomination Oscar in carriera a 62 anni e il SAG Award

Nello stesso periodo, Pamela Anderson esce con The Last Showgirl, un film indie su una showgirl di Las Vegas che invecchia. Recensioni positive su Rotten Tomatoes, nomination ai Golden Globes e ai SAG. Sul red carpet si presenta senza trucco e nessuno smette di guardarla.

Sono due storie diverse che dicono la stessa cosa: dopo decenni in cui Hollywood aveva sistematicamente marginalizzato le attrici sopra i quarant’anni, relegandole a ruoli secondari o facendole semplicemente sparire dai set, una nuova generazione di registe e produttrici sta rimettendo le donne mature al centro delle storie. Nicole Kidman ha vinto la Coppa Volpi a Venezia con Babygirl, Angelina Jolie ha interpretato il biopic su Maria Callas, offrendo una delle interpretazioni più discusse degli ultimi anni. Kate Winslet continua a rifiutare pubblicamente il ritocco digitale sui set. Non si tratta di un’operazione nostalgia, semplicemente si è giunti alla conclusione che il talento non ha data di scadenza e il pubblico se ne è finalmente accorto.

pamela anderson

Le nuove dive: Zendaya, Sydney Sweeney e il divismo come impresa

Zendaya ha 29 anni e i suoi film come protagonista hanno incassato complessivamente oltre 3,9 miliardi di dollari. Il 16 luglio 2026 è prevista l’uscita di uno dei film più attesi della stagione, The Odyssey di Christopher Nolan, interpreta Athena ed è attesa in altri cinque progetti nel corso dell’anno. La sua fama non si regge solo sui numeri del botteghino, si nutre di una presenza digitale calibratissima e un’immagine costruita sull’intelligenza prima ancora che sulla bellezza. È il tipo di star che non esiste senza Instagram, ma che Instagram da solo non basta a spiegare.

Sydney Sweeney, 28 anni, è il caso opposto e complementare. Il thriller The Housemaid ha superato i 385 milioni di dollari mondiali con un budget di 35 milioni, un rapporto costi-ricavi che pochi attori oggi possono garantire, eppure, nello stesso anno, un suo film biografico ha debuttato con meno di due milioni di dollari. La lezione è chiara: il nome da solo non è garanzia di successo, ma abbinato al progetto giusto può ancora fare la differenza. L’attrice lo sa e lo gestisce il suo brand da imprenditrice: ha lanciato un brand di lingerie, costruisce campagne pubblicitarie che diventano notizia, usa la propria immagine con una consapevolezza che va ben oltre la recitazione.

Taylor Swift occupa una categoria a parte, il suo Eras Tour è stato il primo della storia a superare due miliardi di dollari di incassi. Il suo patrimonio ha raggiunto 1,6 miliardi, ha riacquistato i propri master discografici per circa 360 milioni di dollari, annunciato un nuovo album non in televisione ma su un podcast, producendo un effetto economico misurabile su ogni città che ha visitato. La cantautrice non è solo una star, è un sistema autonomo che ha capito prima di chiunque altro che nell’era digitale il controllo della propria narrazione vale più di qualsiasi contratto.

taylor swift

Il nuovo divismo italiano

Mentre Hollywood riscrive le proprie regole, il cinema italiano vive un momento di attenzione internazionale inedita da decenni. Il segnale più forte è arrivato da Isabella Rossellini: 72 anni, prima nomination Oscar in assoluto per Conclave di Edward Berger, con soli otto minuti di screen time. 

Monica Bellucci ha continuato a lavorare con i nomi più importanti del cinema d’autore europeo: è protagonista di un progetto prodotto da Luca Guadagnino, ha ricevuto un premio speciale al Festival di Taormina per il venticinquennale di Malèna. A Cannes 2025, l’unico film italiano in concorso era Fuori di Mario Martone, con Valeria Golino, premiata poi con il Nastro d’Argento come Miglior Attrice.

La generazione più giovane non è da meno: Benedetta Porcaroli ha vinto la Coppa Volpi nella sezione Orizzonti a Venezia 2025 per Il rapimento di Arabella ed è entrata nella lista Forbes 30 Under 30 Europe. Tecla Insolia ha vinto il David di Donatello come Miglior Attrice a 21 anni. Elodie ha compiuto il salto dalla musica al cinema d’autore. Paola Cortellesi, dopo il fenomeno C’è ancora domani, ha presieduto la giuria del Festival di Roma.

Sullo sfondo di tutto questo c’è un’infrastruttura rinnovata. Cinecittà ha completato il programma di investimenti finanziati dal PNRR: 25 teatri di posa entro il 2026, uno dei virtual stage più grandi d’Europa, un tax credit internazionale al 40% tra i più competitivi al mondo. Su questi set sono stati già girati Conclave, Challengers di Guadagnino, la serie M. Il figlio del secolo e nuove produzioni internazionali sono in corso.

monica bellucci

3 modelli, un solo bisogno

Lo star system del 2026 non è un sistema unitario e sono almeno 3 modelli che coesistono senza escludersi: la star classica ancorata ai franchise, che funziona solo se abbinata a proprietà intellettuali forti; la nuova diva multidimensionale che gestisce il proprio brand come un’azienda, dove recitazione, social media e imprenditoria sono parti di un unico progetto; la diva rinata, quella che trasforma l’età, l’esperienza e persino la vulnerabilità in forza.

Quello che accomuna tutti questi modelli è la fine del mistero come strumento di potere. La diva inaccessibile è un’idea del Novecento e oggi il fascino si costruisce con l’esposizione calcolata, la scelta di cosa mostrare e cosa tenere in ombra. La sostanza non è cambiata: il pubblico cerca ancora figure in cui riconoscersi o proiettarsi, capaci di dare forma a qualcosa che da soli non riescono a nominare. Le grandi dive non sono scomparse, hanno solo imparato a usare strumenti diversi.

You May Also Like

Baby: la vera storia di cronaca della famosa serie

Baby: tra finzione e realtà delle lolite della Roma bene.

La classifica dei dieci film più visti al mondo

La classifica dei film più visti al mondo: scopri quali sono le pellicole che hanno registrato i maggiori incassi al botteghino.

Le migliori coppie di attori delle Serie TV

Sarà capitato anche a te di guardare una serie tv e pensare: “questi due personaggi hanno una chimica incredibile”. Quali sono le coppie più celebri?

I più grandi flop della Disney

La lunga vita della Disney ha dato origine a tanti film, ma non tutti sono diventati successi indimenticabili. Vediamo qui quali sono i film con meno incassi.