Dal 16 al 18 gennaio scorso è andato in scena al Teatro Instabile di Napoli Edipo Re di Sofocle. Una tragedia, la cui regia a cura di Gianmarco Cesario, trascende secoli, ambientazioni e rivisitazioni, approdando nell’intimo palcoscenico partenopeo. Protagonisti in scena, giovani attori e talenti ben noti dell’Accademia Vesuviana del Teatro e Cinema , fondata nel 2007 da Gianni Sallustro.
L’Edipo Re di Gianmarco Cesario
La platea a stretto contatto con il palco, delimitato unicamente da tappeti ed ornamenti dalla facile evocazione orientale, viene accolta da fumi e canti gitani, portatori di una tradizione ricca di superstizioni. Edipo, interpretato dal magistrale Gianni Sallustro, è re di un villaggio errante su cui si è abbattuto un inevitabile sortilegio. L’avvicendarsi di personaggi al limite tra il sacro ed il profano, il reale e l’oracolare, guideranno chi assiste alla progressiva rivelazione della vera identità di Edipo, condividendo con lo stesso la notizia di un inquietante quanto ineluttabile destino.

Tiresia, (impersonificata dalla magistrale Nicla Tirozzi) veggente non vedente, metà uomo metà donna, rappresenterà, con la sua angosciante profezia, il primo passo verso la disvelazione di una verità crudele a cui Edipo tenterà di sfuggire. Infondate saranno le accuse che muoverà nei confronti di Creonte (Mario Brancaccio), fratello della sua donna Giocasta (interpretata da una straordinaria Simona Esposito), che sarà invece pronta a rassicurarlo sulla probabile inesattezza dell’oracolo.
In un rito collettivo, tra cori di donne gitane e tamburi battenti, in una lunga e straziante processione, la platea partecipa, si immedesima, vive con drammaticità l’acquisita consapevolezza di Giocasta prima, di Edipo poi. Come in un incantesimo, si assiste rapiti alla ricostruzione di un assassinio e successivamente all’identificazione di Edipo, uccisore del padre, figlio e marito della madre.
La scena di un tragico giallo dalle sfumature gitane e dal fascino arcaico si scioglie grazie all’intervento di un magistrale Vincenzo Merolla nei panni di Corinto, del talento drammatico di Ciro Pellegrino, il pastore che testimonierà l’assassinio e Tommaso Sepe, il consigliere che emozionerà per saggezza ed empatia.
Edipo, dagli occhi sanguinanti, chiude un cerchio di magia nera, dove l’oracolo si avvera in tutta la sua crudeltà. Gianni Sallustro ad un passo dalla platea coinvolge in modo profondo e tragico, nell’unico modo (dono di pochi) in cui un’opera di tal livello merita di essere messa in scena.
I costumi di Melissa De Vincenzo e la scenografia essenziale impreziosiscono il contributo necessario di ogni singolo membro di un cast affiatato, incisivo, di impatto. La regia di Gianmarco Cesario rielabora con gran successo ed arricchisce di drammaticità e riflessione un capolavoro che ora come allora ammalia ed inquieta tra mito e realtà.
Dopo aver registrato una tre giorni di sold-out, Edipo Re di Sofocle con la regia di Cesario ed il talento di Sallustri, torna a grande richiesta al TIN Teatro Instabile di Napoli nel mese di maggio.

Laureata in marketing e masterizzata in comunicazione e altro che ha a che fare con la musica. Fiera napoletana, per metà calabrese e arbëreshë, collezionista compulsiva di vinili, cd o qualsiasi altro supporto musicale. Vanto un ampio CV di concerti e festival.