Era il luglio 1964 quando i Beatles fecero uscire il film A Hard Day’s Night (conosciuto in italiano come Tutti per uno), per promuovere  l’omonimo album A Hard Day’s Night, pubblicato pochi giorni dopo l’uscita della pellicola nelle sale.

Il film, diretto da Richard Lester, con la fotografia di Gilbert Taylor e prodotto dalla United Artists, costruito intorno al clamoroso successo dei Beatles (John Lennon, Paul McCartney, George Harrison, Ringo Starr), segue i quattro musicisti di Liverpool in una serie di esilaranti avventure che fanno da contorno ad una loro esibizione.

La trama

A Hard Day’s Night si apre con i Beatles che sono in viaggio dalla città natale di Liverpool a Londra, dove dovranno esibirsi in una trasmissione televisiva. Lungo la strada si trovano ben presto ad affrontare gli assalti dei fan, tanto da decidere di darsela a gambe e chiudersi in una stanza d’hotel. Ma le disavventure sono appena iniziate perché Ringo sparisce poco prima del concerto.

Così, in una serie di divertenti episodi tra treni, stanze di hotel, locali da ballo, palcoscenici e orde di ragazzine urlanti e scatenate, il film racconta la nascente e sfrenata passione dei fan per il maggior fenomeno musicale del XX secolo.

Un significato profondo

Si tratta di uno dei film più musicali della storia, ironico e avvolgente, caratterizzato dalla libera inventiva ed espressiva di Lester, ma non solo. La pellicola è da considerare un vero e proprio documento storico epocale, perchè è stato in grado di rappresentare la realtà dei tempi e le sue peculiarità.

Sotto l’ironia e la leggerezza si nasconde infatti una visione ben chiara e anticonformista sull’ipocrisia della società dell’epoca, che i Beatles per primi hanno tentato di sgretolare.

Accompagnato sullo sfondo dall’incredibile album dei Fab Four che raggiunse all’epoca grandissime vendite, il film fu nominato agli Oscar, ai Grammy, ai Batfa ed è stato presentato in anteprima al Chinese Theatre di Los Angeles in occasione del TCM Classic Film Festival alla presenza di Alec Baldwin.

Insomma, un capolavoro assoluto che appare ancora stranamente attuale, e che tenta di raccontare il senso di constrizione e di insofferenza che la fama può rappresentare.

 

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