A Palazzo Merulana dal 9 luglio fino al 27 settembre si potrà visitare la mostra “Lirismo indifeso. Percezioni riflesse di Franco Onali”, la retrospettiva dedicata al pittore romano Franco Onali e curata da Jacopo Bucciantini che celebra i 50 anni di attività dell’artista con dipinti, musiche, filmati e documenti d’archivio che partono dal suo legame con la Scuola Romana.

Percorso e opere della mostra a Palazzo Merulana

Dario Micacchi  fu il critico d’arte che per primo descrisse l’attitudine caratteristica di Onali di mostrarsi senza retorica, di descrivere sulla tela il suo essere in modo autentico, senza teorie o difese formali, trasformando così ogni opera in un riflesso della propria coscienza, al di là del pubblico e degli spettatori che lo seguono.

In effetti lo stile di Onali è proprio basato sulla totale libertà stilistica che parte dalla figurazione per arrivare all’astratto. Pertanto le sue 25 opere qui esposte si mostrano come un diario intimo e aperto basato su illuminazioni e memorie personali. Situata al quarto piano di Palazzo Merulanahttp://www.palazzomerulana.it, la mostra offre quadri tutti diversi l’uno dall’altro del periodo che procede dalla seconda metà del Novecento fino ai nostri giorni: dallo stile figurativo all’astrattismo, dal simbolismo allo stile post-cubista. Si aggiungono poi tante bozze, disegni, schizzi che servono all’artista stesso per  capire meglio se stesso. Ci sono anche dei contenuti multimediali che con documentari e  audiovisivi inediti approfondiscono lo stile di Onali.

In particolare colpisce il videoart dal titolo “Le bagnanti di Franco Onali” . Qui l’autore ha collaborato con il musicista Edoardo Bellini che, partendo dai suggerimenti del pittore, ha realizzato le musiche e il video in forma artistica. Girato a fine agosto dello scorso anno sul mare della Maremma toscana,  ha una base musicale  con una tromba solista che suona uno smooth jazz: per interpretare correttamente l’afflato lirico del pittore, il musicista ha voluto creare una musica non piena e satura, ma morbida e libera, poliedrica, che si adattasse alla camminata della donna protagonista del videoart sulla battigia, in mezzo al mare, per dare l’idea della morbidezza del bagnasciuga, rendendo luci e sonorità tenui e piene di naturalezza.

Immagine tratta dal Videoart di F. Onali alla mostra a Palazzo Merulana

Immagine tratta dal Videoart di F. Onali

Chi è Franco Onali nella mostra a Palazzo Merulana

In oltre sessant’anni totali di attività, Franco Onali è riuscito a realizzare un repertorio vasto e poliedrico. Si parte dal Periodo Figurativo della Scuola Romana, in cui fu introdotto  dai suoi Maestri delle Accademie di Belle Arti di Roma e di Firenze – rispettivamente Mario Mafai e Ugo Capocchini – all’esplorazione della realtà quotidiana con forte carica introspettiva soprattutto nel ritrarre volti e figure umane secondo la tecnica tonale. In particolare grande fu la stima che nutriva per lui Gino Severini- uno dei più importanti pittori e critici d’arte italiani del Novecento.

Tra gli anni ’40 e ’70 ci fu il periodo Post-Cubista: il pittore assimila le forme degli artisti delle Avanguardie europee. Pertanto la   frammentazione della forma e la moltiplicazione dei punti di vista geometrici riproducono  la complessità ma anche la fragilità e l’incostanza dell’esistenza umana. Onali intanto inizia a viaggiare: da New York andrà a Las Vegas, da Stoccolma a Lugano fino a Buenos Aires.

La terza fase è quella dell’Astrattismo maturo  e della Sperimentazione,  in cui le sue tele realizzano giochi geometrici euritmici, con contrasti cromatici vivaci e pieni di emozioni. Qui l’ “artista-bambino” esplora  il digitale, traducendo le sue opere nel formato Cryptoart.

L’ultima fase è quella contemporanea in cui l’artista si rivolge ad altri campi di applicazione al di là della pittura:  dalla grafica ai gioielli, realizzati per varie aziende presenti ad Arezzo e dintorni, da allestimenti e pannelli decorativi di valore internazionale, come ad esempio i padiglioni della macchina della Lancia a Bologna o quelli italiani ad Algeri e Colonia), fino agli interni della Banca Lanspar a Stoccolma. Interessanti anche i suoi legami con Mario Marenco.

È quindi una mostra tutta da gustare, con calma e senza fretta, ascoltando la musica, guardando le suggestioni coloristiche e visionando i video che ricostruiscono alcune emozioni e suggestioni dell’autore. E a voi quali emozioni vi riescono a dare le tele presenti nella mostra?

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