Una esistenza segnata da malessere psicofisico e da una enorme passione per l’arte. La volontà di dipingere con un linguaggio molto personale, fuori dagli schemi che non ha incontrato all’epoca i favori né del pubblico, né della critica. Un solo quadro venduto in vita: “La vigna rossa”, acquistato nel 1890  da una pittrice d’avanguardia la belga Anna Boch.

Ma un percorso artistico unico che farà di Vincent Van Gogh (1853-1890) uno degli autori del suo tempo più stimati e quotati nella nostra contemporaneità.

La sua produzione  annovera più di novecento dipinti  e innumerevoli disegni e schizzi, realizzati in un lasso di tempo relativamente breve: dieci anni, in quanto egli iniziò l’avventura pittorica  all’età di 27 anni, conclusasi con la sua tragica  morte suicida nel 1890.

La notte stellata

Spesso penso che la notte sia più viva  e più riccamente colorata del giorno”

(Vincent Van Gogh)

La notte stellata” (1889) è stato dipinto durante il periodo di ricovero volontario presso l’ospedale psichiatrico di Saint Rémy de Provence, avvenuto dopo l’episodio autolesionista dell’amputazione dell’orecchio. È uno dei 150 dipinti che Van Gogh realizza durante il, seppur breve, soggiorno presso la struttura ed è considerato uno dei suoi capolavori. Racconta un cielo notturno dove stelle e nuvole si fondono in un movimento circolare vorticoso, fatto di brevi pennellate di colore. In primo piano un alto cipresso scuro delimita lo spazio visivo e più in baso, si scorge il paesino tranquillamente adagiato nella valle. Una visione che ha in se qualcosa di incantato e insieme di inquietudine.

I girasoli

Van Gogh

I girasoli sono un tema molto caro all’artista e ripetuto nell’arco del tempo e in diverse versioni. Il colore giallo, che caratterizza non solo i fiori ma a volte anche il contesto, è declinato in toni diversi, a volte accostato a un azzurro chiarissimo, per conferire alla composizione un effetto di leggerezza. Due della serie realizzata ad Arles,  erano stati destinati alla stanza che sarebbe stata occupata, per un breve periodo, dall’amico Paul Gauguin (1848-1903), nella casa che, nelle intenzioni, doveva diventare un ritrovo per artisti nella tranquilla provincia. Gauguin fu entusiasta del risultato e incoraggiò Vincent a reiterare il soggetto della natura morta con girasoli.

Il Campo di grano con corvi

Vincent Van Gogh

È l’ultimo quadro realizzato dal pittore olandese, prima dell’insano gesto che lo porterà alla morte. Un cielo cupo fa da sfondo al giallo brillante del campo di grano dove uno stormo di corvi vola via. Una ultima espressione della profonda solitudine patita dall’artista. Uno scoramento  che acquisisce ancora una volta le forme colorate della natura, ma che lascia ben presente un senso di abbandono e di sconfitta. Un messaggio fin troppo eloquente di quello che sarebbe accaduto a breve.

Attualmente il dipinto è conservato presso il Van Goh Museum di Amsterdam.

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