Fonte foto: Marvel

Spider-Man è tornato al cinema con Brand New Day, quarto film con Tom Holland nei panni di Peter Parker e primo capitolo dopo la frattura emotiva di No Way Home. La nuova storia parte da una condizione precisa: il mondo non ricorda più chi sia Peter, mentre MJ e Ned hanno continuato le proprie vite senza di lui. Anche la musica deve quindi ripartire, senza cancellare ciò che è venuto prima. A firmare la colonna sonora è ancora Michael Giacchino, compositore che accompagna questa versione del personaggio da Homecoming del 2017. La continuità, però, non coincide con la ripetizione.

La colonna sonora di Spider-Man: Brand New Day

L’album originale di Brand New Day comprende 26 tracce per circa 75 minuti di musica e il compositore, già premio Oscar per Up, conserva il tema costruito nei tre film precedenti, portandolo in una zona più fragile. Il motivo di Spider-Man, che in Homecoming aveva un carattere agile e brillante, viene spesso ridotto, rallentato o affidato al pianoforte. La scelta rispecchia un Peter più solo, costretto a ridefinirsi dopo aver perso famiglia, amicizie e riconoscimento pubblico.

Già Web Letter Days, la traccia che apre l’album, sposta l’attenzione dalla dimensione spettacolare a quella privata, il tema non entra come una dichiarazione eroica, ma come il ricordo di qualcosa che Peter possiede ancora senza riuscire più a viverlo nello stesso modo. Nel corso della partitura tornano archi, ottoni e passaggi più energici, ma la componente malinconica resta una delle coordinate principali e, anche quando l’azione aumenta, la musica non dimentica il punto di partenza del personaggio.

Spiderman Brand new day locandina

Un tema che cresce con il personaggio

Il rapporto tra Michael Giacchino e Spider-Man funziona perché il compositore ha sempre trattato il supereroe come un ragazzo prima ancora che come un’icona. In Homecoming la scrittura orchestrale era rapida, ironica, spesso leggera, Peter cercava di dimostrare di meritare un posto tra gli Avengers e il suo tema aveva la stessa impazienza. In Far From Home, ambientato durante il viaggio scolastico in Europa, la partitura si allargava a nuovi colori e dialogava con una selezione di canzoni legate ai luoghi attraversati, comprese Bongo Cha Cha Cha di Caterina Valente, Stella stai di Umberto Tozzi e Amore di tabacco di Mina nelle sequenze italiane.

No Way Home rappresentava invece il momento della memoria, il film riuniva le diverse generazioni cinematografiche di Spider-Man e il compositore poteva lavorare su un patrimonio musicale già riconoscibile, facendo incontrare il proprio linguaggio con quello associato ai precedenti Peter Parker. Brand New Day sceglie la direzione opposta, dopo un film costruito sul ritorno, deve raccontare l’assenza.

Come è cambiato il suono di Spider-Man nei vari film

Il confronto con i film di Sam Raimi rende evidente quanto ogni reincarnazione di Spider-Man abbia avuto una precisa identità sonora. Nel 2002 Danny Elfman costruì per il Peter Parker di Tobey Maguire un tema ampio, drammatico, quasi gotico in alcuni passaggi, era una musica che dava peso al destino dell’eroe e si inseriva perfettamente nel tono melodrammatico della trilogia. Accanto allo score, il primo Spider-Man portava con sé anche una selezione rock fortemente legata all’inizio degli anni Duemila, con brani di Sum 41, The Hives, Corey Taylor e il singolo Hero di Chad Kroeger con Josey Scott.

The Amazing Spider-Man del 2012 cambiò registro con James Horner, scegliendo una scrittura più lirica per Andrew Garfield. Nel sequel Hans Zimmer spinse invece verso una colonna sonora più ibrida, tra orchestra, elettronica e collaborazioni pop. Il passaggio al Marvel Cinematic Universe richiedeva ancora un’altra soluzione e Michael Giacchino ha costruito un tema immediatamente leggibile, capace di convivere con il tono più adolescenziale di Homecoming e poi di maturare insieme alla storia.

È questo il tratto più interessante della nuova colonna sonora. Dopo No Way Home sarebbe stato facile aumentare ancora il volume della nostalgia, recuperando continuamente temi e riferimenti. Brand New Day sceglie invece di sottrarre, il Peter Parker di Tom Holland non ha bisogno di una musica che gli ricordi quanto sia grande il suo mito, ma di una partitura che faccia sentire quanto sia diventato stretto il suo mondo.

La presenza di sintetizzatori, pianoforte e passaggi più atmosferici modifica così il rapporto tra eroismo e vulnerabilità, quando il tema principale torna in forma più piena, il contrasto acquista maggiore peso proprio perché è stato trattenuto a lungo. Non è una rivoluzione sonora, ma un lavoro sulla continuità, Michael Giacchino prende un motivo che il pubblico conosce da quasi dieci anni e lo usa per mostrare che lo stesso personaggio può suonare diversamente quando cambia ciò che ha da perdere.

La storia delle colonne sonore di Spider-Man, del resto, racconta anche questo, ogni generazione ha avuto il proprio Peter Parker e un modo diverso di trasformare in musica il salto tra la vita quotidiana e quella sotto la maschera. Elfman puntava sulla grandezza tragica, Horner sull’emozione, Zimmer sulla contaminazione, Giacchino sulla crescita. Con Brand New Day quella crescita passa per un vuoto ed è proprio da quel vuoto che la musica prova a costruire il nuovo Spider-Man.

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