Fonte foto: La Cronaca di Verona
Con il racconto Ricalcolo percorso Matteo Ghisleri (22 anni, Vercelli) si aggiudica la 31esima edizione del Premio Campiello Giovani, il concorso letterario rivolto ai ragazzi tra i 15 e i 21 anni, promosso e organizzato dalla fondazione “Il Campiello” e da Confindustria Veneto. “Per l’atmosfera sospesa, in bilico tra la realtà e un indefinito altrove […]. Un testo dallo stile personale e riconoscibile, narrato dalla prospettiva di un giovane in viaggio con gli zii e il nonno verso il funerale della nonna […]”. Questo è stato il commento della Giuria dei Letterati presieduta da Ermanno Peccagnini e composta Giulia Belloni, Michela Possamai e Daniela Tonolini. Il racconto è stato scelto tra 5 finalisti: Matteo D’Angelo, 21 anni di Arezzo, con Con crescendo rossiniano; Ofelia Fioretti, 18 anni di Vicenza, con Un panopticon; Vincenzo Carlo Savoca, 18 anni di Carini (Palermo), con Il re di vetro e Mattia Schifaudo, 21 anni di Palermo, con Conservare. La premiazione si è svolta venerdì 18 settembre, durante la giornata conclusiva del premio letterario, tenutasi per la prima volta nel campus H-FARM a Roncade (Treviso), nella quale sono stati presentati i finalisti e i loro racconti. Le opere ammesse al concorso sono state in totale 168, provenienti dall’Italia e dall’estero, tra le quali erano state scelte 15 semifinalisti, prima di arrivare alla cinquina finale.
“Il Campiello Giovani è prima di tutto uno spazio nel quale le nuove generazioni possono dare forma al proprio sguardo sul mondo”, ha dichiarato Mariacristina Gribaudi, presidente del Comitato di Gestione del Premio Campiello. “Le storie dei nostri finalisti ci restituiscono domande, inquietudini e prospettive che aiutano anche noi a leggere il presente con maggiore consapevolezza. […] È questo il senso del Campiello Giovani: accompagnare i ragazzi nella loro crescita, dando loro occasioni concrete per esprimere il proprio talento e portare il loro modo di interpretare il mondo a un pubblico sempre più ampio”.
“Ogni anno il Campiello Giovani mi convince che il futuro della letteratura è in buone mani”, ha aggiunto Valeria Mantovan, Assessore regionale alla Cultura, Istruzione e Formazione della Regione del Veneto. “Complimenti a Matteo Ghisleri con “Ricalcolo Percorso” per questa vittoria meritata, e un ringraziamento sincero a tutti i finalisti: scrivere un racconto e portarlo fino a qui, davanti a una giuria e a un pubblico, è già un atto di valore e, soprattutto, di talento”.
La premiazione ufficiale del vincitore avverrà sabato 3 ottobre 2026 al Lido di Venezia, durante la cerimonia di premiazione della 64esima edizione del Premio Campiello. Matteo Ghisleri riceverà una vacanza-studio di due settimane in un Paese europeo, mentre le opere dei 5 finalisti saranno pubblicate in una collana della Fondazione “Il Campiello”.
I temi affrontati dai finalisti: ritmo musicale, giochi di potere, follia, spiritualità e memoria
I racconti dei finalisti toccano i temi più disparati. Matteo D’Angelo costruisce il testo (Con crescendo rossiniano) ispirandosi alla musica: modella il ritmo narrativo ricalcando l’andamento e l’intensità del celebre “crescendo” del compositore Gioachino Rossini. Il modello di carcere creato da Ofelia Fioretti (Un panopticon), progettato in modo da osservare senza essere visti, rappresenta un ottimo spunto di riflessione sul concetto di potere: chi crede di avere il controllo sugli altri attraverso lo sguardo in realtà ne diventa prigioniero. Nel suo racconto psicologico (Il re di vetro) Vincenzo Carlo Savoca ripercorre la storia di Carlo VI di Valois, re di Francia, noto, tra le altre cose, per la sua folle convinzione di essere fatto di vetro. Mattia Schifaudo racconta invece la storia di un prete e un notaio, che condividono i ricordi di un’estate lontana e l’amore comune per una donna di nome Teresa (Conservare), trattando temi come il rimpianto, la memoria e la spiritualità. Matteo Ghisleri, il vincitore di questa edizione, parla della malinconia raccontando il viaggio in auto con gli zii e il nonno verso il funerale della nonna. All’improvviso un’altra macchina li fa uscire di strada vicino a un bosco e sparisce. A seguito di questo evento, l’autore crea un’atmosfera di sospensione del tempo, nel quale la realtà e il mondo surreale si confondono, facendo insinuare nel lettore un dubbio esistenziale: “Siamo davvero capaci di cambiare rotta quando la vita ce ne offre l’occasione?”.
Le novità rispetto al passato: creare legami tra radici e orizzonti
Durante la giornata conclusiva del Campiello Giovani sono stati anche assegnati alcuni riconoscimenti speciali, tra i quali l’attestazione di merito per la sostenibilità sociale e ambientale ad Alessia Maria Pia Paoletta, per la sua opera L’ultimo inverno, il riconoscimento dedicato al viaggio, realizzato in collaborazione con Trenitalia, assegnato a Matilde Milan per l’opera Sull’acqua, e il riconoscimento del Movimento Nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria, dedicato alla cultura d’impresa, attribuito a Giulia Fioretti per il racconto Il codice sorgente. Ma quest’anno il Premio è stato arricchito con nuove iniziative. Per l’edizione del 2026 la regione Veneto non si è limitata a sostenere finanziariamente il Premio, ma ha anche previsto una nuova menzione speciale (Radici e Ali) al fine di premiare quei racconti che intendono valorizzare il legame con il territorio come elemento aggiunto per creare nuovi orizzonti per il futuro. “Attorno a queste voci [dei giovani scrittori] abbiamo costruito un percorso di formazione, confronto e crescita che quest’anno si arricchisce grazie a collaborazioni importanti, da H-FARM alla Luiss, dal Teatro Stabile del Veneto al CPM Music Institute”, ha spiegato Mariacristina Gribaudi. “È questo il senso del Campiello Giovani: accompagnare i ragazzi nella loro crescita, dando loro occasioni concrete per esprimere il proprio talento e portare il loro modo di interpretare il mondo a un pubblico sempre più ampio“. Il primo riconoscimento di questa nuova menzione è stato assegnato a Chiara Mileto per la sua opera Questioni estive. “Investire nei giovani e nella loro creatività è la politica culturale più lungimirante che possiamo fare. Il Veneto lo sa da trentun anni”. Ha concluso con orgoglio Valeria Mantovan.

Mi sono laureato in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Napoli \”Federico II\” e in seguito ho realizzato varie esperienze di studio e di lavoro all’estero (Egitto, Francia, Spagna). Tornato in italia, ho inizato a specializzarmi nel settore della scrittura e dell’editoria. Nel 2020 mi sono trasferito a Parigi, dove ho collaborato per un breve periodo con la casa editrice Italo Avevo Editore in qualità di Responsabile di progetti di coedizione internazionale, occupandomi di curare i rapporti con alcune case editrici francesi e di altri paesi europei ed extraeuropei. Tra il 2020 e il 2022 ho scritto per Hermes Magazine, di cui sono stato anche responsabile della sezione libri. Dopo alcune brevi esperienze nella realizzazione di progetti di cortometraggio, nel 2026 sono tornato a scrivere con grande piacere per Hermes.