Si conclude con questo analisi riguardante “Se questo è un uomo“ riguardante l’opera prima di Primo Levi nella rubrica “pasticche letterarie“. Una rubrica che da sempre cerca, attraverso l’ironia, di passare al lettore la voglia di soffermarsi sui grandi classici italiani. Stavolta, però l’ironia l’ho voluta mettere da parte per soffermarmi sull’importanza della memoria.
Il libro
Se dall’interno dei Lager un messaggio avesse potuto trapelare agli uomini liberi, sarebbe stato questo: fate di non subire nelle vostre case ciò che a noi viene inflitto qui.

Fonte foto: IBS
Le ragioni del racconto
La narrazione

Aushhwitz Fonte foto: BBC
La lettura psicologica dell’orrore
L’umanità al primo posto
I temi del romanzo
Ovviamente, il tema principale del romanzo è la memoria. Il testo nasce come documento memoriale, ovvero una vera e propria trascrizione dei ricordi dell’autore, ma si pone anche come memoria collettiva, destinata a tramandarsi ai posteri. Caricandosi quindi di un ulteriore significato e di una funzione necessaria: bisogna ricordare ciò che è stato affinché l’orrore non si ripeta, sempre, non solo il 27 Gennaio.
Alla prossima pasticca lettori, e mi raccomando, non dimenticate!

Mi chiamo Alessia, scrivo per difendermi, per proteggermi e per dare una mia visione del mondo, anche se in realtà io, una visuale su tutto quello che accade, non ce l’ho, e probabilmente non l’ho mai avuta. Ho paura di ritrovarmi e preferisco perdermi.
Culturalmente distante dal pensiero comune. Emotivamente sbagliata. Poeticamente scorretta. Fiore di loto, nel sentiero color glicine. Crisantemo all’occorrenza. Ho più paure che scuse. Mi limito a scrivere e leggere la vita. Mi piace abbracciare Biscotto, anche da lontano. Anche se per il mondo di oggi sembra tutto più difficile.
Scrivo per questo magazine da circa un anno. Ho pubblicato anche un libro ( ma non mi va di dire il titolo perché qualcuno penserebbe “pubblicità occulta”). Ho aperto un mio blog personale: “Il Libroletto” dove recensisco libri per passione.