L’11 giugno 2026 arriverà nelle sale Disclosure Day, il nuovo film di Steve Spielberg con Universal Pictures. Un’idea originale del rinomato regista che quest’anno tornerà ad occuparsi di fantascienza dopo successi come E.T. e Incontri ravvicinati di terzo tipo di cui sembra che ritroveremo atomsfera e senso di urgenza.
Diretto da Spielberg, sceneggiato da David Koepp, il film vede il ritorno di storici collaboratori del regista: Janusz Kaminski alla fotografia (con Spielberg da oltre trent’anni, da Schindler’s List), ma soprattutto un ormai incredibile John Williams alle musiche, alla veneranda età di 94 anni. Nel cast Emily Blunt, Josh O’Connor, Colin Firth, Colman Domingo e Wyatt Russell.
A dicembre è uscito il primo trailer che si apre con una giornalista televisiva interpretata da Emily Blunt, posseduta da un’entità aliena durante una diretta meteo, mentre Josh O’Connor scopre prove di vita extraterrestre e lotta per rivelarle al mondo.
Cosa sappiamo della trama per ora?
Il film affronta ancora il tema della presenza aliena, ma questa volta, sembra, su un piano sociale. Della trama specifica non si sa nulla più di quello che si intuisce dai trailer, ma l’assunto dichiarato è: cosa accadrebbe a tutti noi se qualcuno ci dimostrasse, in modo incontrovertibile, che non siamo soli nell’universo? Se questo “svelamento” avvenisse, come reagirebbero sette miliardi di persone? Quale futuro avremmo davanti?
Qui lo stesso tema del grande successo del regista Incontri ravvicinati di terzo tipo, vengono interpretati da un punto di vista politico e sociale: il titolo echeggia la parola “disclosure“, quindi rivelazione, divulgazione, un termine nodale per i grandi dibattiti contemporanei negli Stati Uniti. Disclosure Day ruota quindi attorno al dilemma di rivelare o no la verità, in questo caso l’esistenza degli alieni.
“If you found out we weren’t alone, if someone showed you, proved it to you, would that frighten you?“.
Il teaser si apre con questa frase, lo scenario ipotetico di un confronto con la prova di una verità che dovrebbe rimuovere ogni dubbio razionale. Ma la domanda resta: la sua esistenza spaventerebbe? Il no è contemplato perché ormai non basta dimostrare la verità per far sì che qualcuno ci creda.