L’espressione artistica ha da sempre un ruolo sociale e uno stretto legame  con l’evoluzione della coscienza umana, sia nel ribadire le tendenze della sua contemporaneità, le imposizioni del potere vigente o le istanze, a volte sottese, mascherate, di libero pensiero ( la “Creazione di Adamo” di Michelangelo nella Cappella Sistina ne è una testimonianza), sia, in particolar modo negli ultimi tre secoli, nel denunciare  le  ingiustizie, i soprusi, le diseguaglianze o le speranze della gente umile e della sua condizione.

II ruolo sociale dell'arte

Dalla “Zattera della Medusa” di Théodore Géricault (1791-1824) dipinto nel 1818-19, ora al Museo del Louvre di Parigi, dove l’immagine racconta di un caotico microcosmo in balia delle onde, nel quale disperazione, rassegnazione e speranza coesistono in una metafora della fragilità e della precarietà della condizione umana, sino ai “Mangiatori di patate” di Vincent Van Gogh (1853-1890) nel Museo Van Gogh di Amsterdam, dove la luce, i colori quasi monocromatici e le espressioni  emaciate e dimesse dei protagonisti  rivelano la condizione sociale nella quale è immersa la popolazione contadina dell’epoca. O l’iconica tela “Il quarto stato”  di Giouseppe Pelizza da Volpedo  (1868-1907) del GAM di Milano, dove è la speranza del futuro a muovere la  folla che con calma cammina insieme.

Nel corso del tempo la denuncia sociale è sempre più presente nelle tematiche artistiche ed emerge nella progressiva liberazione del linguaggio pittorico che si volge verso  uno scioglimento dai vincoli rappresentativi canonici per proiettarsi si, nella creatività personale, ma anche verso  una maggior consapevolezza dei mali che affliggono l’umanità. Così come nelle raffigurazioni del pittore tedesco Otto Dix (1891-1969) emerge la disperazione di una società disgregata e alienante tra le due guerre mondiali. Una visione cupa, distorta, quasi caricaturale, foriera però di un divenire tragico.

Il ruolo sociale dell'arte

Il novecento e i primi anni del nostro secolo hanno visto un  proliferare di linguaggi visivi finalizzati a documentare il disagio della società. Non è solo quindi l’ambito pittorico, con i grandi murales a sfondo sociale e politico di David Alfaro Siqueiros (1896-1974) o di Diego Rivera (1886-1957), ma anche al mezzo fotografico  e alle grandi figure, tra le quali Robert Capa (1913-1954) con i suoi scatti di guerra, Tina Modotti (1896-1942) o Letizia Battaglia (1935-2022), che viene riconosciuto il merito di saper riconoscere e  interpretare i malesseri e le storture del sistema.

Il ruolo sociale dell'arte

Merita un riferimento a parte la Street Art e in particolare il suo attuale rappresentante più significativo; Banksy. La volontà di denuncia anonima, semplice ma incisiva ed efficace che contraddistingue i suoi interventi in tutto il mondo, ha saputo porre l’accento sull’ipocrisia e la spietatezza di questa nostra società del ventunesimo secolo.

 

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