Dichiariamo ufficialmente chiuso Sanremo 2026. Qualcuno prima o poi ci spiegherà dal punto di vista scientifico le reazioni innescate dall’ultima serata del Festival: distensione, abbandono di qualsivoglia vena polemica, ascolto (quasi) agevole di tutte e 30 le canzoni in gara, che vai a vedere non sembreranno più essere così tante. Voglia di bocciare per l’ennesima volta tutti ma con più garbo, per l’inevitabile familiarità scaturita dalla frequenza con cui negli ultimi 5 giorni hai visto quei volti in tv, feed instagram, reel interviste, nei sogni la notte.
Sarà l’atmosfera da ultimo giorno di scuola. Quel leggero senso di libertà mista a smarrimento che ti prende quando sai che qualcosa sta per finire. Lo avrà pensato persino Carlo Conti e lo noti dalla gentile concessione di qualche minuto extra ad ogni artista per lunghi lunghissimi ringraziamenti a mamma, papà, fidanzati, orchestre, manco avessero vinto un grammy.
Accumuliamo ritardo in scaletta tra un Frassica e un Bocelli con ingresso trionfale, quasi da Castello delle cerimonie. Mentre il tenore più famoso del mondo scende con sorprendente atleticità dal cavallo Caudillo, noi abbiamo un unico pensiero: Sal Da Vinci. Cosa ne facciamo di mezz’ora di Bocelli se subito dopo abbiamo i 2 minuti e 55 più preziosi di questo Festival? Fuori sta letteralmente per scoppiare la terza guerra mondiale, ma noi continuiamo a battere i pugni sui palmi delle mani.
I cantanti cantano, i co-conduttori presentano, tutto procede come deve. Carlo Conti preso da un guizzo di freschezza, come anticipato in conferenza stampa, rivela in diretta il suo erede al trono: Stefano De Martino conduttore e direttore artistico della 77esima edizione del Festival di Sanremo. Dubbi? Perplessità? Gennarino co-conduttore? Ne riparleremo in separata sede.
Ma arriviamo alle ore 2:00. L’attesa spasmodica per il vincitore è acuita da una top5 che lascia fuori nomi di vincitori papabili fino a quel momento. Brancale e Paradiso svaniscono, lasciando spazio a Ditonellapiaga reduce dalla vittoria della serata cover, Arisa già annunciata sul podio dalla prima sera, Sayf vero outsider, Fedez e Masini e Sal Da Vinci. La percepisci tutta la paura di una possibile vittoria del duo e ti precipiti di getto a televotare tutti, ma proprio tutti, pur di ostacolare la realizzazione di un ennesimo incubo mediatico e social.
Ce lo ricordiamo lo scudetto mancato di Geolier di Sanremo 2024? Il rapper napoletano fu ingiustamente accusato in sala stampa di aver “rubato” la vittoria della serata cover, pagando lo scotto di essere diventato emblema e simbolo di quella Napoli pronta a sferrare colpi pur di difendersi, a suon di televoto al limite della legalità, (dicevano i più), abituata com’è al pregiudizio.
Oggi siamo miracolosamente lontani anni luce da quella pesante atmosfera accusatoria. Oggi non ci lasciamo tentare dal semplicistico riscatto di una città, che senza dubbio alcuno ha ben altri strumenti per farlo. Oggi ci abbandoniamo a qualcosa che ci attrae con forza neomelodica inversamente proporzionale al nostro abituale gusto personale. Gli snob si ammorbidiscono, gli amanti del genere gioiscono. E così, da sud a nord, eleggiamo all’unanimità il re partenopeo, evocando con genuinità scenari di sale affrescate e fazzolettate, di balli sui tavoli, di sorrisi e gestualità plateali. Sal Da Vinci è tutto quello di cui avevamo bisogno ora, senza necessità di strumentalizzarne la vittoria. Fuori sta letteralmente per scoppiare la terza guerra mondiale, ma noi contineremo a battere i pugni sui palmi delle mani. Sognando l’Eurovision, accussì.
I premi

Le percentuali del podio al televoto
Sayf: 26,4%
Sal Da Vinci: 23,6%
Arisa: 19,2%
Ditonellapiaga: 18,9%
Fedez & Masini: 11,9%
La classifica
1. Sal Da Vinci
2. Sayf
3. Ditonellapiaga
4. Arisa
5. Fedez & Masini
6. Nayt
7. Fulminacci
8. Ermal Meta
9. Serena Brancale
10. Tommaso Paradiso
11. LDA e Aka7
12. Luchè
13. Bambole di pezza
14. Levante
15. J-Ax
16. Tredici Pietro
17. Samurai Jay
18. Raf
19. Malika Ayane
20. Enrico Nigiotti
21. Maria Antonietta e Colombre
22. Michele Bravi
23. Francesco Renga
24. Patty Pravo
25. Chiello
26. Elettra Lamborghini
27. Dargen D’Amico
28. Leo Gassmann
29. Mara Sattei
30. Eddie Brock

Laureata in marketing e masterizzata in comunicazione e altro che ha a che fare con la musica. Fiera napoletana, per metà calabrese e arbëreshë, collezionista compulsiva di vinili, cd o qualsiasi altro supporto musicale. Vanto un ampio CV di concerti e festival.