Da mercoledì 15 aprile uno dei più grandi mattatori del Teatro Italiano Umberto Orsini si lascia guidare in “Prima del  temporale“ da Massimo Popolizio con la fiducia del vecchio  attore che affida alla discrezione del più giovane il compito di  raccontare frammenti della sua vita e la storia del nostro paese dal  dopoguerra ad oggi. 

Con un rovesciamento della percezione del tempo tipica dei sogni un  vecchio attore, nella mezz’ora che lo separa dall’entrare in scena per  recitare da protagonista nel “Temporale” di Strindberg, si ritrova a  rivivere in un tempo senza fine alcuni momenti della propria vita. La  colonna sonora della realtà di un teatro che si sta animando fuori dal  suo camerino diventa il pretesto e l’invito a volte spensierato e a volte  commosso ad aggirarsi e addirittura a dialogare con i fantasmi del  proprio passato in un mescolarsi senza logica temporale dove un  suono ne evoca un altro una risata riporta ad un momento di gioia un  lungo silenzio ad una perdita lontana nel tempo. 

Massimo Popolizio ha voluto aggirarsi intorno alla figura dell’attore  con la delicatezza con cui si cerca di svelare dei segreti che vogliono  comunque restare misteriosi e offrire un ritratto di artista che si  stacchi da ogni intento celebrativo. In una scenografia di forte impatto  evocativo, dove il suono e le immagini creano un dialogo  immaginario col protagonista, si assiste al lungo viaggio verso quel  “Temporale” che viene vissuto come un’ultima meta non ancora  raggiunta ma appena rimandata. 

Orsini si lascia guidare da Popolizio con la fiducia del vecchio attore  che affida alla discrezione del più giovane il compito di raccontare  frammenti della sua vita e la storia del nostro paese dal dopoguerra  ad oggi.

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