Il Giardino delle Zucche compie dieci anni e sceglie di celebrare il traguardo senza cambiare la formula che lo ha reso riconoscibile.
Resta intatto il cuore dell’esperienza: passeggiare tra i campi, scegliere la propria zucca e portarla sui caratteristici red wagon fino ai laboratori, dove può essere dipinta o intagliata. Intorno a questo rito ormai consolidato, l’edizione 2026 introduce nuove aree e attività nella natura, affiancandole a un messaggio rivolto soprattutto alle famiglie, riscoprire il piacere del tempo condiviso lontano dagli schermi.

Dieci anni di pumpkin patch a Pignataro Maggiore
Il progetto ideato da Emily Turino nasce dall’incontro tra una storia familiare e una tradizione americana. Alla base c’è la casa in stile New England costruita da Fernando Turino per Elvira, trasferitasi in Italia dopo il matrimonio e in questo scenario la figlia Emily ha trasformato l’azienda agricola di famiglia in un pumpkin patch, portando a Pignataro Maggiore un modello fino ad allora poco conosciuto in Italia.
Nel tempo Il Giardino delle Zucche è diventato uno degli appuntamenti autunnali più riconoscibili della Campania, il primo pumpkin patch nato in Italia e il più grande d’Europa. La sua identità, però, non si esaurisce nelle scenografie stagionali e il fulcro dell’esperienza resta il rapporto diretto con il campo e le attività pensate per coinvolgere adulti e bambini.

Il Giardino delle Zucche: le novità della decima edizione
Per il decennale, il Giardino delle Zucche allarga gli spazi e introduce nuove esperienze senza traasciare le attività già consolidate. Accanto ai laboratori di pittura e intaglio tornano il labirinto e la piscina di mais, mentre debutta un playground con giochi immersi nella natura. Si aggiungono nuove aree dedicate allo street food, con proposte che strizzano l’occhio all’autunno americano, e le cartoline con il timbro di Poste Italiane, un piccolo ritorno alla dimensione analogica che ben si inserisce nel tema scelto per questa edizione.
Il nuovo Giardino delle tagete
Tra le novità più visibili c’è il Giardino delle tagete, un percorso di fiori gialli e arancioni pensato per rallentare: si passeggia tra i filari, si possono comporre bouquet e si incontra la serra in vetro ispirata ancora una volta all’estetica del New England. Non è una semplice area fotografica, l’idea dichiarata è invitare alla contemplazione e lasciare che il tempo trascorso nel giardino diventi parte dell’esperienza.
Dal cyberbullismo al benessere digitale
Il tema della lentezza acquista un significato più preciso con la collaborazione avviata per il decennale con Paolo Siani, consigliere della Fondazione Giancarlo Siani e fratello del giornalista ucciso dalla camorra. Il Giardino si trova proprio in via Giancarlo Siani e la famiglia Turino, che ogni anno affianca al progetto un’iniziativa sociale, ha scelto per il 2026 di sostenere una campagna di sensibilizzazione contro il cyberbullismo e per un uso più consapevole dei dispositivi digitali.
Nel suo intervento di apertura, Siani ha richiamato l’attenzione delle famiglie su un uso più consapevole della tecnologia, sottolineando come i divieti da soli non bastano, servono educazione, consapevolezza e regole adeguate all’età. Per i bambini più piccoli, il messaggio è ancora più diretto: tornare alle storie raccontate dalla voce di mamma e papà e riscoprire il valore del tempo trascorso insieme.
È su questo terreno che la nuova edizione trova una sua coerenza. Ogni anno migliaia di ragazzi partecipano ai laboratori didattici organizzati nel Giardino, dove le attività manuali diventano un modo per lavorare sulla condivisione, sulla creatività e sul rispetto delle differenze. Nel 2026 questo impianto educativo dialoga in modo più esplicito con il tema del benessere digitale: stare all’aperto, osservare, aspettare, sporcarsi le mani, costruire qualcosa e farlo insieme.

La formula resta, il progetto cresce
Dopo dieci edizioni, Il Giardino delle Zucche non prova a reinventarsi da zero, la scelta è piuttosto quella di aggiungere nuovi livelli a un’esperienza ormai riconoscibile. La zucca continua a essere il centro del percorso, ma intorno trovano spazio fiori, laboratori, gioco, cibo, educazione digitale e occasioni per rallentare.
È probabilmente questa la direzione più interessante del decennale, trasformare un format stagionale in un luogo capace di parlare alle famiglie anche oltre l’estetica dell’autunno. Il successo del pumpkin patch resta legato alla sua atmosfera, ma l’edizione 2026 prova a farne anche un’occasione per riscoprire attività semplici e concrete, dalla scelta di una zucca al racconto di una storia, senza che ogni momento debba necessariamente passare attraverso uno schermo.
Sono Valeria, SEO copywriter, social media manager e travel writer. Scrivo di viaggi, territori e libri, con un’attenzione particolare alla Campania e alle storie che abitano i luoghi. Sono la voce dietro Storie in pausa, uno spazio dedicato alla letteratura e alla divulgazione culturale, e I viaggi di Vale, il mio progetto editoriale dedicato ai viaggi.