Fonte foto: Dissapore

Oggi  parliamo  di un vero e proprio stile di vita in arrivo dal cuore della Puglia e che sta conquistando sempre di più i cuori dei turisti che visitano ogni anno la regione. Le  Bombette Pugliesi sono una prelibatezza che è diventata la stimata regina delle braci, campionessa indiscussa dello street food tipico. La bombetta è una delle imperdibili specialità della cucina tradizionale pugliese. 

Le origini

Questa eccezionale leccornia nasce e cresce nella Valle d’Itria, cuore pulsante della Puglia, territorio colmo di tradizioni culinarie che attraversano le provincie di Bari, Brindisi e Taranto. Tra tutti i borghi della valle, due in particolare, hanno fatto delle bombette la loro ragione di vita.

Uno di questi è Martina Franca luogo dove  da oltre quarant’anni si gustano largamente, e l’altro è Cisternino un paese che ha fatto della bombetta il suo simbolo più riconoscibile. Qui ci sono  almeno 12 locali che servono bombette con il tipico pane del posto nei pochi tavoli all’esterno, apparecchiati con l’immancabile tovaglia a quadretti e la caraffa di vino in terracotta.

Certa è l’origine del nome Bombette: perché sono una vera e propria esplosione di gusto.

Fondamentale è che le dimensioni di questi involtini rimangano ridotte perchè devono essere  addentate in un boccone solo, e gustate voracemente uno dopo l’altro assaporando il loro ripieno che letteralmente “esplode in bocca” con mille sapori.

La ricetta

Secondo la tradizione la bombetta pugliese può avere una sola e rigida versione: involtino di capocollo di maiale (o del cinghiale per un sapore più rustico) aromatizzato con spezie, rivestito da un salume e farcito con il formaggio, cotto poi nei tradizionali ‘fornelli pugliesi’, ovvero antiche macellerie di quartiere dotate di un forno o di un braciere.

Oggi giorno, però, su quali salumi e formaggi impiegare ci sono tantissime opzioni:  praticamente tutti i paesi della Murgia hanno la loro ricetta, ritenuta la migliore. Trovarne una che li accomuni tutti è impossibile: volendo tentare una mediazione si potrebbero citare prosciutto e provolone (ma anche caciocavallo).

Stessa cosa sulle poche aggiunte, di solito pomodori secchi o funghi. Come tutte le ricette antiche, con il tempo è nata l’esigenza di sperimentare sapori nuovi e adattarsi ai gusti di oggi, senza tuttavia perdere la qualità delle origini tradizionali. Ecco perché ne sono state fatte numerose varianti e interpretazioni, accostate ad ingredienti sempre diversi.

Ciò che rende così buono un piatto tanto semplice, però, è soprattutto la qualità degli ingredienti utilizzati per prepararlo, così come comanda ogni sana tradizione culinaria pugliese.

Non resta che assaggiare!

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