I tempi cambiano, ma una cosa resta sempre uguale: il bisogno di emozionarsi, ascoltare storie, fuggire dalla realtà o, al contrario, rifletterci su.

I generi cinematografici servono proprio a questo, ovvero a guidare lo spettatore dentro un mondo preciso. Che sia un horror, un fantasy o una commedia romantica, ogni categoria cinematografica ha un’identità chiara e riconoscibile sin dai primi minuti.

Eppure oggi i confini sono meno rigidi. Non è raro guardare un film che ti fa ridere e mette ansia allo stesso tempo. Oppure, quante storie d’amore abbiamo visto nascere in mondi fantascientifici? È questo il bello del cinema moderno: poter mischiare tutto senza perdere identità.

La cosa certa è che dietro ogni genere c’è un modo diverso di raccontare la realtà. O di scappare da essa.

Horror: il piacere di avere paura

L’horror è il genere più divisivo in assoluto. C’è chi lo ama alla follia e chi non riesce nemmeno a guardare i trailer. Però resta uno dei generi più forti del cinema da decenni, con incassi sorprendenti. Si sa, la paura funziona sempre.

Film come Nosferatu di Friedrich Wilhelm Murnau o Psycho di Alfred Hitchcock hanno dato il via alla storia e ancora oggi continuano a influenzare la visione di registi e sceneggiatori. Basta guardare il successo di titoli recenti come Hereditary oppure l’intera saga di The Conjuring.

Psycho

Psycho

La bellezza del genere dell’orrore è che non vive soltanto di mostri o sangue, in quanto spesso racconta paure tangibili come la solitudine, la perdita o la diversità. Un esempio è Get Out di Jordan Peele, dove il terrore si fa anche critica sociale.

E poi c’è l’esperienza collettiva a rendere il tutto più godibile: la sala buia, il silenzio improvviso, qualcuno che trattiene il fiato. Funziona così: ci si spaventa insieme.

Commedia: ridere per riconoscersi

Far ridere è difficilissimo, molto più di quanto sembri, eppure la commedia continua a essere uno dei generi più amati dal pubblico dopo l’horror. E il motivo è semplice: fa stare bene, soprattutto oggi che c’è tanto bisogno di svago e risate.

Da Charlie Chaplin a Buster Keaton, fino ai film di Woody Allen, la comicità ha attraversato tutte le epoche del cinema cambiando stile ma non funzione, ovvero raccontare la vita con leggerezza.

Perfetti Sconosciuti

Perfetti Sconosciuti

In Italia la commedia è il genere più sentito, diventato uno specchio sociale. La famosa “commedia all’italiana” con Alberto Sordi, Monica Vitti e Vittorio Gassman ha descritto difetti, manie e contraddizioni del Belpaese meglio di tanti saggi. Il sorpasso o Divorzio all’italiana ancora oggi sembrano attualissimi.

E adesso? Così come per gli altri, anche la commedia si mescola continuamente con altri generi. Nascono storie romantiche, amare, perfino nere. Si ride, sì. Però spesso resta addosso anche un po’ di malinconia e tanto su cui riflettere. Insomma, lo avete visto Perfetti Sconosciuti di Paolo Genovese?

Thriller: tensione fino all’ultima scena

Il thriller è costruito su una regola precisa che è quella di tenere lo spettatore incollato allo schermo, senza pause e senza prendere fiato. Suspense, misteri, bugie, inseguimenti. Ogni elemento narrativo serve a creare tensione.

Il maestro assoluto resta Alfred Hitchcock, autore di film immortali come Vertigo e La finestra sul cortile. Ma anche registi contemporanei come David Fincher non scherzano affatto, avendo portato il genere verso territori più oscuri e psicologici. Basta pensare a quel capolavoro che è Se7en.

Se7en

Se7en

Nel thriller lo spettatore vuole capire. Chi mente? Chi nasconde qualcosa? E, soprattutto, come andrà a finire?

Ci sono, poi, i generi nei generi. Nel caso del thriller troviamo quello investigativo, psicologico o d’azione. Può cambiare il ritmo o l’atmosfera, ma il meccanismo di destare dubbio continuo resta identico.

Drammatico: il genere che scava più a fondo

Il dramma entra sotto pelle e lo fa senza effetti speciali, perché qui ciò che conta sono i personaggi e le loro emozioni.

Pellicole come Schindler’s List di Steven Spielberg o Manchester by the Sea di Kenneth Lonergan, infatti, non puntano sulla spettacolarizzazione, ma solo sulle emozioni dei personaggi e come ci stanno dentro. Ed è proprio questo che colpisce lo spettatore perché il dolore è democratico in ogni sua forma, quindi chiunque può rivedersi in certe storie.

Saturno Contro

Saturno Contro

Anche il cinema italiano ha regalato grandi drammi, basta pensare ai film di Ferzan Ozpetek, in particolare a Saturno Contro, uno spaccato di vita delicato e crudo allo stesso tempo.

Il drammatico è il genere che più facilmente resta impresso. Magari non ti fa uscire dalla sala sorridendo, però non te lo scordi.

Fantasy: il fascino di mondi impossibili

Il fantasy è evasione pura: draghi, magie, regni lontani. In pratica, tutto quello che nella realtà non esiste prende forma sullo schermo. E il pubblico non se ne stanca mai.

La trilogia de Il Signore degli Anelli di Peter Jackson ha cambiato il modo di vedere il fantasy al cinema. Grazie a quella saga, abbiamo capito che questo genere non è mero intrattenimento, ma racconto di storie epiche dall’impatto enorme, curate nei minimi dettagli.  Senza contare la saga di Harry Potter, che ha avuto un gigantesco impatto culturale.

Il Signore degli Anelli

Il Signore degli Anelli

Dentro il fantasy, però, ci sono temi molto concreti come il bene contro il male, il coraggio, la paura di crescere. Alla fine ci si riconosce sempre in qualcosa, anche in mezzo agli incantesimi.

Senza contare che oggi, grazie agli effetti digitali, questi mondi sembrano sempre più reali.

Azione: velocità, adrenalina e spettacolo

Il cinema d’azione non ti lascia respirare. Inseguimenti, combattimenti, esplosioni. Tutto corre velocissimo. Ed è proprio questo il punto.

Le saghe di Mission: Impossible con Tom Cruise o John Wick con Keanu Reeves hanno riportato il genere al centro del grande cinema spettacolare grazie a scene sempre più estreme e un ritmo continuo.

John Wick

John Wick

L’action moderno punta tantissimo sull’impatto visivo, senza trascurare i personaggi che, nel tempo, si sono evoluti mostrando anche il loro lato vulnerabile. Eroi imperfetti, dunque, spesso stanchi, che continuano comunque a combattere. Ed è proprio ciò che il pubblico vuole: qualcuno per cui tifare.

Fantascienza: immaginare il futuro per parlare del presente

La fantascienza guarda avanti, ma parla quasi sempre di noi. Si, perché dietro elementi come robot e intelligenze artificiali (che un tempo sembravano impossibili, ndr) si nascondono domande umane: chi siamo? Dove stiamo andando?

Interstellar

Interstellar

Blade Runner di Ridley Scott e 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick, ad esempio, hanno tramutato questo genere in qualcosa di molto più profondo di un semplice spettacolo visivo. Senza contare i capolavori di Christopher Nolan, come Interstellar, Tenet e Inception, che mescolano scienza e filosofia e lasciano molti punti di domanda su cui ragionare a fondo.

La fantascienza cambia continuamente perché è il mondo stesso in perenne mutamento. Ed è proprio questo il suo punto di forza.

Animazione: non solo cinema per bambini

Per anni qualcuno ha guardato l’animazione dall’alto in basso, come se fosse un genere minore destinato solo ai bambini. Un errore enorme.

Pensiamo a La città incantata di Hayao Miyazaki, Toy Story o Inside Out di Pixar, che hanno dimostrato il contrario. L’animazione commuove e fa riflettere esattamente (talvolta anche di più, ndr) come tanti altri film in live action.

Inside Out

Inside Out

Studios come Pixar, Disney e Studio Ghibli hanno creato mondi suggestivi e immediatamente riconoscibili usando il disegno, il colore e l’immaginazione. Universi senza limiti, ma dal carattere estremamente umano per le tematiche affrontate.

Cinema: specchio o fuga dalla realtà?

È impossibile stilare una classifica d’importanza dei generi cinematografici. Ognuno di essi, infatti, ha pari dignità e fascino, nascendo dallo sforzo creativo di innumerevoli figure che lavorano dietro le quinte con cura minuziosa come registi, sceneggiatori, costumisti, make up artist e tanti altri.

La cosa bella è che questi generi cambiano continuamente adattandosi all’epoca corrente, si mescolano, si contaminano, ma ciascuno ha i suoi punti di forza.

Quanto al pubblico, c’è chi cerca adrenali e chi cerca risate, chi cerca riflessione o solo di staccare la spina dalla quotidianità per due ore. Una cosa è certa: il cinema è versatile, essendo specchio della contemporaneità oppure fuga da una realtà che non piace. Ed è proprio questo il bello: riesce a parlare a tutti, in modi diversi, sempre.

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