Almeno una volta nella vita, camminando per le stradine ed i vicoli delle città o paesini del Sud Italia, ti sarà capitato di imbatterti in uno o più circoli ricreativi.
Queste associazioni, senza scopo di lucro, nascono con l’intento di unire persone che condividono gli stessi interessi ma anche come punto di riferimento per tante persone anziane. Le prime forme di associazioni a scopo ricreativo risalgono alla seconda metà dell’Ottocento, prevalentemente basate sull’assistenza ai lavoratori, ad iniziative della Chiesa o politiche ma anche a movimenti culturali portati avanti dalla borghesia. Nel Sud dell’Italia, però, il modello più diffuso è divenuto quello ricreativo di paese e negli anni ha subito profonde trasformazioni. Infatti, tra gli anni ’50 e ’70, avvenne un grosso aumenti di questi circoli che, per il Sud del paese, considerando la forte assenza di teatri, biblioteche e spazi pubblici, divennero un riferimento per tantissime persone.

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Forcella, Napoli Foto di Gaetano Bastone
Al Sud, il circolo ricreativo è considerato come un “salotto” del paese e, gli anziani soprattuto, vi si riuniscono prevalentemente per giocare a carte, seguire partite di calcio, organizzare tornei sportivi, discutere di politica, festeggiare ricorrenze, organizzare feste patronali e mettere in piedi iniziative di beneficenza. Per il meridione, questo tipo di circoli, ha rappresentato (e rappresenta tutt’ora) un appuntamento fisso con fini ben precisi, per mantenere vive le relazioni sociali, creare un collegamento tra le generazioni ma sopratutto mantere in vita tradizioni, dialetti e tramandare storie di paese.

Forcella, Napoli Foto di Gaetano Bastone
Tra le tipologie più diffuse di circoli ricreativi nel Sud dell’Italia ci sono sicuramente le sale bar, dove poter giocare a carte, biliardo, guardare la televisione ed organizzare eventi sportivi. Anziani della zona si riuniscono sin dal mattino per mettere in atto uno dei fenomeni più diffusi nel Sud, e spesso, considerando anche la storicità di questi luoghi, guardarli dall’esterno con un occhio cinematografico permette di immortarlare delle scene che sono delle vere e proprie copertine. Per esempio, in Campania, regione con la più alta presenza di circoli ricreativi, è possibile trovarne un sacco anche nel centro storico del capoluogo. A Napoli, infatti, soprattutto nella zona di Forcella, ci sono ancora tante associazioni che è possibile incontrare passeggiando tra i vicoli.

Forcella, Napoli Foto di Gaetano Bastone
I circoli ricreativi sono anche considerati come una vera e propria seconda casa, sopratutto per anziani e persone sole che si ritrovano senza una famiglia. Ma l’aspetto più interessante di questi punti di incontro è sicuramente la storia che, dopo 40 o più anni di esistenza, custodiscono. Non è solo un tema di raccolta di fotografie storiche, documenti e cimeli ma è soprattutto il ruolo di custodi della socialità del Mezzogiorno. Infatti, in un’epoca in cui sono i social a fare da padroni, posti come questi aiutano a combattere l’isolamento. Una forte dimostrazione è avvenuta durante il COVID quando, a causa della chiusura forzata, molti anziani si sono ritrovati soli in casa senza poter interagire con nessuno. E mentre nel mondo, la tecnologia fa progressi da gigante ma ci tiene sempre più distanti, questi luoghi sembrano aver fermato il tempo, col fine di preoccuparsi solo ed esclusivamente di preservare il guardarsi negli occhi, il parlare faccia a faccia e l’andare fieri del senso di appartenenza ad un luogo ed una comunità.

Piazza Dante, Napoli Foto di Gaetano Bastone