Per anni Hollywood ha cercato disperatamente una nuova generazione di star capaci di trascinare il pubblico in sala semplicemente con il proprio nome. Un compito che si è rivelato più difficile del previsto, ma non per Glen Powell, la cui ascesa è stata alquanto veloce.
Nel giro di pochi anni, l’attore texano è passato dall’essere un caratterista promettente a una delle figure più richieste del cinema americano. Da Top Gun: Maverick a Anyone But You, fino al trionfo commerciale di Twisters, Powell ha dimostrato una qualità sempre più rara nell’industria contemporanea: il carisma da movie star.
Powell sembra appartenere a una categoria che Hollywood aveva quasi smesso di produrre, ovvero quella del divo capace di funzionare in qualsiasi contesto, indipendentemente dal genere cinematografico.
La domanda che molti si pongono è quindi inevitabile: siamo davanti all’ultimo vero divo di Hollywood?
Da caratterista a protagonista: la lunga strada verso il successo
A differenza di molte celebrità contemporanee, la carriera di Powell non è esplosa improvvisamente.
Per anni l’attore ha costruito il proprio percorso attraverso ruoli secondari, apparizioni televisive e produzioni che gli hanno permesso di affinare progressivamente il proprio stile interpretativo.
Molti spettatori lo ricordano per la sua presenza in Everybody Wants Some!! di Richard Linklater, film che già lasciava intravedere la sua disarmante naturalezza davanti alla macchina da presa.
Il vero punto di svolta arriva però con Top Gun: Maverick.

Glen Powell in Top Gun: Maverick
Pur trovandosi all’interno di un film dominato dall’aura di Tom Cruise, Powell riesce a ritagliarsi uno spazio importante grazie al personaggio di Hangman. Sicuro di sé, ironico e magnetico, il pilota interpretato dall’attore diventa rapidamente uno dei volti più amati della pellicola.
È in quel momento che Hollywood comprende di avere tra le mani qualcosa di speciale e da allora la sua carriera accelera rapidamente.
Con la commedia romantica Anyone But You al fianco di Sydney Sweeney dimostra di poter sostenere il peso di una produzione da protagonista assoluto, mentre Hit Man conferma una versatilità che pochi giovani attori possono vantare.
Infine arriva Twisters, il film che lo consacra definitivamente a star, protagonista riconosciuto del nuovo cinema commerciale americano.
Il carisma della vecchia Hollywood nell’era dei franchise
La caratteristica più interessante di Glen Powell non riguarda tanto la sua filmografia quanto il tipo di presenza che porta sullo schermo.
Guardandolo recitare, è impossibile non pensare a una tradizione hollywoodiana che sembrava ormai perduta.
Powell possiede infatti un carisma molto diverso rispetto a quello delle star nate nell’epoca dei franchise supereroistici. Non punta sull’intensità tormentata né sulla costruzione di un’immagine esclusivamente legata a un personaggio iconico.
Il suo fascino ricorda piuttosto quello dei grandi protagonisti del cinema americano degli anni Ottanta e Novanta.
Da una parte emerge l’innegabile influenza di Tom Cruise, soprattutto nella capacità di comunicare energia, sicurezza e controllo della scena. Dall’altra si percepisce qualcosa del magnetismo rilassato di Matthew McConaughey, altro texano capace di trasformare il proprio charme naturale in un marchio di fabbrica.
La differenza è che Powell sta cercando di costruire questa identità in un periodo storico molto diverso. Oggi Hollywood fatica enormemente a creare nuove star e il pubblico tende ad affezionarsi più ai personaggi che agli attori. Gli interpreti vengono spesso associati a un singolo franchise e incontrano difficoltà nel trasferire il proprio successo ad altri progetti.
Ma Powell rappresenta una rara eccezione dato che la sua popolarità non dipende da una maschera o da un mantello, ma solo dal suo talento.
Può diventare il nuovo volto del blockbuster americano?
La consacrazione definitiva di una star richiede continuità, capacità di reinventarsi e soprattutto la possibilità di attraversare generi diversi senza perdere credibilità.
Da questo punto di vista, Glen Powell sembra possedere tutte le caratteristiche necessarie.
Negli ultimi anni ha dimostrato di poter funzionare nella commedia romantica, nell’action movie, nel thriller e persino in produzioni più autoriali. Una versatilità che ricorda il percorso seguito da molte delle grandi star hollywoodiane del passato.
Inoltre, Powell appare perfettamente consapevole della propria immagine pubblica: sa essere ironico senza risultare distante, affascinante senza apparire artificiale, popolare senza diventare eccessivamente costruito.

Glen Powell
Sono qualità che nell’era dei social media assumono un gran valore.
Mentre molte celebrità sembrano intrappolate in strategie comunicative sempre più elaborate, Powell mantiene un’immagine sorprendentemente accessibile. Questo contribuisce a rafforzare il legame con il pubblico e alimenta la percezione di autenticità che accompagna la sua carriera.
Naturalmente resta da capire se riuscirà a evitare una delle trappole più comuni per le nuove star: la ripetizione.
Hollywood tende spesso a sfruttare una formula vincente fino all’esaurimento. La vera sfida per Powell sarà continuare a sorprendere, scegliendo progetti capaci di ampliare ulteriormente il proprio repertorio.
Glen Powell è il prossimo Tom Cruise?
Powell sta affrontando una bella sfida nel costruire una carriera sorprendentemente versatile in un’industria che spesso fatica a produrre nuove icone.
È ancora presto per sapere se raggiungerà lo status leggendario di figure come Tom Cruise o Matthew McConaughey, ma una cosa appare già evidente: Glen convince il pubblico ad andare al cinema.
E di questi tempi, ti sembra poco?
Da bambina mi chiamavano “la piccola scrivana”, forse perché stavo sempre con carta e penna in mano. Soprannome profetico? Chi sa. Intanto porto in borsa biro e taccuino, non si sa mai.