Il benessere animale non significa soltanto evitare malattie, ferite o sofferenze ma indica una condizione più ampia, che riguarda sia lo stato fisico sia quello mentale dell’animale. Un animale vive in condizioni di benessere quando è sano, correttamente alimentato, protetto dai pericoli e inserito in un ambiente adatto alle esigenze della propria specie.

Per comprendere questo concetto si fa spesso riferimento alle Cinque Libertà:

  1. libertà dalla fame e dalla sete
  2. libertà dal disagio
  3. libertà dal dolore, dalle lesioni e dalle malattie
  4. libertà di esprimere i comportamenti naturali
  5. libertà dalla paura e dallo stress

Questi principi rappresentano una base semplice ma importante per valutare la qualità della vita degli animali.

Garantire il benessere richiede quindi spazi adeguati, acqua e alimenti di buona qualità, condizioni ambientali corrette, prevenzione sanitaria e cure veterinarie tempestive. È altrettanto importante osservare il comportamento degli animali poichè il cambiamenti nell’appetito, isolamento, aggressività, movimenti ripetitivi o paura possono segnalare una situazione di disagio anche quando non sono presenti evidenti sintomi fisici e questo richiede personale preparato, controlli regolari e strutture progettate per ridurre fonti di disagio.

Negli ultimi anni si è affermata una visione ancora più completa perchè non basta eliminare le condizioni negative, ma occorre favorire anche esperienze positive come ad esempio la possibilità di muoversi, esplorare, riposare, interagire con altri animali e manifestare i comportamenti tipici della specie contribuisce a rendere la vita realmente dignitosa.

Anche il diritto riconosce sempre più chiaramente questo principio. L’articolo 13 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea definisce gli animali esseri senzienti e richiede che le loro esigenze siano considerate nelle politiche dell’Unione. In Italia, l’articolo 9 della Costituzione stabilisce che la legge disciplini i modi e le forme di tutela degli animali. La direttiva 98/58/CE, recepita dal decreto legislativo 146/2001, fissa inoltre le misure minime per la loro protezione negli allevamenti.

Il benessere animale richiede competenze diverse e la collaborazione tra più professionisti e quindi accanto al medico veterinario e alle altre figure specializzate come ad esempio il dottore agronomo può contribuire con competenze specifiche nei sistemi zootecnici, nelle produzioni animali, nella consulenza aziendale e nella certificazione della qualità, oltre che nella progettazione delle strutture, nella gestione degli spazi e del microclima, nell’organizzazione dell’allevamento e nella definizione di una corretta alimentazione.

Il benessere animale è dunque una responsabilità concreta, basata su conoscenze scientifiche, attenzione quotidiana e rispetto. Valutarlo significa guardare non soltanto all’ambiente in cui l’animale vive, ma anche alle sue condizioni reali e al suo comportamento. Proteggere gli animali vuol dire riconoscerne i bisogni e assicurare loro una vita sana, sicura e compatibile con la propria natura.

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