Emilia-Romagna prima regione in Italia a bandire gli allevamenti in gabbia

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L’Emilia-Romagna è la prima regione in Italia ad approvare una risoluzione per vietare le gabbie dagli allevamenti: ciò rappresenta un primo passo verso un abbandono del modello degli allevamenti intensivi. I Verdi insieme al Pd con una mozione approvata in sede di Commissione Politiche Economiche del Consiglio Regionale hanno ottenuto l’impegno al superamento graduale di questo sistema per crescere polli, maiali, in particolare i conigli, laddove l’uso della gabbia è previsto nell’87% dei casi. Tali sistemi di allevamenti intensivi compromettono il benessere degli animali e rendono necessario l’uso di antibiotici che noi ritroviamo nella carne che mangiamo. Inoltre gli animali allevati in gabbie sono maggiormente esposti agli attacchi di virus e batteri trasmissibili all’uomo. Il testo della mozione a firma della consigliera verde Silvia Zamboni stabilisce che vi sarà una graduale transizione che porterà a premiare gli allevatori che utilizzeranno metodi di crescita degli animali compatibili col loro benessere. I Verdi ed il Pd hanno preso spunto da un’iniziativa europea dell’ICE “End the cage age” (“Stop all’era della gabbia”), con 1,4 milioni di firme, di cui novantamila raccolte in Italia. La Commissione Europea ha stabilito che parte dei fondi europei per il settore privato possono essere utilizzati per la riconversione degli allevamenti per eliminare le gabbie. A tale iniziativa hanno aderito anche centoquaranta scienziati e multinazionali del settore alimentare come Barilla e Ferrero.

Nella risoluzione si fa presente che la gabbia non è solo un simbolo di un sistema alimentare malato, ma anche il pilastro su cui si fonda un modello di allevamento ormai desueto. Si condanna, inoltre, che oltre trecento milioni di animali negli allevamenti in Europa trascorrono la gran parte della loro vita chiusi in gabbia e ciò causa grosse sofferenze, in quanto gli animali non sono in grado di compiere i loro comportamenti naturali. L’eurodeputata Eleonora Evi, copresidente del gruppo di lavoro del Parlamento Europeo sull’allevamento senza gabbie, ha affermato che la Commissione ha preso coscienza della necessità di migliorare il benessere degli animali nella U.E. e nella strategia “Farm to Fork”(“Dalla terra alla tavola”) ha annunciato una revisione della legislazione sul benessere degli animali. Il divieto dell’uso delle gabbie negli allevamenti di galline ovaiole, scrofe e conigli, comporterebbe un’agricoltura più sostenibile e migliori condizioni di lavoro nelle zone rurali, oltre che benefici ambientali e sociali. La zootecnia nell’Emilia Romagna svolge un ruolo fondamentale nella filiera agro-alimentare, basti pensare al Parmigiano Reggiano, al prosciutto, ai salumi DOP e IGP, per cui migliorare gli standard di benessere animale significa tutelare la qualità di questi prodotti.

Ci si attende, ora, un impegno concreto da parte del Governo italiano attraverso la Conferenza Stato-Regioni, per dare una risposta a tale iniziativa, con l’avvio di un graduale passaggio a modalità di allevamento senza gabbie, garantendo la qualità e la competitività dei prodotti del Made in Italy all’estero


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