“Panopliae. Armi, ingegno e potere a Castel Sant’Angelo”: questo il titolo della mostra  inaugurata lo scorso 20 giugno  e che si potrà visitare fino al 4 ottobre prossimo, relativa alla collezione di armi storiche del museo. Vi si aggiunge inoltre la riapertura delle Sale Farnesiane, che recupera l’atmosfera di un appartamento papale del Cinquecento.

Chi ha lavorato per la mostra Panopliae e sue finalità

Curata da Luca Mercuri, direttore dell’istituto, e da Mario Scalini, studioso di armi antiche, si propone come finalità quella di  mostrare al pubblico un repertorio di armi conservato nei depositi, una vera e propria Armeria già presente nel Castello stesso; le armi sono state studiate, restaurate e restituite al Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo a cui già appartenevano. Il contesto di Castel Sant’Angelo è dunque fondamentale per raccontare la storia di corti e dinastie italiane.

Il revolver di Giuseppe Garibaldi alla mostra Panopliae

Il revolver di Giuseppe Garibaldi alla mostra Panopliae

Le collezioni  e il percorso espositivo della mostra Panopliae

Suddivisa in sei sale, la mostra propone armature del Medioevo, quelle dei grandi committenti del Rinascimento, le insegne caratteristiche delle corti del Seicento, la rivoluzione delle armi da fuoco fino a Garibaldi e all’Unità d’Italia e oltre. Al Novecento appartengono la raccolta di Umberto Zanvettori  del 1927, vari esemplari degli anni Trenta e Quaranta e altri manufatti provenienti da Palazzo Venezia e dal Museo di Capodimonte a Napoli. Si spazia dunque dagli elmi corinzi del VI-V sec.a.C. all’elmo di Roberto Sanseverino, condottiero della Serenissima Repubblica di Venezia caduto nel 1487, dalle armi da fuoco del XVI secolo alle armature dei Farnese e dei Medici, prese in prestito dal Museo del Bargello di Firenze e  dagli Uffizi. C’è anche una sezione dedicata alle armi pontificie e il percorso termina con il revolver donato a Giuseppe Garibaldi nel 1864 dalla scrittrice Giffard Phillipson che ne ammirava la forza e l’audacia.

La riapertura delle Sale Farnesiane nella mostra Panopliae

La riapertura delle Sale Farnesiane completa il percorso espositivo,  permettendo agli ambienti di narrare allo spettatore la storia del passato, arricchendola di riferimenti pittorici e architettonici. I restauri dono stati realizzati da Merj Nesi, Antonio Mignemi, Nicola Salvioli e Mari Yanagashita che hanno recuperato nuclei importanti. Fatte realizzare dal papa Paolo III Farnese, le sale sono state ritinteggiate e allestite nuovamente. Nella Sala Paolina  è stato rievocato l’interno dell’appartamento papale. La Sala di Amore e Psiche – che è sempre stata allestita come camera da letto del papa – è stata trasformata in una camera rinascimentale.

Molti degli arredi e degli oggetti esposti provengono anche dalle donazioni di Mario Menotti che nel 1916 contribuì a creare delle raccolte all’interno del castello. Un’altra occasione, dunque, per visitare Castel Sant’Angelo al fresco nelle giornate calde d’estate!

You May Also Like

Amore e Psiche: un viaggio nell’abbraccio dell’opera di Canova

Amore e Psiche è custodita nel museo più famoso della città di Parigi, quest’opera riscopre l’amore e gli infiniti attimi che fanno grande questo sentimento.

La top ten delle dieci opere d’arte italiane più famose al mondo

Una classifica, tra risate e meraviglia per un ripasso delle dieci opere d’arte che ci hanno reso celebri in tutto il mondo.

Le 5 opere sulla libertà

La libertà è un concetto che ritroviamo spesso espresso nelle opere d’arte, da quelle storiche a quelle più contemporanee. Vediamone alcune.

La persistenza della memoria di Salvador Dalí

Che Salvador Dalì fosse un genio del surrealismo non è un segreto. Ma cos’hanno di particolare i suoi dipinti? Analizziamo La sua persistenza della memoria.