Negli anni ’90 Mtv era una delle emittenti televisive specializzate nella musica più influenti. Il canale è passato alla storia per i suoi programmi iconici, per i video musicali che mandava in rotazione, per gli anime che trasmetteva e anche, o forse soprattutto, per i concerti unplugged degli artisti più in voga dell’epoca. Quali sono i migliori? Continuate a leggere il nostro articolo per scoprirlo!
Nirvana (1993)
Quella dei Nirvana è stata una band memorabile, che ha cambiato la storia della musica investendo gli anni ‘90 con dischi potenti come “Nevermind” e “In utero”. Guidati da Kurt Cobain, un leader magnetico ma pieno di fragilità, mancato a soli 27 anni, il gruppo ha dato voce al disagio giovanile della Generazione X con brani come “Smells Like Teen Spirit” e “Come As You Are”.
Il concerto per gli Mtv unplugged del 16 dicembre 1993 era nato sotto il peggiore degli auspici, perché Kurt Cobain prima della registrazione era nervoso all’idea di cantare in una live acustica e, soprattutto, contrariato per le pressioni della produzione a inserire in scaletta i brani più conosciuti della band. Il risultato, invece, fu uno dei concerti più memorabili e amati di sempre, con Kurt ispirato nell’interpretazione, con una voce tesa ma in cui traspariva ogni sua emozione, e un’atmosfera suggestiva e data dalla presenza di gigli bianchi e candele nere.
La band portò sul palco delle canzoni meno note, ma rapì comunque l’attenzione del pubblico in sala e a casa. “Where Did You Sleep Last Night”, cover di un brano tradizionale folk, da ascoltare e riascoltare, rimane un capolavoro per l’interpretazione sofferta di Kurt; è celebre il momento finale in cui il cantante prende un respiro e spalanca gli occhi, in un’espressione ipnotica in cui alcuni hanno letto una premonizione del destino tragico che lo aspettava.
Eric Clapton (1992)
Pochi artisti raccolgono un plauso unanime di pubblico e critica come Eric Clapton, che si è esibito negli Mtv unplugged nel 1992. Il cantante e musicista ha vinto finora 18 Grammy Awards e venduto oltre 280 milioni di dischi. Soprannominato “slowhand”, è noto per la sua grande abilità alla chitarra e per aver riportato in auge il blues americano.
Il suo concerto unplugged, realizzato con grande raffinatezza e ricercatezza di suono, è uno dei migliori di sempre. Per gustarvi l’atmosfera della serata non potete perdervi l’ascolto di alcuni dei suoi brani di maggior successo: “Layla” e la commovente “Tears in Heaven”, composta in memoria del figlio Conor, morto in circostanze tragiche a soli quattro anni.
Pearl Jam (1992)
I Pearl Jam, capitanati dal carismatico Eddie Vedder, sono stati negli anni ’90 dei pilastri del genere grunge insieme ai Nirvana. E, sempre come i Nirvana, hanno suonato per gli Mtv unplugged dando vita a una serata magica, indelebile nella mente degli spettatori per l’interpretazione ipnotica e totalmente libera di Eddie, che con la sua voce graffiante e appassionata ha saltato ogni filtro e ha instaurato un legame intimo e struggente con il pubblico.

Fonte foto: wikipedia.org
I capolavori proposti dal gruppo in quella sera indimenticabile sono davvero molti, ma secondo noi di Hermes Magazine dovete assolutamente ascoltare “Jeremy” e “Black”, pietre miliari di questa band storica.
Alice in Chains (1996)
Forse un po’ a sorpresa, i concerti più famosi della storia di Mtv unplugged sono stati quelli proposti da esponenti della musica grunge, fatta di canzoni intense ed emozionanti. Non a caso, infatti, oltre ai concerti dei Nirvana e dei Pearl Jam è rimasto negli annali, come uno dei live più profondi e sentiti di sempre, anche quello degli Alice in chains.
All’epoca il gruppo non suonava dal vivo da più di due anni a causa dei gravi problemi di dipendenza del cantante, Layne Staley. L’esibizione si colorò di commozione per questo ritorno importante, ed entrò nel cuore di tutti gli spettatori per l’aspetto fragile del cantante, che si presentò sul palco con degli occhiali scuri, ma cantò i brani in scaletta, soprattutto “Nutshell” e “Down in a Hole” con un’intensità straordinaria. Purtroppo, la parabola di Layne Staley si concluse nel 2002, quando il cantante morì per un’overdose.
Neil Young (1993)
Staccare la spina agli strumenti consente di spogliare le musica delle sonorità eccessive e donare a un concerto un’atmosfera intima e raccolta. Così è stato per i gruppi grunge che si sono esibiti negli Mtv unplugged, e così è accaduto nello splendido concerto live di Neil Young, popolare interprete folk-rock, iniziato con il cantante da solo sul palco con la sua chitarra.
Il concerto poteva diventare un disastro, dopo un primo tentativo di registrazione in cui Neil Young, insoddisfatto per l’andamento della serata, si alzò e se ne andò piantando a metà l’esibizione. Ci riprovò due mesi dopo a Los Angeles, cambiando la scaletta del concerto, scegliendo brani più di nicchia e regalando agli spettatori alcune chicche come “Like a Hurricane” suonata con l’organo a pompa; il risultato fu un successo clamoroso.

Appassionata di lettura fin da bambina, amo scrivere storie che mi fanno sognare, soprattutto di genere fantasy, fantascienza e romance.
Sulla rivista Il lettore di fantasia ho pubblicato il racconto di fantascienza “Il pianeta della memoria”, con la casa editrice Delos Digital il racconto lungo di genere chick lit “Fil Rouge”, con la casa editrice Wizards & Blakholes i racconti lunghi “L’orologio della verità”, “Alizée” e “Il drago d’acciaio”, e con Nativi Digitali Edizioni il romanzo “Fernweh”, di genere fantascientifico.
Il mio ultimo romanzo pubblicato è “Il Pugnale dei Poeti”, un high fantasy uscito con la casa editrice Lumien, mentre sulla piattaforma Wattpad è disponibile il mio romanzo “Il ragazzo con l’aura d’argento”, un urban fantasy.