Nei ricordi più vivi dell’infanzia, prima ancora di poter quantificare il tempo o misurare lo spazio, ci sono le case. Sono loro a custodire l’eco dei nostri primi anni, impresse nella memoria con la precisione dei dettagli: i muri, una scritta tracciata di nascosto dietro una porta, il pavimento freddo o appiccicoso, la cucina dal verde arcaico, un tavolo smussato o il bicchiere rigato. È da questa dimensione intima e profonda che prende vita Catalogo bambino delle case, un albo illustrato edito da Caissa Italia e firmato da Daniela Greco, che esplora il modo in cui i più piccoli vivono, avvertono e abitano lo spazio domestico.

La trama
Il libro si configura come un vero e proprio catalogo di case inaspettate, tutte rigorosamente osservate attraverso l’irriverente e poetico occhio dei bambini. Tra le pagine sfilano la nostra casa di tutti i giorni, le abitazioni degli amici piene di giochi, le case delle vacanze, quelle dei nonni… In questo viaggio giocoso e surreale, le architetture si deformano, si animano e si riempiono di elementi stravaganti come scivoli che portano direttamente in giardino, piante, caramelle e piste per trenini. Il percorso narrativo guida progressivamente il lettore verso la scoperta della ‘casa bambina’, uno spazio in continua evoluzione che cresce e si trasforma insieme a chi la abita, ricordandoci che i bambini stessi, con la loro energia e il loro baccano creativo, sono un cantiere sempre aperto.

Dettagli tecnici e illustrazioni
Catalogo bambino delle case di Daniela Greco è un albo illustrato pubblicato da Caissa Italia nel 2026. Il volume si presenta in un formato cartonato di 19 x 27 cm, composto da 24 pagine illustrate a colori, ed è consigliato per una fascia di lettura a partire dai 4 anni (4+). Il prezzo di copertina è di 17,50 euro.
Dal punto di vista tecnico e visivo, le illustrazioni giocano un ruolo fondamentale: realizzate con pastelli a olio morbidi, caratterizzate da un tratto volutamente infantile, le immagini di Daniela Greco attraversano gli spazi con uno sguardo proveniente dall’infanzia.
I luoghi dell’infanzia abitano dentro di noi
Spesso tendiamo a considerare i bambini come spettatori passivi del mondo che li circonda, limitandoci a pensare che subiscano passivamente gli ambienti scelti e progettati dagli adulti. In realtà, l’infanzia smentisce totalmente questa etichetta: i bambini non sono semplici spettatori, ma attori straordinariamente attivi. La loro percezione sensoriale è amplificata in ogni sfumatura: i profumi, i sapori, gli odori, i colori e le sensazioni tattili — come il freddo di un pavimento o il calore di una stanza — vengono vissuti con un’intensità che da adulti spesso dimentichiamo. Se è vero che la casa in cui abitano non è mai una loro scelta anagrafica o economica, è altrettanto vero che essi la abitano con una forza creatrice unica. Sono abilissimi a trasformare la realtà domestica costruendo fortini segreti, eleggendo un angolo della stanza a proprio paradiso privato, o popolando la notte di suggestioni: una tenda da cui fanno capolino le streghe, un divano che diventa un rifugio impenetrabile in cui nascondersi, o un letto immenso in cui cercare riparo tra mamma e papà. Questo albo ci restituisce esattamente questa verità, ricordandoci che la casa non è soltanto un contenitore di mattoni e metri quadri, ma il teatro vivente delle emozioni, dei sogni e della crescita.

Giornalista, lettrice professionista, editor. Ho incanalato la mia passione per la scrittura a scuola e da allora non mi sono più fermata. Ho studiato Scrittura e Giornalismo culturale e, periodicamente, partecipo a corsi di tecnica narrativa per tenermi aggiornata.
Abito in Calabria e la posizione invidiabile di Ardore, il mio paese, mi fa iniziare la giornata con l’ottimismo di chi si ritrova la salsedine tra i capelli tutto l’anno.