Infanzia e poesia nutrono la ricerca di vita di Antonio Vanni, comportamentista e scrittore attento al “filo, spesso invisibile agli occhi”, degli aquiloni.
I mattoni conservano la memoria di luoghi e persone: in dialogo aperto con lo spazio e il tempo, racchiudono il senso umano e poetico del costruire e ricordare.
Le nuvole, poetiche nella loro stratificazione di forme, ci invitano alla lettura del cielo, mantenendo vivi nel nostro quotidiano lo stupore e il mistero.