Lo scrittore siciliano si aggiudica il prestigioso “Premio Fondazione Megamark – Incontri di Dialoghi con il romanzo “Armadio di Famiglia” edito da Minimum Fax. L’iniziativa promossa dall’associazione Megamark, azienda leader nella distribuzione organizzata nel Sud Italia, arriva all’undicesima edizione in grande spolvero con una cerimonia di proclamazione svoltasi l’11 settembre nella sede di Trani del Gruppo e della Fondazione Megamark, durante l’evento inaugurale della XXV edizione de “I Dialoghi di Trani”.
La vittoria di Gianni Denaro è stata proclamata da una giuria popolare, “La Corte dei Lettori”, composta da ben quaranta lettori provenienti da diverse regioni italiane e da cinque gruppi di lettura che hanno coinvolto oltre ottanta persone tra attenti lettori esperti e amanti della narrativa.
Al vincitore un premio di 5.000 euro messo a disposizione proprio dalla fondazione Megamark, mentre ai restanti finalisti – Acqua sporca’ (Einaudi) di Nadeesha Uyangoda (vincitrice del Premio Campiello Opera Prima 2026 e già segnalata nella dozzina del Premio Strega 2026); ‘Adriatica’ (Gramma Feltrinelli) di Massimo Gezzi; ‘Calùra’ (Rubbettino) di Saverio Gangemi e ‘Il prodigio’ (Mondadori) di Fabrizio Sinisi – è andato un premio simbolico di 2.000 euro.
Un ulteriore premio di 1.000 euro è andato a Anna Schirru per il suo ‘Una brutta voglia’ (Wudz) ricevendo una menzione speciale dalla giuria degli esperti.
La vittoria di Gianni Denaro è stata cosi motivata dagli esperti:
Per la sapiente costruzione di un romanzo familiare che, anche grazie alle fotografie che lo attraversano, affida ai vestiti accumulati negli anni il compito di archivio sentimentale, facendo riaffiorare affetti, crepe e memoria senza mai cedere alla retorica.
Armadio di famiglia, la sinossi del vincitore del Premio Megamark 2026
È il 22 dicembre 2020, quando Santa ha un attacco di «pazzia» e tenta di liberarsi di tutti i vestiti che trova dentro all’armadio. Quei capi le fanno troppo male. La famiglia assiste sgomenta alla scena, ma il più sconvolto è Gianni, il figlio maggiore: non può accettare che quei vestiti vadano buttati. Gianni li porta con sé a Roma, per trovargli una nuova collocazione, un nuovo senso. Fin da bambino Gianni ha osservato le vicende della sua famiglia intrecciarsi e poi sfilacciarsi come la trama e l’ordito di un tessuto inquieto.
Ora, smistando e impacchettando la montagna di pezze, prova a decifrarle come si fa con i ricordi, con le emozioni. Attraverso gli abiti ricostruisce la storia di una famiglia che ha superato drammi e burrasche ma ha anche saputo risollevarsi.
Frugando tra passato e presente, cercherà di spiegarsi l’ossessione dei genitori per i vestiti – e capirà che non sono altro che un modo per comunicare, per fare a meno di quelle parole che non riescono a uscire. Ma il carico della memoria familiare si fa sempre più pesante, tanto da fargli perdere l’equilibrio: anche Gianni verrà travolto dal peso dell’armadio di famiglia e sfiorato dall’ombra della pazzia.