Quando Maysoon Majidi viene arrestata, subito è rassicurata dalle persone intorno a sé: «Non ti preoccupare, c’è stato un errore, domani tornerai in libertà.»
Maysoon è fiduciosa, ma il giorno dopo non avviene ciò che le è stato promesso. E nemmeno quello seguente.
Domani, domani, domani… ma domani non arriva mai.
Inizia così una vicenda paradossale che la costringe a confrontarsi con un calvario giudiziario infinito per dimostrare la propria innocenza.
Durante un viaggio in auto che si intreccia con un percorso a ritroso nel tempo, è la protagonista stessa a raccontarci la sua storia. Questo doppio viaggio viene rappresentato da Vincenzo Caricari e Barbara Di Fabio nel documentario Domani – Il viaggio di Maysoon Majidi.

Chi è Maysoon Majidi
Maysoon Majidi è una regista, attrice e attivista curdo-iraniana che si batte per i diritti umani dei rifugiati e delle donne in Iran e nei Paesi vicini. Per sfuggire alla repressione, Majidi è stata costretta a fuggire dal suo paese natale. Nelle 2023 è approdata sulle coste calabresi, a Crotone, grazie a un’imbarcazione di fortuna condivisa con altri migranti. Al suo arrivo è stata arrestata e accusata di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, sulla base di dichiarazioni di alcuni compagni di viaggio che l’avrebbero indicata come aiutante del capitano. Ha trascorso dieci mesi in carcere a Castrovillari, in provincia di Cosenza. Durante la detenzione Maysoon ha perso ben 17 kg. È stata finalmente scarcerata nell’ottobre del 2024. In seguito, è stata assolta dalle accuse in primo grado, ma la Procura della Repubblica di Crotone ha proposto appello avverso la sentenza di assoluzione. Oggi vive come rifugiata politica in Olanda e scrive per Il Manifesto.
Domani – Il viaggio di Maysoon Majidi nel dettaglio
La vicenda raccontata in Domani – Il viaggio di Maysoon Majidi ruota attorno alla sua storia personale e giudiziaria. Il documentario segue Majidi prima della sentenza, concentrandosi sul periodo dell’attesa: un tempo sospeso fatto di interrogatori, udienze, isolamento e paura, ma anche di resistenza personale. Il film non ricostruisce solo i fatti giudiziari, ma mostra l’impatto umano dell’accusa: la perdita della libertà, l’esposizione mediatica e il peso di essere ridotta a un ruolo pubblico che cancella la complessità della sua storia. La maggior parte delle riprese ci mostra Maysoon in auto, mentre viene guidata attraverso la SS 106 Jonica. Sullo sfondo scorrono i paesaggi calabresi, nell’eterno contrasto tra la bellezza della natura e gli scempi urbanistici dell’uomo. La protagonista accenna anche alle vicende che hanno costretto le altre detenute in carcere e ciò la porta a interrogarsi sulla condizione femminile e su quanto il patriarcato ne sia responsabile.
Si tratta di un lungometraggio autoprodotto. La regia e la sceneggiatura sono di Vincenzo Caricari e Barbara Di Fabio; la fotografia è firmata da Emiliano Barbucci, il montaggio da Martino Scordenne, le musiche originali da Francesco Loccisano, con Simone Casile responsabile del suono.
Il documentario ha una durata di circa 70 minuti e adotta uno stile narrativo prevalentemente osservazionale. La regia rinuncia alla voce fuori campo per lasciare spazio alle immagini, ai silenzi e alle parole della protagonista, costruendo un racconto che si sviluppa nel presente dell’attesa. Lo spettatore è, infatti, costretto ad attendere insieme a Majidi, in un tempo sospeso in cui l’incertezza domina ogni gesto e ogni pensiero.
Dal punto di vista tecnico, il film utilizza una fotografia essenziale e naturale, coerente con la volontà di restituire un senso di realtà non filtrata. Il montaggio alterna momenti di intimità a sequenze più apertamente legate al contesto politico e mediatico, facendo emergere il contrasto tra la complessità della persona e la semplificazione operata dal discorso pubblico.
Non un semplice lungometraggio, ma un documentario militante
I registi Vincenzo Caricari e Barbara Di Fabio hanno concepito Domani – Il viaggio di Maysoon Majidi non come un semplice reportage biografico ma come un lavoro di impegno civile con una forte valenza politica e sociale. Lo stesso Caricari lo ha definito un documentario dichiaratamente militante, che intende essere strumento per dare voce a chi subisce ingiustamente la privazione della propria libertà. Il progetto è frutto di un legame personale e umano con Majidi: i registi hanno deciso di trascorrere del tempo con lei per entrare in sintonia e comprendere a pieno i suoi sentimenti. Si tratta di un punto di vista soggettivo e intimo, in cui la macchina da presa non viene mai percepita come invadente e lo spettatore ha la possibilità di focalizzarsi sulla sua testimonianza diretta.
L’opera, infine, ci costringe a domandarci quali siano le condizioni delle vittime dell’immigrazione forzata e quanto pesi su di loro la continua narrazione che dipinge chi è costretto a fuggire come colpevole. Narrazione a cui spesso i media contribuiscono, costruendo o semplificando le vicende per renderle fruibili ad un ampio pubblico.
L’impatto mediatico
Il caso ha assunto rapidamente una forte rilevanza mediatica. I principali quotidiani nazionali hanno dato spazio alla vicenda e hanno raccontato il caso evidenziandone le criticità giuridiche e il rischio di criminalizzazione dei migranti, ospitando interventi di giuristi, intellettuali e associazioni per i diritti umani. La vicenda ha trovato grande eco anche in televisione. Un ruolo decisivo lo hanno avuto i social network, dove la storia è diventata virale.
Le polemiche al Decreto Cutro
Domani – Il viaggio di Maysoon Majidi non si limita a documentare un processo, ma interroga il sistema che lo rende possibile. In seguito alla vicenda si è a lungo discusso del Decreto Cutro. Le polemiche sono state numerose e intense, perché la legge ha suscitato forti critiche da parte di ONG, giuristi, associazioni per i diritti umani e parte dell’opinione pubblica. Il decreto ha inasprito le pene per il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: il rischio è di criminalizzare chi salva vite nel Mediterraneo, compresi i semplici cittadini che prestano aiuto.
Dove vedere Domani – Il viaggio di Maysoon Majidi
Dopo il debutto alla 66° edizione del Festival dei Popoli, nella sezione Habitat, “Domani. Il viaggio di Maysoon Majidi” (Streets film, Italia, 67 min, 2025), è stato proiettato venerdì 5 dicembre nell’ambito del Rome International Documentary Festival. È prevista la distribuzione nei cinema a marzo 2026.
Giornalista, lettrice professionista, editor. Ho incanalato la mia passione per la scrittura a scuola e da allora non mi sono più fermata. Ho studiato Scrittura e Giornalismo culturale e, periodicamente, partecipo a corsi di tecnica narrativa per tenermi aggiornata.
Abito in Calabria e la posizione invidiabile di Ardore, il mio paese, mi fa iniziare la giornata con l’ottimismo di chi si ritrova la salsedine tra i capelli tutto l’anno.