Il silenzio dentro – Quando raccontare diventa un atto di giustizia, Swanbook Edizioni, è il libro inchiesta di cui avevamo bisogno, un vero e proprio viaggio all’interno e intorno alle carceri italiane per raccontare, con sguardo costruttivo, le molteplici realtà che vivono dietro e oltre le sbarre.

Che valore ha la libertà?
Francesca Ghezzani, nota giornalista e conduttrice televisiva e radiofonica, parte da un interrogativo, “Che valore ha la libertà?”, e lascia che sia proprio questo a condurla durante il suo percorso alla ricerca della verità.
“Non fatemi vedere i vostri palazzi ma le vostre carceri, poiché è da esse che si misura il grado di civiltà di una Nazione”, affermava il padre dell’Illuminismo Voltaire secoli fa. Tuttavia ancora oggi è doveroso mantenere alta l’attenzione sulle condizioni delle carceri, che in alcuni casi rappresentano esempi virtuosi, ma più frequentemente affrontano gravi criticità: carenza di personale, sovraffollamento, suicidi tra i detenuti e persino tra gli agenti della Polizia Penitenziaria. Il 2024, in particolare, ha segnato tristi primati che non possono essere ignorati.
Di cosa si tratta
Il libro raccoglie testimonianze, analisi e interviste a detenuti, ex carcerati reintegrati nella società, criminologi, psichiatri forensi, giornalisti, comunicatori. A questi contributi si affiancano approfondimenti su temi come la finanza e l’imprenditoria sociale, l’economia carceraria e circolare, l’upcycling e il complesso rapporto tra giustizia penale e intelligenza artificiale.
La situazione delle carceri italiane
In Italia la situazione delle carceri è molto critica: attualmente il tasso medio di sovraffollamento è vicino al 130‑133%. Ciò ha conseguenze serie sulle condizioni di vita dei detenuti e viene meno il principio di rieducazione. Le persone che scontano la pena carceraria vivono disagi estremi e questo viene percepito come “la giusta punizione”. Le celle non permettono il minimo spazio vitale: in alcuni casi, le persone hanno meno di 3 metri quadrati a disposizione. Anche le condizioni igienico‑sanitarie risultano inadeguate. Tutto ciò si traduce in rischi maggiori per la salute mentale e fisica dei detenuti, con un numero crescente di casi di suicidio dietro le sbarre o di reiterazione della pena. Come è possibile compiere un percorso di rieducazione in queste condizioni?
Le testimonianze
Tra le voci raccolte quelle di Alessio Scandurra (Coordinatore dell’Osservatorio di Antigone sulle carceri), Monica Bizaj (Presidente di Sbarre di Zucchero APS), Enrico Sbriglia (Penitenziarista – Former dirigente generale dell’Amministrazione Penitenziaria Italiana), Claudio Bottan e Mirko Federico (Attivisti), Candida Livatino (Perito grafologo), Carmela Pace (Presidente UNICEF Italia), Don Luigi Ciotti, Pino Cantatore, Kento, Valeria Corciolani insieme a numerosi operatori che ogni giorno lavorano per un sistema penitenziario che metta in pratica quanto previsto dall’Art. 27 della Costituzione.
Francesca Ghezzani, una voce al servizio della collettività
Ma Ghezzani, alla fine del suo viaggio, ha trovato le risposte ai suoi interrogativi?
Sì, lo ha fatto e anche noi troveremo durante la lettura molti chiarimenti su questi argomenti. Ma in noi sorgeranno altri interrogativi, così come è successo anche a lei.
“L’idea di questo libro è nata tempo fa, ma ha trovato piena conferma dopo la mia visita, nel 2023, a una Casa di Reclusione nelle vesti di giornalista.
Da allora mi sono chiesta, senza cedere alla retorica del buonismo e consapevole che non tutti sono pronti o disposti a cambiare, cosa serva davvero perché la giustizia compia il suo percorso e chi ha commesso un reato, ma desidera ricominciare, possa contare su un reale reinserimento che lo tenga lontano dalla recidiva.
Come fare in modo che la libertà ritrovata non faccia più paura della prigione stessa? E che la detenzione, se vissuta come un autentico processo di rieducazione, diventi un investimento per chi la attraversa e una garanzia per l’intera società e la sua sicurezza?”.
“Quello che possiamo affermare con assoluta certezza è che questo libro dai contenuti spesso sorprendenti e, se vogliamo inquietanti per gli argomenti che tratta, si può leggere come se fosse un grande romanzo che induce alla riflessione il lettore – ha commentato l’editore Aurelio Armio. Del resto non potevamo aspettarci nulla di diverso da una grande giornalista come Francesca Ghezzani che da oltre un ventennio è autrice e conduttrice di programmi di informazione che affrontano temi sociali a 360°”.
Con la prefazione di Assunta Corbo, giornalista, autrice e presidente Constructive Network che lo ha definito “un libro necessario per il momento storico che stiamo vivendo e anche per il nutrimento delle coscienze di ognuno di noi” e la postfazione curata dal critico letterario Claudio Ardigò da anni attivo nel volontariato in carcere che ha trovato nell’opera “il racconto di chi si è messo in gioco, di chi si è confidato, di chi si è perso, di chi si è tolto una maschera”, “Il silenzio dentro” è un manifesto di giornalismo costruttivo, dove la narrazione diventa strumento di consapevolezza e cambiamento: un invito ad ascoltare, comprendere e agire, perché raccontare può essere il primo passo verso la giustizia.
Il silenzio dentro – Quando raccontare diventa un atto di giustizia conta 286 pagine ed è disponibile al prezzo di 16 euro in tutte le librerie e gli store online.
Chi è Francesca Ghezzani?

Giornalista, autrice e conduttrice televisiva, si laurea in Scienze Linguistiche e Tecniche dell’Informazione e della Comunicazione e frequenta poi un corso di Specializzazione in Tecniche di Produzione nell’Audiovisivo e nel Multimediale. Alla ultraventennale professione nel giornalismo televisivo affianca collaborazioni radiofoniche e con testate nazionali. Parallelamente, ha collaborato con istituti in qualità di docente di comunicazione ed eventi ed è annoverata tra i contributors di diverse pubblicazioni editoriali dedicate al giornalismo e al sociale.
Nel dicembre 2022 all’8^ edizione della kermesse “Storie di Donne. Premio Eccellenze in Rosa” si aggiudica il premio per la Categoria Donna & Informazione TV. Nel maggio 2024 riceve il Premio “Donna Territorio e Cultura 2024” per la sezione Giornalismo d’Approfondimento all’interno del premio artistico e letterario ideato e promosso dall’Associazione Culturale Swanbook. Ad aprile 2025 riceve il “Premio Eccellenza alla Carriera” per volere della Giuria del Premio Letterario Internazionale Omaggio a Pasolini e a maggio dello stesso anno viene premiata a Minori con il riconoscimento “MarediCosta comunicazione”.
È tra i soci fondatori dell’Associazione “Constructive Network -APS”.
Giornalista, lettrice professionista, editor. Ho incanalato la mia passione per la scrittura a scuola e da allora non mi sono più fermata. Ho studiato Scrittura e Giornalismo culturale e, periodicamente, partecipo a corsi di tecnica narrativa per tenermi aggiornata.
Abito in Calabria e la posizione invidiabile di Ardore, il mio paese, mi fa iniziare la giornata con l’ottimismo di chi si ritrova la salsedine tra i capelli tutto l’anno.