È in corso, sino all’11 gennaio 2026, presso le sale del Palazzo Reale di Milano, la prima grande retrospettiva in Italia di Leonora Carrington (1917-2011), un’artista poliedrica e visionaria che si inscrive a pieno titolo nel panorama delle avanguardie della metà del novecento e in particolare all’interno del movimento Surrealista.
L’artista
È stato l’incontro con Max Ernst (1891-1976), uno degli esponenti di spicco del pensiero surrealista, a liberare la creatività della giovane, ribelle artista inglese già votata all’arte e alla letteratura. Tra i due nascerà un grande amore, tale da suscitare in Leonora una crisi profonda quando il pittore tedesco verrà imprigionato in un campo di internamento nel 1939. La fragilità della donna la porterà ad essere internata per un breve periodo in un manicomio spagnolo dal quale uscirà per intercessione della famiglia. New York prima e il Messico dopo, saranno le tappe successive con il marito Renato Leduc che incontrerà a Lisbona, pur continuando a frequentare Max Ernst. A New York pubblica i suoi racconti nelle riviste surrealiste “Viev” e “VVV” e ha occasione di esporre suoi lavori pittorici in alcuni musei cittadini.

Ma è in Messico che la sua vena artistica trova il culmine del suo estro fantasioso e fuori dagli schemi, sperimentando nuove tecniche e vivendo un nuovo amore con il fotografo ungherese Emerico Imri Weisz (1911-2007). Testi teatrali e romanzi insieme a dipinti e murales che sviscerano tematiche autobiografiche o della tradizione locale (celebre il murales del 1963 dal titolo Il magico mondo dei Maya), ma anche soggetti legati all’emancipazione femminile, sempre con colori vivaci e impaginazioni fantasiose che la porteranno alla fama internazionale e al riconoscimento (Salvator Dalì [1904-1089] la definirà come “la più importante artista surrealista donna”).
La mostra
La mostra è promossa dal Comune di Milano-Cultura, prodotta da Palazzo Reale, MondoMostre, Civita Mostre e Musei ed Electa, e realizzata grazie al Gruppo Unipol e a Pirola Pennuto Zei & Associati,. L’iniziativa rientra nel programma dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026.
Il percorso espositivo integra la produzione pittorica immaginifica e poetica dell’artista con scritti, documenti, materiali d’archivio e fotografie che aprono un quadro a tutto tondo sulla personalità complessa e profonda di questa donna sensibile e all’avanguardia.

Dopo aver seguito studi artistici si interessa appassionatamente ad approfondire i meccanismi e l’evolversi della storia dell’arte contemporanea.
Proprio in qualità di critico d’arte e corrispondente, negli anni ’80 e ’90, ha firmato saggi e recensioni per alcuni dei maggiori periodici del settore, tra i quali: Terzoocchio delle edizioni Bora di Bologna, Flash Art di Milano Julier di Trieste ed il genovese ExArte .
Inoltre affiancherà attivamente come consulente la famosa galleria d’Arte avanguardistica Fluxia durante tutto il periodo della sua esistenza.
Ha partecipato all’organizzazione di numerosi eventi, tra i quali l’anniversario del centenario dell’Istituto d’Arte di Chiavari e la commemorazione del trentennale della morte del poeta Camillo Sbarbaro a S. Margherita L.
Nel 2010 pubblica il suo primo romanzo: “La strana faccenda di via Beatrice D’Este”, un giallo fantasioso e “intimista”.
Nel 2018 pubblica il fantasy storico “Tiwanaku La Leggenda” ispirato alla storia ed alle leggende delle Ande pre-incaiche.
Attualmente collabora con alcuni blog e riviste on-line come “Chili di libri, “Accademia della scrittura”,
“Emozioni imperfette”, “L’artefatto”,” Read il magazine” e “Hermes Magazine” occupandosi ancora di critica d’arte e di recensioni letterarie.