Sotto le volte eleganti della Galleria Principe di Napoli, nel cuore pulsante della città, Scottojonno rinnova la sua promessa di essere molto più di un semplice locale. Il celebre caffè letterario ha inaugurato “Storie da Bere: tra Arte, Miti e Sapori napoletani”, un format inedito che intreccia cultura, gastronomia e mixology in un’unica esperienza sensoriale.
L’iniziativa nasce da un’idea di Luca Iannuzzi, imprenditore e anima del progetto, che ha trasformato l’ex sede della tesoreria in un raffinato salotto culturale dove l’identità partenopea si esprime in ogni dettaglio. Aperto nel 2023, Scottojonno è già diventato uno degli indirizzi più amati della città, tanto da essere considerato tra i caffè letterari più belli d’Italia.
Il nuovo menu e la drink list si inseriscono in questo percorso di riscoperta e innovazione: ogni proposta racconta un frammento di Napoli, evocando leggende, luoghi e personaggi che hanno plasmato l’immaginario cittadino. Un equilibrio tra tradizione e creatività che guida anche la rassegna “Storie da Bere”, pensata come un racconto a puntate in cui gastronomia e narrazione si fondono.
Dopo il debutto dedicato alle “Storie nascoste della Galleria”, la rassegna proseguirà il 27 novembre con un nuovo appuntamento: “Le leggende nere di Napoli”, un viaggio tra i misteri e i fantasmi della città, accompagnato da una selezione di piatti e cocktail ideati per l’occasione. Ogni evento offrirà al pubblico un’esperienza immersiva grazie a interventi di esperti, performance artistiche e una curata proposta enogastronomica.
Con questa nuova stagione, Scottojonno conferma la propria vocazione a essere un punto d’incontro tra arte, cultura e convivialità, un luogo dove ogni sapore diventa narrazione e ogni drink si fa racconto. Un modo diverso di vivere Napoli — contemporaneo, colto e profondamente autentico — nel segno della sua inesauribile capacità di trasformare la storia in emozione.
Il Menù
Nel nuovo menù, curato dallo chef Marco Ambrosino, ogni piatto racconta la città partenopea, tra segreti nascosti e tradizioni culinarie.
- I varchi infuocati (il pane tostato): fette di pane tostato che diventano portali mistici per un’esperienza di gusto intensa. Tra questi, spiccano ‘O Giardino d’e Vergini (con salsa romesco, peschiole e salsa al basilico, che evoca i giardini segreti del Rione Sanità), Il Sorriso della Bella ‘Mbriana (con acciughe, mascarpone, limone e pepe, ispirato alla fata del focolare che protegge la casa e porta fortuna) e Il Sospiro di Maria Longa (sarde affumicate, cipolla infornata e arancia, in ricordo di una figura leggendaria di Forcella legata al quartiere di Forcella).
- I sentieri nascosti (i pani farciti): panini robusti e ricchi, veri e propri scrigni di sapori che vibrano sotto i sampietrini e nelle leggende sussurrate. Tra le proposte: Il viaggio del Masaniello (con pastrami, cetriolo e cavolo cappuccio, che simboleggia la forza rivoluzionaria del popolo), O’ cuore ‘e Pulcinella (pane cafone con caprino, composta di fichi e prosciutto crudo, che celebra l’iconica maschera napoletana dal cuore grande e dalle mille sfaccettature) e La scia di Caracciolo (pan brioche con uova, pepe, cipollotto e salsa al lime, omaggio all’ammiraglio Francesco Caracciolo e al suo legame indissolubile con il mare di Napoli).
- Le storie svelate (i piatti): pietanze che sono veri e propri racconti, ispirati a figure leggendarie e luoghi enigmatici che hanno marchiato la città eterna. Da L’Oracolo di Sibilla (humus di ceci, verdure cotte e crude, dressing al miso e sambuco, ispirato alle profezie di Cuma e alla saggezza millenaria della Campania), a Il bacio della Janara (fresella con pomodoro alla brace, feta, cipolla rossa e aneto, che evoca le streghe benevole del folklore campano e il loro tocco misterioso). Si prosegue con Il velo del Cristo (carpaccio di tonno affumicato, finocchio, arance e salsa allo zafferano, in omaggio al celebre capolavoro scultoreo custodito nella Cappella Sansevero) e Lo scrigno del Tasso (insalata di gamberi, radicchio, noci, olive, salsa cocktail e chimichurri, che ricorda il poeta Torquato Tasso e il suo mondo di segreti e passioni). Infine, Il sigillo di San Lorenzo (carne salada, senape, capperi e salsa alla nocciola, in riferimento alla basilica omonima e ai suoi misteri archeologici) e Il morso del Cardinale (roast beef, indivia, pane tostato, salsa caesar e parmigiano, che evoca l’opulenza e gli intrighi delle corti napoletane).
La drink list
Anche la drink list, ideata da Mirko Lamagna, si rifà alla cultura e alle leggende napoletane. I cocktail sono veri e propri incantesimi che rapiscono i sensi. Tra le proposte più evocative c’è Il canto della Janara, con Whisky, Sherry, Noce, Pera. Un drink avvolgente e oscuro, come un sortilegio benevolo sussurrato tra i vicoli del Sannio. La maschera di Colapesce con Tequila, Mezcal, Mango e pasta di Nocciola. Il mango, ingrediente chiave, è il frutto inatteso che unisce due mondi, richiamando la leggenda dell’uomo-pesce che emerge dagli abissi per sostenere la città. L’eco delle anime pezzentelle con Rum, Olio di Sakè e ananas è un cocktail etereo e profondo, come un respiro che aleggia nel Cimitero delle Fontanelle. Il Sakè, ingrediente chiave, rappresenta il viaggio ultraterreno, un abbraccio ultraterreno tra il rum dei Caraibi e il sakè del Giappone.
Tra luci soffuse, bicchieri che tintinnano e storie che prendono vita, Scottojonno si conferma ancora una volta, non solo come uno dei luoghi più suggestivi della città, ma come un vero e proprio custode della memoria napoletana, capace di trasformare ogni serata in un viaggio dentro l’anima di Napoli.

Amante della scrittura e del cibo. Scrivo da quando ho memoria, mangio più o meno da sempre. Giornalista Pubblicista dal 2017, con la nascita di Hermes Magazine ho realizzato un mio piccolo, grande sogno. Oggi, oltre a dedicarmi a ciò che amo, lavoro in un’agenzia di comunicazione come Social Media Manager.