Il cinema contemporaneo ci inganna spesso, in modo elegante. Quando vediamo un titolo che conosciamo già, il cervello fa un salto mortale e ci convince che sia un remake. Ma la realtà è più sfumata di come la pensiamo.

Parliamo di film che il pubblico etichetta velocemente come “rifacimenti”, quando invece sono qualcosa di diverso: nuove trasposizioni dei romanzi che li hanno ispirati, che dialogano con il proprio tempo e con la sensibilità di chi li guarda oggi.

Scopriamo 5 film che conosciamo e crediamo siano remake, ma che meritano uno sguardo più approfondito.

Il Grande Gatsby di Baz Luhrmann

Molti hanno pensato che Baz Luhrmann stesse rifacendo il film del 1974 con Robert Redford. Sbagliato. Il regista australiano, noto per il suo barocchismo estetico, è tornato direttamente al romanzo di Francis Scott Fitzgerald.

Il grande gatsby

Il Grande Gatsby

Leonardo DiCaprio interpreta Jay Gatsby con quella intensità struggente che lo caratterizza, accanto a Carey Mulligan e Tobey Maguire. Il film, del 2013, ha superato i 350 milioni di dollari al botteghino mondiale.

La scelta? Una messa in scena volutamente anacronistica, con una colonna sonora contemporanea che ha fatto storcere il naso ai puristi ma che ha funzionato. Luhrmann non si limita a rifare, ma reinterpreta il dramma del sogno americano con una forza visiva che appartiene solo a lui.

Dune di Denis Villeneuve

Quando Denis Villeneuve ha presentato il suo Dune a Venezia nel 2021, molti hanno pensato a un remake del film di David Lynch del 1984 ma niente è più lontano dalla realtà.

Dune

Dune

Villeneuve torna al romanzo monumentale di Frank Herbert, scegliendo di dividere l’opera in più parti. La “Part One” segue fedelmente la prima metà del libro, con un cast che è un dream team cinematografico: Timothée Chalamet, Zendaya, Rebecca Ferguson, Oscar Isaac.

Il successo post-pandemico dimostra che quando rispetti la fonte originale e la porti nella cultura contemporanea con intelligenza, il pubblico risponde. La fotografia maestosa, le scenografie immersive, il linguaggio narrativo costruiscono qualcosa di completamente diverso da Lynch.

It di Andy Muschietti

Quando il primo capitolo di It è arrivato nelle sale nel 2017, tutti hanno pensato al remake della miniserie del 1990, ma Andy Muschietti aveva altri piani. Il suo film è una nuova trasposizione del romanzo di Stephen King, con scelte narrative precise.

It

IT

L’infanzia dei protagonisti si sposta dagli anni ’50 agli anni ’80, seguendo un’estetica più vicina alla sensibilità dello spettatore contemporaneo.

Parliamo dell’horror più redditizio della storia al momento della sua uscita, dati gli oltre 700 milioni di incassi mondiali. Bill Skarsgård reinventa totalmente il Pennywise di Tim Curry rendendolo più inquietante e meno teatrale.

La Fabbrica di Cioccolato di Tim Burton

Tim Burton e Johnny Depp nel 2005 hanno creato qualcosa che molti considerano un remake del film del 1971 con Gene Wilder. Ma Burton non ha mai voluto rifare quella versione. Il suo obiettivo era tornare al romanzo di Roald Dahl.

La Fabbrica di Cioccolato

La Fabbrica di Cioccolato

Uscito nelle sale italiane nel settembre 2005, il film propone un immaginario completamente diverso e cioè più oscuro, grottesco e surreale. In una parola, burtoniano.

Johnny Depp offre un Willy Wonka che è l’opposto della figura paterna e affabile di Wilder. Il suo è eccentrico e infantile, quasi disturbante. Con oltre 470 milioni di dollari incassati, La Fabbrica di Cioccolato è la prova che un grande titolo può evolvere senza ricalcare il passato.

Niente di nuovo sul fronte occidentale di Edward Berger

Il film tedesco di Edward Berger, vincitore dell’Oscar come miglior film internazionale nel 2023, non è il remake della versione del 1930 di All’Ovest niente di nuovo né dell’omonima pellicola del 1979. È una nuova lettura del romanzo di Erich Maria Remarque.

Niente di nuovo sul fronte occidentale

Niente di nuovo sul fronte occidentale

Questa pellicola offre una rappresentazione cruda e moderna dell’orrore della Prima Guerra Mondiale. Felix Kammerer e Daniel Brühl sostengono un’opera che usa il sonoro in modo magistrale e che non ha paura di mostrare la disumanizzazione del conflitto.

Berger riduce, intensifica e riformula. Parla alla sensibilità contemporanea senza ricalcare gli stilemi delle versioni precedenti. Il risultato è un’opera potente e necessaria.

L’equivoco del remake contemporaneo

Ogni epoca ha bisogno di rileggere le proprie storie per adattarle al linguaggio del proprio tempo. Tanto è vero che i film di cui abbiamo parlato non rifanno film precedenti, ma tornano alle fonti letterarie per dare loro nuova linfa e significato, aprendo nuove strade e riflessioni.

Le storie continuano a vivere attraverso generazioni diverse in un mondo che è in continua evoluzione. E questa è una delle magie più belle che il cinema possa fare.

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