Dietro ogni grande scena c’è qualcuno che ha firmato un assegno con la mano tremante. Ma è proprio in questi momenti di apparente follia economica che il cinema rivela la sua natura: quella di un’arte che non conosce compromessi.

Times Square deserta alle cinque del mattino. Una nave che affonda di nuovo, questa volta con telecamere puntate da ogni angolazione. Un’autostrada costruita solo per essere distrutta. Sono questi i momenti che ci ricordano perché amiamo il cinema: perché trasforma l’impossibile in realtà, anche quando costa come il PIL di una piccola nazione.

Vanilla Sky: il silenzio più costoso di New York

Prendiamo Vanilla Sky del 2001. Cameron Crowe aveva un’ossessione: mostrare il cuore pulsante di New York completamente fermo. Non rallentato digitalmente, non ricreato in studio. Proprio fisicamente deserto. La scena di Tom Cruise che corre in una Times Square completamente deserta è costata circa 1 milione di dollari per tre minuti di puro cinema. Così ha fatto quello che farebbe qualsiasi regista visionario con un budget solido alle spalle: ha chiuso Times Square.

vanilla sky

Tom Cruise in Vanilla Sky

All’alba di una domenica mattina, con una finestra temporale di appena tre ore, la produzione è riuscita nell’impossibile. Il costo derivò dai permessi straordinari, dalla sicurezza e da una troupe che lavorava contro il tempo mentre la città si risvegliava. Alcuni newyorkesi, vedendo Times Square deserta, pensarono davvero ci fosse un’emergenza nazionale. Capite il livello di surrealtà?

Titanic: quando James Cameron decide di affondare davvero una nave

Ma se vogliamo parlare di ambizione produttiva portata all’estremo, dobbiamo parlare di James Cameron e di Titanic del 1997. Il regista non fa le cose a metà, questo è certo. La scena dell’affondamento della nave è costata circa 40 milioni di dollari solo per il set acquatico. Quando ha deciso di ricreare il disastro del 1912, ha letteralmente costruito una replica quasi a grandezza reale della nave in una vasca gigantesca in Messico contenente diciassette milioni di galloni d’acqua.

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Leonardo DiCaprio e Kate Winslet in Titanic

Cameron si immergeva personalmente per supervisionare le riprese subacquee, perché evidentemente pagare qualcun altro per farlo sarebbe stato troppo semplice. Le riprese richiesero settimane e centinaia di tecnici specializzati. Gli attori girarono per settimane in acqua gelida. Kate Winslet si ammalò, Leonardo DiCaprio giurò che nessuno avrebbe dimenticato quelle notti. Probabilmente è costato meno affondare il Titanic vero nel 1912 che ricreare la scena per il film (inflazione, lo so, ma lasciatemelo dire, ndr).

Matrix Reloaded: 2,5 chilometri di follia produttiva

Lana e Lilly Wachowski hanno portato questa filosofia a un livello ancora più estremo con Matrix Reloaded del 2003. La scena dell’inseguimento sull’autostrada e la leggendaria Burly Brawl sono costate circa 400 milioni di dollari complessivi. Hanno guardato il budget, hanno guardato la loro visione, e hanno detto: costruiamo un’autostrada. Non un set che sembra un’autostrada, proprio due chilometri e mezzo di asfalto vero in un’ex base navale della California. Poi l’hanno distrutta.

matrix reloaded

Keanu Reeves in Matrix Reloaded

La Burly Brawl, dove Neo affronta centinaia di Agent Smith, fu girata in 27 giorni con più di 100 stuntmen e decine di telecamere sincronizzate. La tecnologia motion capture utilizzata all’epoca era fantascienza tanto quanto la trama del film. Il paradosso produttivo? L’autostrada venne demolita subito dopo le riprese. Esistono solo le mappe del set. Hanno speso milioni per costruire qualcosa destinato a non esistere più. È poesia? È pazzia? È Hollywood.

Pirati dei Caraibi: l’acqua più cara del pianeta

Disney non è da meno quando si tratta di spendere cifre astronomiche. La scena della Fontana della Giovinezza in Pirati dei Caraibi: Oltre i Confini del Mondo del 2007 è costata tra i 25 e i 35 milioni di dollari. La produzione è volata alle Hawaii per girare in location esotiche con effetti visivi all’avanguardia e battaglie acquatiche che richiesero settimane di lavoro in ambienti naturali difficili.

pirati dei caraibi

Johnny Depp e Penelope Cruz in Pirati dei Caraibi: Oltre i Confini del Mondo

Più di 200 persone lavorarono solo per gestire le riprese in acqua, usando una combinazione di effetti pratici, CGI e pirotecnici. Johnny Depp, con quella sua tipica autoironia, scherzò definendo la scena “la più lunga doccia della mia carriera”. Il film ha toccato i 300 milioni di dollari di budget totale, tra i più costosi mai realizzati da Disney. A un certo punto, qualcuno in sala budget deve essersi chiesto se servissero davvero altri 10 milioni per quell’acqua. La risposta, evidentemente, è stata sì.

Avengers Endgame: 25 milioni per dire addio a un’era

Ma se vogliamo parlare del vertice assoluto del cinema blockbuster contemporaneo, dobbiamo arrivare ad Avengers: Endgame del 2019. La scena della battaglia finale e del funerale di Tony Stark è costata tra i 20 e i 25 milioni di dollari. Un esercito di supereroi, migliaia di comparse digitali, decine di set contemporanei. Ma il vero colpo al budget? Il giorno del funerale di Iron Man.

avengers endgame

Scena della battaglia finale di Avengers: Endgame

I fratelli Russo hanno dichiarato che potrebbe essere “il giorno più costoso nella storia del cinema”: tutti gli attori principali erano presenti, anche solo per una breve inquadratura, immaginate tutti i cachet stellari messi insieme. La scena era così segreta che gli attori credevano di stare girando un matrimonio. Solo alla fine scoprirono che si trattava del funerale di Tony Stark (pensate la confusione nel leggere il copione: perché siamo tutti così tristi a questo matrimonio?, ndr). Con un budget totale di circa 400 milioni di dollari, Avengers: Endgame rappresenta l’apice, o il limite (dipende dalla prospettiva, ndr), del cinema blockbuster contemporaneo.

Il denaro diventa linguaggio cinematografico

C’è qualcosa di profondamente umano in questa follia produttiva. Dietro ogni grande scena c’è un rischio calcolato, certo, ma anche una visione artistica che rifiuta di scendere a compromessi. È il cinema che ci ricorda perché esiste: per trasformare il denaro in emozione, l’ingegneria in sogno, la fatica in arte.

Sono momenti che raccontano molto più di una storia sul grande schermo: sono monumenti all’ambizione umana. E poi, ammettiamolo: c’è un certo piacere perverso nel sapere che qualcuno ha speso l’equivalente del tuo stipendio di una vita per tre minuti di Tom Cruise che corre in una piazza deserta. È cinema, è bellezza.

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