In scena al Teatro Sannazaro di Napoli “I promessi suoceri“, spettacolo scritto e diretto da Paolo Caiazzo.
Dopo una stagione di successi in giro per i palchi più prestigiosi della città partenopea, Paolo Caiazzo ritorna, con un cast ormai consolidato, sulle scene del teatro più antico di Napoli. Ad affiancarlo, Maria Bolignano, Antonio D’avino, Yulia Mayarchuk, Domenico Pinelli, Giovanna Sannino.
I Promessi Suoceri
Renzo e Lucia, due giovani promessi sposi, con una rara quanto bizzarra omonimia con i protagonisti del capolavoro della letteratura italiana di Alessandro Manzoni, sono gli artefici di un primo incontro tra futuri suoceri, un confronto ravvicinato tra famiglie così diverse ma sorprendentemente vicine, accomunate da un legame di sangue inaspettato e alquanto surreale.
La scena si apre su una giovane Lucia (Giovanna Sannino) in abito da sposa (quello della madre) che, in soggiorno, attende ansiosa il rientro dal lavoro dei genitori per comunicare, indossando un indizio eloquente, la grande notizia: le future nozze con il suo Renzo (Domenico Pinelli). Paolo Caiazzo nelle vesti di padre ex animatore di villaggi, dalla battuta pronta e dai proverbi rigorosamente storpiati, entra in scena accolto dalla figlia e da Maria Bolignano, moglie, insegnante di italiano, pronta a bacchettarlo per eccessiva parsimonia e strafalcioni linguistici.

In vista delle nozze imminenti tra emozione e preoccupazione per le spese in arrivo, i giovani combinano l’atteso incontro tra consuoceri: Giulia (Yulia Mayarchuk) donna con un passato da soubrette e Gaetano, (Antonio D’Avino) conosciuto da tutti con il poco rassicurante appellativo di “Don”, abbagliano la platea con look stravaganti, lustrini, piume e total pink.
Il confronto genera inevitabili fraintendimenti, ma anche e soprattuto rivelazioni inaspettate che avvicineranno più del previsto le due famiglie, al punto da condividere una strategia comune: “Questo matrimonio non s’ha da fare”. E così, tra una citazione manzoniana ed un espresso richiamo a Miseria e Nobiltà di Eduardo Scarpetta, la scena familiare si complica, si ingarbuglia, fino ad una imprevista risoluzione.
Paolo Caiazzo offre allo spettatore la possibilità di sbirciare dal buco della serratura la quotidianità di una famiglia comune, tra problematiche reali ed ostacoli surreali, attraverso l’occhio e la penna di chi rifugge facilonerie da doppi sensi e ridondanti dietrologie maliziose, attingendo esclusivamente dall’intelligente esercizio dell’ironia.
La scrittura di Caiazzo coinvolge proprio per quella pulita vivacità che contraddistingue la scena, che strappa sorrisi sinceri e fragorose risate nei botta e risposta coniugali, nelle esuberanze dei personaggi, negli scambi di battute argute, nelle situazioni irreali e nella loro improbabile risoluzione. È dietro l’apparente semplicità del racconto che si nasconde una efficace, diretta e sapiente costruzione teatrale, esaltata da un cast affiatato, da un’intesa scenica collaudata e da una commedia che scorre piacevole e irresistibile dall’inizio alla fine.

Laureata in marketing e masterizzata in comunicazione e altro che ha a che fare con la musica. Fiera napoletana, per metà calabrese e arbëreshë, collezionista compulsiva di vinili, cd o qualsiasi altro supporto musicale. Vanto un ampio CV di concerti e festival.